INAKI WILLIAMS, IL NUOVO GOLEADOR DI BILBAO

Inaki

NOME E COGNOME: Inaki Williams Arthuer

ANNO DI NASCITA: 1994

RUOLO: Prima punta, ala destra

NAZIONE: Spagna

PIEDE: destro

FISICO: 186 cm x 77 kg

Quando si parla di calcio spagnolo, ogni tifoso pensa, quasi in modo abitudinario, al Clasico, la sfida eterna tra il Barcellona e il Real Madrid. C’è una squadra però, che ha qualcosa in comune con i due top club della penisola iberica: l’Athletic Bilbao, mai retrocesso in ‘Segunda Division’ e capace di vincere 8 campionati, 2 Supercoppe di Spagna e 23 Coppe del Re. Un club storicamente fondato su una precisa linea politica: comporre una rosa di giocatori esclusivamente baschi o di origini basche. Questa particolare tradizione è rispettata non solo dalla società, ma anche dai tifosi che, nel 2010, tramite un sondaggio popolare unanime hanno votato per il mantenimento di questa usanza, considerata quasi come una tradizione religiosa.

L’unica eccezione viene fatta per i giocatori di doppia nazionalità o che sono cresciuti nella Cantera dei Leonés: in particolare possiamo appellarci al caso del centrale difensivo Aymeric Laporte, classe ’94, e soprattutto ad un nuovo, incredibile, talento, anch’egli  classe ’94, che sta esprimendo tutte le sue enormi qualità in questa prima parte di stagione, Inaki Williams.

Inaki Williams Arthuer nasce a Barakaldo, un paesino di circa centomila abitanti, situato a pochi kilometri da Bilbao, da madre liberiana e padre ghanese. Dopo la sua nascita, i genitori, in una situazione economica disperata, si trasferiscono a Pamplona per cercare un lavoro decentemente retribuito con il fine di garantirgli una vita migliore. La vita del piccolo Inaki non è per niente facile, almeno inizialmente: I genitori del ragazzo infatti, sono considerati degli Inakos, termine utilizzato nei Paesi Baschi per indicare i venditori di colore che si incontrano per le strade del posto. La loro integrazione sociale, fin dall’inizio di questo fenomeno migratorio, è sempre risultata estremamente complicata e mai ben accettata dagli abitanti locali, sempre orientati a seguire le proprie abitudini anche negli aspetti più superficiali della routine quotidiana come il contesto sportivo.

Inaki inizia a giocare a pallone molto tardi, a 14 anni, nel Club Natacìon. Il Bilbao lo nota, lo apprezza, decide di acquistarlo e poi lo gira al Pamplona in prestito. Dopo un’ottima stagione, ancora 15enne, Williams torna nel club dei ‘Leonés’ e inizia a fare sfracelli, prima con la squadra C, poi con la squadra B, timbrando il cartellino con una facilità quasi irrisoria. I numeri sono davvero mostruosi, quasi alieni: 31 partite e 31 gol, Inaki viene convocato in allenamento con la prima squadra, almeno per iniziare a capire il calcio con cui dovrà confrontarsi in futuro.

Nella stagione 2013-2014 viene girato in prestito in ‘Tercera Division’, al Deportivo Baskonia, dove, ancora 18enne, segna subito 7 gol in 18 partite di campionato: primo step superato alla grande. Torna a Bilbao, dove gioca con la squadra B, collezionando 31 presenze e 21 gol: questa super stagione (13-14), rappresenta la consacrazione definitiva, Inaki finisce stabilmente nel giro della prima squadra. Il ragazzo, ora 21enne, sta trascinando la squadra a suon di gol, sia in campionato, sia in Europa League, è apprezzato parecchio da mister Valverde, che lo sta facendo giocare con grande continuità e inoltre, ha ricevuto da poco la prima convocazione con la Spagna under20.

Semplicemente Inaki Williams, una volta Inakos, oggi nuovo idolo del San Mamés… Perchè solo il calcio può regalarci storie così uniche e straordinarie.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Williams può essere definito un puntero moderno. Ha grandissime doti fisiche e atletiche: unisce i suoi 186 cm ad una velocità fuori dal comune, che sfiora i 36 km/h palla al piede. E’ un tipo di attaccante a cui piace svariare su tutto il fronte offensivo per non dare punti di riferimento ai difensori avversari, è semplicemente letale in campo aperto e in situazioni di gioco come i contropiedi, bravo nel gioco aereo. E’ molto forte nell’uno contro uno ed ha un tiro molto potente e preciso. In ultima analisi, penso che abbia le doti per diventare un grandissimo campione ma deve sapersi guadagnare ogni cosa sul campo, deve imparare a gestire grandi pressioni (come ogni grande talento, del resto), senza lasciare indietro alcun dettaglio della sua crescita calcistica.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

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