LA DOCE, QUANDO UN NUMERO DIVENTA LEGGENDA

la12.jpg

Perchè la doce si chiama così.

Dodici. Doce, in quella parte di mondo dove il genovese si mischia all’asturiano, le strade sanno di sale e vernice, e tutto è colorato, anche il viso delle persone, per la fatica rosso come il sole che tramonta sul grande porto. La Boca. Per chi ci vive non è un barrio (un quartiere,ndr) ma più uno stato d’animo. Quello stesso stato nostalgico che ti fa rimpiangere i tempi che furono, ma anche prendessi la macchina del tempo per tornarci, sicuramente ti lamenteresti di quello che hai lasciato. Per questo sono sempre stati un po’ diversi quelli della Boca, molto legati alle loro origini italiane e spagnole, e a tutto quello che glielo ricorda: qualche vecchio parla lunfardo (la lingua degli emiranti), spettacoli di tango a tutte le ore, e una passione viscerale per la loro squadra di calcio, il Club Atletico Boca Juniors.

Certo, il Boca Juniors, è il club più famoso e vincente non solo d’Argentina ma di tutto il Sud America, e conta più di centocinquanta mila soci, ma per Enrique, che incontro sul 130 direzione Bombonera, resterà sempre la squadra di quartiere, quella fondata dai suoi antenati genovesi.

Torniamo al dodici. Il Doce, o meglio El doce. Nel mondo calcistico sudamericano i ruoli si indicano con il numero, il  3 e il 4 sono i terzini, il 2 e il 6 i centrali, il 5 il mediano davanti alla difesa, il così detto volante, il 10 è l’enganche, il trequartista, e il 9 il delantero de area, la punta. El doze è il portiere di riserva.

Qui no, o meglio non solo. Ve l’ho detto che sono strani. Qui si dice la doze, femminile, perché rappresenta la barra, la curva, la parte di tifo più calda e rumorosa.

In Argentina, se si deve raccontare una storia, tra mito e verità si sceglie sempre il primo, per il concetto molto Woody Allen del “perché rovinare una bella storia con la verità”. Questa volta però leggenda e reale coincidono. Il 5 Febbraio del 1925 dal porto di Buenos Aires salpa una nave.  A bordo ci sono i giocatori del Boca in partenza per un tour europeo che prevede una serie di amichevoli con le squadre più forti del continente. A seguito del Boca sul transatlantico c’è anche tal Victoriano Augustín, detto “Toto”, Caffarena, figlio di una ricca famiglia che aveva terreni agricoli nella provincia della capitale.

toto caffarena

Il giorno della prima partita in Spagna, Victoriano arriva in anticipo allo stadio, viene fatto accomodare nel settore riservato ai tifosi ospiti e aspetta l’inizio. Nel frattempo si guarda intorno ed è sempre tutto vuoto. Si trova lì da solo, e questo ricapiterà per i ventuno giorni seguenti della tournée. È l’unico tifoso presente, il dodicesimo appunto, o come lo chiameranno per tutti gli anni a venire, el jugador número 12. Si crea un clima di complicità con lo staff e i calciatori che lo porta a far loro da massaggiatore e a diventare loro amico, tanto che Cerutti, storica leggenda del club, gli chiederà di essere il padrino di sua figlia. Arriverà anche a pagare le spese di viaggio restanti quando i soldi finiscono, perché siamo in una storia argentina, e quelli sempre terminano.

Rientrato diventa subito l’idolo di tutti. Ovviamente socio gratis a vita, la gente lo ferma per strada e gli dice: “Tu sei il numero dodici, sei il nostro eroe, noi vogliamo essere come te! Ci hai rappresentato in tutta Europa e allora ci chiameremo la Doce in tuo onore”. Lo fanno per davvero, perché la gente de la Boca è gente che ha una e una sola parola.

boca martin

La Doce negli anni ha costruito la sua leggenda, ma ancora adesso se entrate alla Bombonera dalla porta principale, vi accoglie un gigantesco e stupendo quadro di Benito Quinquela Martín, uno dei più grandi pittori argentini del novecento; che trasudava in azul y oro, viveva a poche cuadras (isolati, ndr) da Victoriano, e appena sentì la storia volle lasciare un suo personale tocco. Rappresentò la nave su cui si erano imbarcati gli eroi del ’25.

Doce, dodici, molto più di un numero per questa gente, l’essenza della loro passione.

Articolo a cura di: Fabio Simonelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...