ANDY CARROLL, L’UOMO CHE NON GETTA LA SPUGNA

carroll.jpg

Quante volte ci è capitato di vedere giovani talenti, apparentemente pronti a sfondare nel calcio che conta, bruciarsi per diventare autentiche meteore. Ascese rapide, paragoni un po’ troppo pesanti con leggende del passato, aspettative altissime: un mix di elementi che, se non gestiti con cautela, rischiano di diventare più distruttivi che altro.

E’ questo il caso di Andy Carroll, autentico ariete d’area di rigore di proprietà del sorprendente West Ham di Slaven Bilic. Eh sì, perchè ai tempi del Newcastle United, questo ragazzotto di soli 191 cm per 82 kg, sembrava un predestinato, addirittura c’è chi pensava fosse l’uomo giusto per risollevare il futuro della Nazionale Inglese, che non ha avuto proprio molti successi di cui fregiarsi in questi ultimi anni.

Carroll inizia la sua ascesa nel calcio professionistico dall’Accademia di Joseph Swan e segna valanghe di gol, ovviamente. Il Newcastle lo nota e decide di tesserarlo intorno al 2005. L’esordio arriva prestissimo, basta aspettare la stagione successiva: a 17 anni esordisce in Coppa UEFA contro il Palermo. Dopo le ottime prestazioni, alcuni addetti ai lavori dalle zone di St.James Park, capiscono che il ragazzo va blindato. Rinnovo fino al 2011.

La stagione successiva si apre con una problematica di non poco conto: una concorrenza spietata, da Martins al golden boy Michael Owen, passando per Viduka e Shola Ameobi. La dirigenza dei Magpies capisce che il giovane Andy è un diamante grezzo, va lavorato per ottenere un buon prodotto finito. Lasciare marcire in panchina un 18enne sarebbe uno spreco: il Preston si fa avanti con decisione e Carroll accetta. Il ragazzo registra solo 12 presenze ed 1 gol in una mezza stagione.

Dopo alcuni screzi con l’allenatore, viene rispedito al Newcastle. Kevin Keegan però, che  non sembra poi così intenzionato a scoprire il suo potenziale, lo retrocede nella squadra delle riserve. Il giovane Andy reagisce coi fatti: valanghe di gol tra i quali non passa di certo inosservata una tripletta al Middlesbrough.

Keegan, a fine stagione, saluta St.James Park. Al suo posto arriva Joe Kinnear. Il nuovo tecnico sembra intravedere un grandissimo potenziale in Carroll che, per ringraziare, segna all’esordio contro il West Ham. Realizza tre gol, ma non basta: I Magpies finiscono nell’inferno della serie cadetta, la Championship.

Però, è risaputo: dopo la tempesta c’è l’arcobaleno. Ad inizio stagione, c’è un grande malcontento tra i tifosi dei bianconeri. Il nuovo allenatore, Chris Hughton, decide di puntare su Carroll per risollevare le sorti del club: mai vista scommessa più azzeccata. Carroll segna 19 gol e trascina il Newcastle fuori dall’incubo Premiership. La stagione successiva, in massima divisione, va ancora in doppia cifra.

Nel Gennaio 2011, un fulmine a ciel sereno sconvolge la Premier League intera: Fernando Torres passa dal Liverpool al Chelsea per l’astronomica cifra di 58.5 milioni di euro. I Reds devono trovare un sostituto, rimpiazzare una delle migliori prime punte del mondo non è un affare di poco conto: Carroll firma col club di Anfield, il Newcastle incassa 42 milioni. Carroll diventa il secondo trasferimento più costoso della storia della Premier League dietro al solo Rio Ferdinand.

Paragoni pesanti? Paura di non valere i soldi investiti? Una pressione mediatica di non poco conto? Troppi problemi fisici? Chissà. Sta il fatto che Andy colleziona poco meno di sessanta presenze in circa tre stagioni, condite da soli undici gol. Il ragazzo sembra l’ombra di se stesso, fa fatica ad entrare nei meccanismi dei Reds. Pian piano arrivano i fischi dei propri sostenitori finchè, dopo una serie di infortuni, Carroll diventa un fantasma. Il giovane predestinato che avrebbe potuto risollevare le sorti di una nazione intera non c’è più, finito nell’ombra di un predecessore insostituibile. C’è qualcuno che crede ancora in lui: il West Ham lo chiede in prestito con diritto di riscatto per circa 20 milioni, la metà della cifra pagata dal Liverpool tre anni prima.

Anche questa volta, tra qualche gol e diversi infortuni non proprio leggeri, il solito rendimento altalenante. Ma è risaputo: chi ha talento sa tirarlo fuori all’improvviso, come ieri pomeriggio, del resto. Tripletta in meno di dieci minuti all’Arsenal. E ora i tifosi del West Ham e Slaven Bilic se la ridono: per la corsa alla Champions League, gli Hammers, hanno un’arma in più, un vero e proprio ariete, per sfondare il muro dei sogni.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...