CHRISTIAN PULISIC, LO YANKEE CHE FA SOGNARE DORTMUND

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NOME E COGNOME: Christian Pulisic

ANNO DI NASCITA: 1998

RUOLO: Trequartista, ala

NAZIONE: Stati Uniti

PIEDE: destro

FISICO: 172 cm x 67 kg

Quando a soli 17 anni e 212 giorni segni il primo gol coi grandi non può essere un caso, qualcosa in più rispetto ai tuoi pari età devi per forza averlo. E forse è proprio così per Christian Pulisic, l’ultimo talento della florida cantera del Borussia Dortmund. Pulisic trascorre la sua infanzia negli Stati Uniti, a Hershey, in Pennsylvania. Suo padre Mark, di origini croate, divenne un calciatore celebre tra le file degli Harrisburg Heat, squadra nata all’inizio degli anni 90’ e ritirata nell’ormai lontano 2003, in cui totalizzò quasi 300 presenze, dopo aver fatto parte della squadra della George Mason University per tre anni, tra il 1986 e il 1989.

Un giovanissimo Christian inizia a muovere i suoi primi passi nel mondo del calcio con la maglia del PA Classic, società calcistica di dilettanti della Pennsylvania. Il ragazzo inizia la sua carriera come centrocampista centrale, e il più delle volte veniva schierato nel ruolo di regista puro, solo successivamente verrà avanzato nel ruolo di rifinitore. Il calcio a stelle e strisce però, è davvero troppo acerbo per un talento così grande, e all’inizio di Gennaio del 2015, Pulisic viene ingaggiato dal Borussia Dortmund di Jurgen Klopp. Il ragazzo viene messo nella squadra under 17 ma brucia le tappe e, già nell’estate del 2015, gioca titolare nella squadra under 19 degli Schwarzengelben.

Pulisic nel corso della stagione mette insieme qualcosa come 15 partite, 10 gol e 8 assist con la maglia del Borussia Dortmund B mentre con l’under 17 degli Stati Uniti colleziona, in due anni, 34 presenze e 20 marcature. Le mostruose statistiche parlano per il ragazzo, Klopp passa direttamente ai fatti e lo aggrega alla prima squadra cosciente di avere tra le mani un altro Schreklich Jung (ragazzo terribile), un talento purissimo e da svezzare, come fu per Mario Gotze. In questa stagione non ancora terminata, dopo una prolifica pre-season con Thomas Tuchel alla guida della squadra giallonera, ha esordito ufficialmente in Bundesliga nella vittoria per 4-0 contro la neopromossa Ingolstadt subentrando all’attaccante colombiano Adrian Ramos. Solo due settimane dopo, fa il suo esordio in Europa League nel match vinto 2-0 contro il Porto.

Tuchel sembra credere ciecamente nelle doti del ragazzo e lo schiera titolare contro due importanti squadre come il Bayer Leverkusen e lo Schalke 04. Pulisic risponde presente all’appello del suo coach mettendo insieme due ottime prove. Il primo gol invece, è arrivato nella vittoria contro l’Amburgo per 3-0 davanti al pubblico del Signal Iduna Park, per il secondo centro è stato sufficiente aspettare la settimana successiva, nella trasferta contro lo Stoccarda. Pulisic è diventato il più giovane straniero della storia a segnare un gol in Bundesliga, ma “solo” il quarto di sempre. Inoltre, l’ex attaccante tedesco Jurgen Klinsmann, CT della Nazionale Statunitense, ha convocato Pulisic alla fine di Marzo per il match di qualificazione ai Mondiali del 2018 contro il Guatemala, presenza che ha fatto di lui il più giovane calciatore statunitense a giocare un match di qualificazione per i mondiali.

Il futuro, per questo talento cresciuto nel mito di Landon Donovan e di Wayne Rooney, sembra essere assicurato, tra prime gioie e record infranti. Il BvB sta già pensando a rinnovare il suo contratto per blindarlo da eventuali assalti delle big europee. Intanto, il Guardian, lo ha già inserito nella lista dei migliori cinquanta talenti del calcio mondiale nati dal 1998 in poi, un riconoscimento assolutamente meritato.

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CARATTERISTICHE TECNICHE

Pulisic è il classico numero dieci. Ha una tecnica fuori dal comune ed incredibili doti balistiche. Inoltre, può indifferentemente giocare come trequartista o come ala. Ha un grande senso della posizione ed è in grado di smarcarsi facilmente dalle marcature avversarie. Dimostra grande maturità a livello caratteriale, nonostante sia solo un classe 1998, e temperamento. La piccola statura lo rende un incubo per i difensori avversari, specialmente negli spazi stretti.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

 

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