JULIAN NAGELSMANN, UN SELF MADE COACH DALLA BAVIERA

julian

Ragazzi, preparatevi e scendete in campo

Siamo ad Augusta, nel Sud della Germania.

Fa freddo, freddissimo.

Dei ragazzi sono pronti a scendere sul rettangolo verde, per giocare la partita. Ecco, forse, l’unico buon motivo per patire il clima rigido.

Hanno tutti una maglia biancorossa ed un obiettivo comune: vincere divertendosi. Com’è giusto che sia. L’unico e sano “ABC” del calcio.

Tra questi ragazzi c’è n’è uno in particolare, il nostro protagonista. Gioca da regista, di lui si dice che abbia una grande visione di gioco. Certo, da svezzare, ma comunque un’ottima base da cui partire.

A volte però, il talento non basta. Ci vuole anche una buona dose di fortuna per arrivare al calcio professionistico, quello che conta seriamente. Del resto, lo abbiamo imparato: sono davvero pochi quelli che sfondano e si affermano.

Ma fidatevi: qualcuno, nelle doti di questo ragazzo, ci credeva davvero. Eccome. Provate a chiedere anche dalle parti di Monaco.

Ma spesso, alcuni sogni vengono spezzati sul nascere. Non esiste una logica razionale vera e propria. Succede e basta.

Basta un secondo, e dal paradiso ti ritrovi all’inferno.

Il ginocchio del talentuoso ragazzo fa crack dopo un duro contrasto con un avversario.

Perchè tutto questo?“, vi chiederete.

Potrei rispondervi in diversi modi: “Si vede che non era destino” oppure “non esiste razionalità nel calcio”. Semplicemente non è successo, e basta. Doveva andare così.

Il ragazzo, che ha proposito, si chiama Julian si ritrova all’ospedale, con la propria famiglia ed alcuni compagni di squadra, preoccupati per l’infortunio.

Arriva il medico, sguardo basso, cupo. Insomma, non promette nulla di buono.

Sig. Nagelsmann? Mi rattrista darle questa notizia… ma non potrà più giocare a calcio. Mi dispiace

Vedere i propri sogni spezzati a soli vent’anni. E’ difficile da digerire.

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Ma Julian, nonostante la batosta ricevuta, decide di concentrarsi in altre attività. Dopo due anni di economia all’università, un’idea forte si fa largo nella sua testa.

Diventerò un allenatore di calcio, ed arriverò in Bundesliga

Ecco le sue parole quando spiegò il suo nuovo obiettivo ai suoi amici più cari. Poi fu la volta dei genitori, che accettarono la sua scelta di vita. Julian s’iscrive al corso di scienze motorie e sportive.

Passa poco tempo, dopo la laurea, e Julian inizia ad essere corteggiato da diverse società: si fa avanti per prima l’Augsburg, che lo assume come osservatore. Bel lavoro, per carità, ma non quello dei sogni. Sapete chi era l’allenatore? Un certo Thomas Tuchel…

L’anno dopo arriva la prima opportunità: Nagelsmann diventa viceallenatore nell’under 17 del Monaco 1860, uno dei primi club in cui ha giocato. Giusto un anno coi Lowen (i leoni), e non per demerito.

L’Hoffenheim lo contatta, e anche nel Baden-Wurttemberg inizia come vice nell’under 17.

Le sue qualità stupiscono. E nel 2012/2013 arriva il primo assaggio di calcio vero, che conta: Frank Kramer, allenatore della prima squadra, lo chiama con sè, come suo vice.

Un’esperienza importante, che ha portato i dirigenti biancoazzurri ad affidare l’under 19 a Julian. Nagelsmann resta per tre stagioni in quel ruolo.

Infine, il ‘grande salto’! Nel Febbraio del 2016, mister Huub Stevens lascia la panchina della Prima Squadra per problemi di salute. Chi se la passa peggio dell’ormai ex allenatore è proprio la squadra, che si ritrova penultima in classifica alla 21° giornata di campionato.

Le alte cariche dell’Hoffenheim scelgono Nagelsmann per tentare il miracolo sportivo.

E’ troppo giovane, ci farà sicuramente retrocedere

Non è pronto

Siamo già in Zweite Bundesliga

I giocatori più anziani detteranno legge su di lui

E invece niente di tutto questo. Nagelsmann fa sgobbare tutti, ed i giocatori si rivelano più che soddisfatti della sua grande personalità. A fine stagione arriva un’insperata salvezza e l’Hoffenheim resta in Bundesliga.

Nagelsmann ovviamente confermato sulla panchina, i giocatori innamorati dei suo metodi, tifosi e dirigenti del suo carisma! Ora l’Hoffenheim si ritrova sesto in classifica ed in corsa per la zona Champions League. Eppure, con una media di 2,13 punti a partita ed addirittura il 65% di match vinti, il sogno di raggiungere il RB Lipsia in testa alla Bundesliga non è poi così impossibile.

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Lo aveva detto Julian… “Arriverò in Bundesliga, un giorno“.

E ce l’ha fatta, smentendo chiunque. Viva la meritocrazia, la voglia di emergere e lo spirito di sacrifico, che ripaga sempre in qualche modo.

Il destino non l’ha voluto in campo, a smistare palloni. Ma solo perchè aveva in serbo altro per lui. C’è già chi lo paragona a Klopp, altri lo accostano al mentore Tuchel. Tim Wiese, ex portiere ed attualmente wrestler conosciuto come “The Machine” lo ha definito “il piccolo Mourinho“. Ma Nagelsmann è di un’altra pasta, si tiene lontano da questi giochi speculativi.

Lui voleva la Bundes. Ma non l’ha solo avuta, l’ha letteralmente conquistata.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

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