GIOVANI LO CELSO, IL ‘MONO’ DE ‘LE CANALLAS’

Giovani lo Celso

NOME E COGNOME: Giovani Lo Celso

ANNO DI NASCITA: 1996

RUOLO: Trequartista

NAZIONE: Argentina

PIEDE: Sinistro

FISICO: 175 cm x 70 kg

In principio fu Angel di Maria, fenomeno del PSG ed ex Real Madrid e Manchester United, ora è Giovani Lo Celso. Stiamo parlando dei fantasisti cresciuti nel Rosario Central, ‘Le Canallas’, che per l’ennesima volta si distingue per essere una fucina di talenti di grande livello, azzarderei dire di prima fascia. Giovani Lo Celso è nato nella Cuna de la Bandera, così viene chiamata la città di Rosario, nel 1996. El Mono (‘la scimmia’, suo soprannome) muove i primi passi nel mondo del calcio nella categoria pulcini del San Josè, nella liga Ardyti. Ancora giovanissimo, all’età di tredici anni, viene notato dagli osservatori del Rosario Central che si innamorano di lui, calcisticamente parlando.

Lo Celso inizia, con la maglia gialla e blu dei ‘Rosarini’, a far intravedere tutte le sue incredibili doti tecniche e conquista fin da subito una moltitudine di trofei giovanili: nel 2013 vince il campionato di ‘Novena division’, poi quello della ‘Sexta’, dov’è eletto capocannoniere con 26 gol, e per concludere, l’anno dopo, vince il campionato riserve, segnando un gol decisivo all’ultima giornata contro il Racing de Avellaneda con una magnifica rovesciata. Il 19 Luglio di quest’anno, a 19 anni, è avvenuto il suo grande debutto nel calcio professionistico, nella Primeira Division argentina, contro il Velez Sarsfield, un’altra squadra che conosce bene il significato del plasmare nuovi giovani talenti (vedi Javier Pastore). Mister Eduardo Coudet lo ha gettato senza paura, con la divisa numero 34, nella mischia dell’ Josè Amalfitani’.

Poche settimane dopo, è avvenuto il magnifico esordio nel ‘Gigante de Arroyito’, il tempio del Rosario Central, uno stadio dove trattenere le emozioni risulta estremamente complicato, soprattutto per un giovane calciatore. Lo Celso risponde presente con un magnifico assist che è valso l’uno ad uno finale contro il Sarmiento de Junin. Ormai Giovani sembra essersi guadagnato del tutto la fiducia del suo allenatore Coudet, che lo sta facendo giocare con grande continuità: lo score dice ancora zero reti ma già ben tre assist decisivi confezionati alla perfezione per i suoi compagni in 15 partite disputate.

Ovviamente non manca l’interesse di alcuni grandi club europei che, tramite le fitte reti di osservatori, hanno già potuto ammirare Lo Celso dal vivo. Tuttavia, sembra estremamente difficile che il club di Rosario ne possa fare a meno nell’immediato presente: il Manchester City, in questi ultimi anni sempre molto attento al mercato dei giovani (vedi Oliver Ntcham, Patrick Roberts, Enes Unal, Faupala), si è visto chiudere la porta in faccia dinanzi ad un offerta di 8 milioni di dollari.

Le italiane (Napoli, Inter, Lazio e Juve in primis) osservano, come l’Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone, che dalla ‘terra della Pampa’ ha già pescato grandissimi talenti come il fantasista Angel Correa dal San Lorenzo de Almagro e il mediano Matias Kranevitter dal River Plate. Il Rosario Central, dal canto proprio, si gode l’ennesimo talento fatto in casa, conscio di poter ripetere un altro grandissimo affare economico con squadre del calcio europeo, sullo stile di Franco Cervi, altro fantasista ‘homemade’, venduto al Benfica per 5,3 milioni di dollari.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Lo Celso può essere definito come un centrocampista qualitativamente completo. La bassa statura gli permette di saltare rapidamente il marcatore anche in spazi di campo strettissimi senza mai perdere il contatto con il pallone. All’occorrenza può svolgere a meraviglia anche il ruolo di regista di centrocampo, alla Pirlo, grazie soprattutto alle sue eccezionali doti balistiche e tecniche che gli permettono di compiere lanci perfetti di 50 o 60 metri. In ultima analisi può coprire ogni ruolo di un centrocampo a tre o a quattro uomini (con esterni o a rombo) e anche il ruolo di ala o seconda punta.

Dal punto di vista tattico è discretamente disciplinato: sa sempre stare nella posizione giusta di campo ed è molto bravo a leggere le giocate sia dei compagni sia degli avversari. Ogni tanto tende ad indietreggiare fino alla linea mediana per provare ad impostare l’azione e creare situazioni di gioco pericolose. Ha una grandissima personalità, sia nei calci di rigore sia nei calci di punizione. L’unico dettaglio su cui deve lavorare è decisamente l’aspetto atletico. Deve mettere su un certo quantitativo, ma senza esagerare, di massa muscolare, per sostenere la rigidità fisica di alcuni campionati europei, come Premier League e Serie A senza perdere però, le sueeccezionali doti tecniche e di corsa.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

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