INTER-MANCINI: E’ FINITA! LA SQUADRA A FRANK DE BOER

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Era nell’aria, nonostante quel “meglio non parlare” di qualche settimana fa, all’aereoporto di Malpensa. Roberto Mancini chiude la sua seconda era sulla panchina nerazzurra, e lo fa nel peggiore dei modi, lasciando il club a due settimane dall’inizio del campionato.

E’ stata davvero insanabile la frattura, non tanto con Suning, quanto con Erick Thohir ed il CEO Michael Bolingbroke, che insieme all’intermediario Kia Joorabchian hanno spinto per l’addio del tecnico Jesino. La proprietà, guidata da Zhang Jindong, spingeva per il rinnovo, ma a partire da Ottobre in poi. Mancini non voleva accettare due clausole nel nuovo contratto: l’impossibilità di dare il proprio parere sul mercato, campo del DS Ausilio ed i suoi collaboratori, ed, in secundis, la fine del rapporto in base al raggiungimento di determinati obiettivi. Ovviamente, c’erano fortissime divergenze anche sul calciomercato, prima e dopo la totale debacle contro il Tottenham. Suning era venuto incontro alle esigenze del Mancio, evitando di vendere l’ossatura della squadra, i cosiddetti big, e acquistando Antonio Candreva per 25 milioni di euro. Emergono ora però, i veri nomi fatti da Mancini all’inizio di questa sessione di mercato: il primo era ovviamente quello di Yaya Touré, centrocampista ivoriano e figliol prodigo del tecnico fin dai tempi del Manchester City. C’erano altri due sogni: Thomas Vermaelen, da poco approdato alla Roma, e Marco Reus, fenomenale ala del Borussia Dortmund. Inoltre, il tecnico jesino aveva avvallato la cessione di Icardi in cambio di 50 milioni e Gabbiadini, visione opposta alla dirigenza che non voleva partire male vendendo subito il capitano di presente e futuro. Anche la squadra, dopo il colloquio tra i dirigenti e alcuni uomini spogliatoio, sembra aver abbandonato Mancini, soprattutto dopo aver spiegato dell’aria tesa che si percepiva prima e dopo ogni seduta di allenamento durante la tournée negli Stati Uniti. Mancini voleva incassare dal divorzio i 10 milioni lordi del suo ingaggio, l’Inter ha stanziato circa 2,5 milioni per l’addio del tecnico, che poi ha accettato di firmare la rescissione con il club nerazzurro. Il sostituto verrà già annunciato oggi: Frank De Boer, vincitore di 4 campionati olandesi (su 6 giocati) sulla panchina dell’Ajax. Certo, quando hai in mano i Lancieri non è così difficile vincere (è come avere il Barcellona o il Real in Liga) ma De Boer è un amante del bel calcio, dedito alla crescita umana e calcistica dei giovani, perfetto dunque se si pensa al desiderio del Suning di seguire la linea verde. La Gazzetta dello Sport ha fatto una piccola presentazione di questo allenatore: “Più Louis van Gaal che Cruijff. Meno profeta di Johann, meno rigido di Louis, più simpatico con i giornalisti. Uomo di mondo con l’Ajax nel sangue e tante esperienze accumulate in anni di carriera, prima da difensore, poi come allenatore. Cruijff è stato per i giocatori olandesi l’icona indiscutibile, ma Frank de Boer è cresciuto con il primo Van Gaal, quello geniale che riportò l’Ajax sul tetto d’Europa. Dal metodico Louis il futuro allenatore dell’Inter ha assorbito la passione per il lavoro con i giovani e l’amore per la disciplina, soprattutto per l’autodisciplina. E con lui chi sgarra paga. La carriera del tecnico olandese è partita dalle giovanili del suo amato Ajax, tra il 2008 ed il 2010, poi è arrivata la chiamata dall’Olanda per farlo assistente del CT Bert Van Marwijk:ed è qui che assume una certa influenza e inizia a farsi conoscere. Nel Dicembre del 2010, dal nulla, l’allenatore Martin Jol decide di andarsene, De Boer è chiamato a sostituirlo: sale sul volo per Milano, va a San Siro, batte il Milan e torna a casa. Scocca una scintilla che porta a ben 4 scudetti consecutivi (meglio di allenatori come Van Gaal e Hiddink), salvo poi vedere sfumare l’ultimo (stagione 15/16) per mano del PSV di Cocu. De Boer, in preda alle lacrime, decide di lasciare l’Amsterdam Arena. Da tecnico, Frank De Boer predilige l’uso del 4-3-3 o del 4-2-3-1, ha fatto crescere talenti del calibro di Eriksen, Blind, Fischer, Klaaseen, Bazoer e quanti altri potremmo elencarne. Fimerà probabilmente un triennale da 1,5 milioni di euro più bonus, ma gli serve tempo, e lui su questo punto è irremovibile: vuole vedere le sue squadre giocare un bel calcio, senza la fretta fin troppo tipica del calcio italiano nell’ottenere risultati. Probabilmente, dato che Mancini si è portato via il suo staff (povero Gregucci, lasciare l’Alessandria per l’Inter e poi doversene andare subito), De Boer si porterà con sé il collaboratore Orlando Trustfull. Ora si attendono le ufficialità, l’Inter è pronta, seppur con tempo ridotto, a ripartire da zero.

 

 

 

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