ALVARO ARBELOA, STORIA DI UNA BANDIERA MODERNA

arbeloa

Sapete… ne ho vissute parecchie di notti magiche, dentro stadi meravigliosi.

Sono stato un Reds, poi un Galactico. Ho vissuto con tutto me stesso lo stadio Riazor, Anfield Road e il Santiago Bernabeu.

Ho giocato insieme a grandi campioni come Steven Gerrard, Xabi Alonso, Ricardo Kakà, Cristiano Ronaldo e Gareth Bale, tanto per citarne qualcuno. Ho giocato contro alieni come Lionel Messi e Zlatan Ibrahimovic. Ho avuto grandi allenatori come Rafa Benitèz, Josè Mourinho e Carlo Ancelotti. Ho alzato tantissimi, scintillanti, trofei, seppur non sempre da protagonista.

Direi che la mia carriera è stata davvero fantastica.

Non sono mai stato un fenomeno assoluto, quel giocatore che vende miliardi di magliette, che fa gli spot in televisione, che finisce sulle prime pagine dei giornali. Però, se posso permettermi, mi definisco una bandiera, perché ovunque io sia andato sono stato apprezzato, forse per la mia voglia di vincere, oppure per la mia indole da leader di cui nessuno parla, tanto da spingere Mourinho e Ancelotti, due allenatori che di personalità ne hanno parecchia, a tenermi in squadra per sostenere un gruppo, certo fortissimo, ma con tante, spesso troppe, prime donne.

Perché prima viene l’uomo, poi il calciatore: non ho mai tenuto il broncio perché relegato in panchina, non ho mai fatto mancare il mio sostegno ai miei compagni di squadra nei momenti difficili e soprattutto non mi sono mai tirato indietro quando chiamato in causa.

Mi chiamo Alvaro Arbeloa e ieri, dopo sette lunghi anni, ho detto addio al Real Madrid, la mia squadra del cuore. Ma sono felice, perchè sicuro che chiunque, dalle parti del Santiago Bernabeu, si ricorderà di me, non come un grande campione, ma come un uomo fedele, che un bel giorno ha sposato quella maglietta color bianco, che mai e poi mai tradirà, per nessuna ragione al mondo.

Grazie Alvaro. Uomo vero e calciatore fedele. Una delle poche bandiere rimaste in questo XXI secolo calcistico.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

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