STEVEN GERRARD, UN SECONDO DI FOLLIA

STEVE.jpg

26 aprile 2014, quella maledetta Domenica, perché è così che va chiamata. Siamo a Liverpool, la città di Anfield Road e dei Beatles. Fin dalle prime ore del mattino si capisce che sarà una giornata soleggiata, poche nuvole si stagliano nel cielo blu del Merseyside.

Nella testa dei tifosi dei Reds c’è tanta consapevolezza, tanta voglia di ribalta, di poter finalmente esultare, o forse è più la speranza di essere vicini alla fine di un’ossessione lunga venticinque anni.

Brendan Rodgers come direttore d’orchestra, Steven Gerrard leader indiscusso, Luis Suarèz capace di non far rimpiangere el Nino Fernando Torres e giovani talentuosi come Philippe Coutinho, Rahem Sterling e Daniel Sturridge nel ruolo di esecutori di una magnifica sinfonia. La classifica dice Liverpool al primo posto a tre giornate dalla fine. Sembra arrivato il momento giusto, quel momento fin troppo atteso da giocatori e tifosi storici. Un successo atteso dai tempi di Ian Rush e Kenny Dalglish (predecessore di Rodgers), che mancava dai tempi di quelle magliette adidas e marchiate dallo sponsor Candy.

E’ un’autentica gara al fotofinish con il Manchester City di Manuel Pellegrini. Quella sfida tra chi ha la storia (e il palmarès) e chi ha un potenziale economico illimitato, una rivalità ormai classicheggiante e spesso rivisitata in questo XXI secolo calcistico. Per i romantici del mondo del pallone, i cosiddetti calciofili, un “You’ll Never Walk Alone” cantato a squarciagola dalla Kop ha valore inestimabile a livello economico, così come il tocco della targa che recita “This is Anfield” nel tunnel dello stadio che precede l’entrata sul rettangolo verde.

Ore 15, Anfield Road, fa caldo e ci sono poco meno di 45mila spettatori sugli spalti, la storia si scrive adesso. L’avversario non è dei più semplici: il Chelsea di Mourinho è una squadra molto più che ostica e ancora indaffarata nella corsa alla vittoria del campionato. Inoltre, dato di fatto, la rivalità tra i due club è parecchio accesa, specialmente dall’inizio del nuovo millennio, dopo l’acquisto della squadra di Stamford Bridge da parte del magnate russo Roman Abramovich. Niente sconti.

Dopo uno scialbo primo tempo, fatto di poche occasioni eccetto qualche lampo, succede l’impensabile: Martin Atkinson, arbitro prescelto per condurre questa gara delicatissima, assegna tre minuti di recupero. Manca un minuto all’Half Time, a quel quarto d’ora di pausa in cui si parla di tattica, si riprende fiato e ci si schiarisce le idee. Sakho gioca palla al capitano Steven Gerrard, il simbolo del club, colui che ha vinto praticamente tutto con quella maglia più simile ad una seconda pelle che altro, lui che più di tutti ambisce ad alzare verso il cielo quel trofeo.

BA.jpg

E’ bastato un secondo, a metà tra 47’ e 48’ minuto: Stevie G s’abbassa sulla linea difensiva per impostare l’azione, come al solito. Sta per stoppare il pallone, tutti si aspettano la solita sventagliata strappa applausi.. e invece? La follia, il lato più beffardo del mondo del pallone che prende il sopravvento, per cambiare il destino, per rompere ogni certezza. Nel momento del controllo palla, Stevie, scivola clamorosamente, Demba Ba raccoglie l’invito e s’invola nell’uno contro uno con Simon Mignolet, il capitano si rialza e prova la reazione d’orgoglio, prova a rincorrere il suo avversario ma è ancora stordito e confuso dal proprio errore, come i suoi tifosi che, in nessuno dei loro peggiori incubi, si sarebbero immaginati una cosa del genere.

Sembra esserci uno spiraglio per metterci una pezza ma, in quel preciso istante, l’attaccante senegalese dei Blues, prossimo ad entrare in area di rigore, apre il piattone e batte Mignolet sul primo palo. Gerrard raccoglie il pallone dal fondo della rete e si lancia con lo sguardo cupo e a testa bassa al centro del campo per far riprendere il gioco più in fretta possibile. Sembra quasi sul punto di esplodere in lacrime, e Anfield con lui.

Però, qualche secondo dopo c’è spazio solo per gli applausi, perché comunque vada il capitano non può camminare solo.

Nel secondo tempo i Reds provano a ribaltare il match: prima Coutinho, poi Suarez e Henderson. Ci provano tutti, in qualunque modo, soprattutto Gerrard: per il capitano non può finire così, con quell’errore che potrebbe compromettere un’intera stagione, non deve finire così. Schwarzer però, per quanto lento e vecchio, in qualche modo riesce a parare tutto  e senza troppe difficoltà, senza far rimpiangere troppo Petr Cech.

Al 91’ Willian parte in contropiede e la gioca a Fernando Torres, lanciato uno contro uno col portiere, come in occasione del primo gol. Lo spagnolo però, sembra non voler punire direttamente i suoi ex tifosi, un gol del Nino alla sua ex squadra e in una partita così delicata avrebbe fatto infartare qualcuno nella Kop. Lo spagnolo, ormai davanti a Mignolet, confeziona l’assist per Willian che insacca un 2-0 davvero fin troppo facile.

Finisce lì, il City vince e sorpassa i Reds in classifica. La settimana successiva la squadra di Rodgers, forse ancora stordita dagli sfortunati eventi contro il Chelsea, impatta contro la strenua resistenza del Crystal Palace, a Selhurst Park.

Campionato terminato: il Manchester City, la squadretta diventata big con i soldoni degli Emirati Arabi, si porta a casa il titolo. Il Liverpool si guadagna un posto in Champions League ma con ancora addosso il rammarico per quanto accaduto in quella folle domenica di Anfield.

SG.jpg

Ma non ci può essere sconforto o tristezza nel cuore di chi ha lottato per raggiungere un obiettivo, di chi ha sognato. Così come non ci sarà mai rancore dei tifosi del Liverpool verso Steven Gerrard, una delle poche, vere, bandiere del football d’oltremanica, quell’eccezione romantica a questo calcio ormai fin troppo impregnato di business consumistico. Un capitano che mai ha abbandonato la barca, capace di  guadagnarsi nel corso di 28 lunghissimi anni la lealtà del ogni singolo compagno di squadra, avversario o tifoso. Un uomo che non camminerà mai solo, magari lontano da Liverpool, ma con la Kop nel cuore.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...