THE CRAZIEST DAY OF PREMIER I CAN EVER REMEMBER

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Premier League, stagione 2014/2015.

E’ la quinta giornata di campionato, e c’è subito un big match che promette spettacolo.

Manchester City-Chelsea, negli ultimi anni, è diventata una supersfida.

Il clima all’Etihad è tiepido, ma il pubblico dei citizens è caldissimo.

Eppure, il match sembra propendere a favore dei Blues di José Mourinho. Fanno davvero un gioco meraviglioso. Sembrano di un’altra categoria.

In panchina, per il City, c’è un uomo di 36 anni. Sta guardando il match, è silenzioso, ed ha uno sguardo di ghiaccio, non traspare nulla. Alla fine, quando sei abituato a stare dall’altra parte e rivedi i tuoi compagni di mille battaglie, fa quasi strano ritrovarseli contro.

Un mix di emozioni e sensazioni indescrivibile, anche per uno del calibro di Frankie.

Esattamente. Quel Frankie. Frank James Lampard Junior.

Ma come? Quell’uomo che ha messo insieme qualcosa come 648 partite e 211 gol con la maglia dei Blues?

“Esatto, proprio lui”

E cosa ci fa sulla panchina del Manchester City?

“Doveva andare a New York, a giocare nella nuova franchigia dei proprietari del City, ma poi gli hanno proposto sei mesi di prestito all’Etihad, prima dell’inizio della MLS”

Tornando al match, la situazione del City peggiora al ’67: Zabaleta, classico terzino che non bada troppo allo stile nei momenti difficili, entra in tackle su Diego Costa, che di sicuro non vincerà mai il nobel per la pace.

I due vanno a muso duro. L’arbitro Dean li ammonisce. Zabaleta era già ammonito e il City si ritrova in inferiorità numerica. Sembra l’inizio della fine.

Diego Costa lancia Eden Hazard ed il folletto belga, imprendibile quando ti punta, la crossa in mezzo all’area, dove il tedesco André Schurrle non può sbagliare. 0-1 meritatissimo per gli ospiti, visto il gioco espresso.

Il City prova la reazione, per il pareggio: Aguero, Dzeko, Yaya Touré, Fernandinho. Nulla di fatto, ci provano tutti ma Courtois sembra una scoglio troppo grande per essere superato.

All’improvviso invece, un boato, più simbolico che altro: sono i tifosi del City, Lampard si è alzato per scaldarsi. Skip veloci e corsetta. Manuel Pellegrini lo chiama per dargli giusto un paio di indicazioni tattiche (come se gli servissero). E’ il 78′ minuto e gli Sky Blues sono agli ultimi arrembaggi offensivi.

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Bastano pochissimi minuti. Sette, per la precisione.

Il maghetto David Silva ispira per James Milner. Il tuttofare di Leeds la mette in mezzo, e lui, Frankie, fa il suo classico movimento ad inserirsi. La calcia, in condizioni balistiche non così ottimali.

Gol. Courtois battuto.

Stadio muto per un secondo.

Nessuno, tra tifosi del Chelsea e dei citizens, sembra credere a ciò che sta accadendo sotto i suoi occhi. Frank Lampard ha castigato il suo Chelsea.

Chissà cosa avrà provato in quel momento. Chissà cosa avrà provato John Terry, suo amico (quasi un fratello) mentre tentava di fermarlo con un scivolata disperata.

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Frankie si alza, non esulta. Anzi, chiede scusa ai tifosi del Chelsea. Con una mano sul cuore.

Cazzo, Frankie… ma proprio tu?” avranno detto i tifosi dei Blues.

Fischio finale. Lampard visibilmente commosso va sotto la curva del Chelsea.

Uno così non si può fischiare, ed infatti piovono solo applausi scroscianti, con diversi tifosi in lacrime.

Empatia? Chiamatelo pure amore. Chelsea e Lampard, due innamorati obbligati a prendere due percorsi diversi. Non per loro colpe. Ma sempre innamorati, l’uno dell’altro.

“Sono entrato in campo professionalmente, per fare il mio lavoro. Ciò che è passato, è passato. Ora provo sentimenti contrastanti e particolari: sono felice per aver segnato il gol del pareggio per la mia squadra, ma quando sono entrato i tifosi del Chelsea cantavano il mio nome… non so proprio cosa dire”

In Inghilterra no si parlerà di altro per qualche settimana.

Altro che le notti brave del principe Henry.

Il Chelsea a fine anno vincerà comunque il campionato. Eppure, quei sette minuti di match dell’Etihad, resteranno per sempre nella storia del calcio e della Premier, come ha detto un certo Sir Gary Lineker, quell’uomo che ha condotto un programma televisivo in mutande al fine di celebrare lo scudetto del Leicester:

“This really one of the craziest days of Premier League, and football, i can ever remember. Lampard scores against Chelsea. Bonkers!”

Articolo a cura di: Daniele Pagani

(E buon Chelsea-Manchester City)

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