EDITORIALE: IL FASCISTISSIMO DI CANIO E L’IPOCRISIA DI SKY

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Dopo aver parlato a lungo con Di Canio, nonostante la sua professionalità e competenza calcistica, abbiamo deciso insieme di sospendere la sua collaborazione“, parole firmate dal vice-president ed executive di Sky Sport e Sky Media, Jacques Raynaud.

Parole amare per gli amanti del calcio, perchè qui si parla pur sempre di calcio, e non della scottante materia politica. Parliamo dello sport più bello del mondo… quello che in Italia è visto al pari di una fede religiosa.

Certo: nell’ordinamento giuridico italiano si parla di apologia del fascismo. Il fascismo è un reato: La legge numero 645 del 1952 sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista o chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

Ma… c’è sempre un grosso ‘ma‘: nonostante tutto questo moralismo, a Sky non vorranno farci credere di aver scoperto ieri l’orientamento politico di Paolo Di Canio; Oppure sì? No, perchè io mi ricordo lo stesso Di Canio che, in un derby Lazio-Roma (3-1), esultò facendo il saluto romano sotto la curva della Lazio. Vulcano, così venne soprannominato dai tifosi e dai media inglesi (dopo aver spintonato l’arbitro Allcock) venne multato dalla Disciplinare ma non venne squalificato. Poco tempo dopo, da recidivo qual è, decise di ripetere lo stesso gesto contro Siena, Livorno e Juventus.

La FIFA prese in analisi questo caso, minacciando pesantemente lo stesso Di Canio di multe parecchio salate e possibili squalifiche. Di Canio spiegò di aver utilizzato quel gesto col fine di indicare la sua appartenenza alla Curva Laziale, non per denigrare. Col passare dei giorni il caso si raffreddò… Nulla di fatto.

Ma si surriscalda adesso. Perchè l’ipocrisia di Sky non sta nell’aver sospeso Di Canio, ma di averlo fatto solo dopo questo exploit mediatico. Perchè? Al momento della firma non aveva la scritta “DUX” sul braccio? Quindi, in conclusione, il reato di Paolo Di Canio, l’amorevole padre di famiglia nonchè calciatore e giornalista sportivo a tutto tondo, è semplicemente di essere andato in diretta televisiva a maniche corte?

Nel 2013, quando era ancora il tecnico del Sunderland, si trovò davanti alla domanda di un giornalista che gli chiese espressamente se fosse fascista: “Non devo rispondere su nulla del vostro interrogatorio, perché qui non siamo in Parlamento, ma ci occupiamo di calcio“, era stata la replica.

E aveva proprio ragione, Paolone Di Canio. Qui si parla di calcio, non di politica. Qui si parla di un uomo che ha vissuto questo sport – da calciatore, da allenatore e giornalista – si parla di un uomo che con qualche aneddoto autobiografico è capace di far brillare gli occhi ai più nostalgici del calcio anni ’90, si parla di un uomo che ti faceva esaltare ad ogni telecronaca e caparbio nel crearsi un pubblico.

Ma a quanto pare, in Italia è giusto così! Meglio tenersi Massimo Mauro, capace di dire ad una leggenda come Zvonimir Boban che non capisce nulla di calcio (Perchè “Nainggolan è più forte di Modric, che in carriera non ha vinto sti grandi trofei“) oppure Giancarlo Marocchi. Ecco chi ci meritiamo.. bè, almeno loro non si dimenticano la giacca.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

PS: Ora toglietemi pure il pacchetto sport e calcio. Tanto vale, senza i racconti di Paolo non è il vero “Saturday Premier League”.

2 risposte a "EDITORIALE: IL FASCISTISSIMO DI CANIO E L’IPOCRISIA DI SKY"

  1. Micfo 16 settembre 2016 / 9:29

    Ma davvero è stato licenziato solo per le maniche corte??? Lui e ciarravano costituivano la migliore coppia per la telecronaca della premier. Amavo fox sports principalmente per di canio

    Piace a 1 persona

    • Don Flaco 16 settembre 2016 / 12:12

      Gentile lettore,
      Sulla questione delle maniche corte ho enfatizzato il concetto. Motivo di base del licenziamento di Di Canio è stato il tatuaggio che recita la scritta “DUX” sul braccio. L’articolo accusa Sky di aver licenziato il suo uomo più competente per una cosa simile: ok, il fascismo è un reato. Ma detto proprio sinceramente: preferisco un Di Canio fascista e competente di pallone che tutti gli altri giornalisti di Sky.

      I suoi racconti sulla Premier League erano oro colato. Vedremo che cosa succederà. Io sono con “Vulcano”.

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