CANTONA’S PHILOSOPHICAL STATEMENTS, “QUELLA VOLTA NEL 95’…”

Era una fredda sera del Gennaio 1995 e il Manchester United di Sir Alex Ferguson, in piena lotta scudetto con un sorprendente Blackburn Rovers, giocava contro il Crystal Palace al Selhurst Park.

All’inizio del secondo tempo regna ancora l’equilibrio totale (e a reti bianche) ma molti animi sono tesi, in primis Eric Cantonà, la star assoluta di questo Manchester che, al minuto 48′, scalcia il suo diretto avversario, il difensore Richard Shaw. Ovviamente il cartellino mostrato da Alan Wilkie, arbitro della gara, è di colore rosso.

Il francese è palesemente incazzato nero, come suo solito, non ci vede più dalla rabbia ed un tifoso degli ‘Eagles’, Matthew Simmons, forse per pazzia, inizia ad insultarlo a gran voce mentre si dirige verso il tunnel che porta agli spogliatoi. Eric lo vede e impazzisce, è un attimo: prende la rincorsa e scaglia un calcione in volo in pieno stile Kung Fu, degno di Bruce Lee. Cantonà, a causa di quel gesto, la pagò davvero cara: 120 ore di lavori socialmente utili e una squalifica di ben 9 mesi, fino all’ottobre successivo. Il campionato alla fine, un pò a sorpresa, lo vincerà il Blackburn.

Nel mondo del calcio Inglese c’è un clima surreale: nessuno parla più dell’accaduto, gli animi sembrano essersi placati. E’ però Eric, le coupable, a rompere il silenzio: il francese convoca una conferenza stampa per parlare dell’accaduto attirando su di sè l’attenzione di tutti i quotidiani sportivi britannici. Arriva il giorno tanto atteso, quello della conferenza, i giornalisti fremono nella sala, vogliono sapere ogni dettaglio di quella vicenda, vogliono venire a conoscenza d’ogni cosa:

Eric entra nella sala

*silenzio totale*

Eric si siede e, con una pacatezza incredibile, dice una sola frase: «Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine.»

*Silenzio totale, senso di spaesamento*

Eric si alza, ringrazia, e se ne va.

Risultato? Per intere settimane, i giornalisti s’interrogano sul significato di quelle parole senza riuscire ad arrivare ad una conclusione realisticamente plausibile.

Anni dopo, Eric tornerà su quelle dichiarazioni, al Talk Shaw di Jonathan Ross: “Quella volta l’ho fatto di proposito. Nemmeno per me quelle parole significano niente. Era una situazione strana, c’era un atmosfera così seria… e io ho voluto mettere una specie di specchio di fronte ai giornalisti e vederli completamente smarriti davanti a queste parole”.

Semplicemente Eric Cantonà, il giocatore più controverso, incomprensibile e geniale della storia del calcio.

Articolo a cura di : Daniele Pagani

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