L’EDITORIALE: RIFLESSIONI SUL CASO SENAD LULIC-RUDIGER (E KEVIN STROOTMAN)

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Oggi, dopo il tanto atteso (e teso) derby di Roma, i media si sono scatenati circa le pungenti dichiarazioni di Senad Lulic, difensore bosniaco della Lazio, su Antonio Rudiger, centrale di difesa della Roma di Spalletti.

“Mi sorprendono le parole di uno che fino a due anni fa, allo Stoccarda, vendeva cinture e calzini, ora è venuto a Roma per fare il fenomeno”

Dichiarazioni forti, probabilmente offensive e sbagliate. Le parole di Senad Lulic sembrano dette ad hoc, con il fine di ferire. Certamente dette a caldo, senza prendersi tempo per poter riflettere sulla situazione attuale. Una sconfitta nella stracittadina è qualcosa che non viene digerita facilmente da chi la vive davvero. E Lulic, di derby romani, ne ha vissuti parecchi…

Però, il razzismo è una componente che va eliminata alla radice dall’universo calcistico, ed è palese. Chiunque potrebbe arrivare a questa conclusione, non vi dico nulla di nuovo. Alla fine però, il caso-Lulic è solo uno dei tanti, ce ne sono stati molti prima: basta pensare agli insulti dei tifosi interisti, nel 2006, al difensore del Messina, Marc Zoro, o agli ululati rivolti dai tifosi della Juventus (e non solo) a Mario Balotelli negli ultimi 5/6 anni. Un chiaro segno che il razzismo è fortemente legato al calcio nostrano, da anni ormai.

Ma il caso Lulic-Rudiger non è stato l’unico oggi, in campo è successo altro…

Le provocazioni durante Lazio-Roma sono iniziate praticamente subito: c’è da registrare il gesto di Kevin Strootman nei confronti di Danilo Cataldi della Lazio. Il mediano giallorosso ha volontariamente gettato dell’acqua in viso al talento laziale, poco dopo aver festeggiato il proprio gol, che ha sbloccato la gara in favore dei giallorossi. Una mancanza di rispetto di non poco conto. A farne le spese, manco a dirlo, Danilo Cataldi, che è stato espulso per una condotta giudicata violenta nei confronti dell’avversario. Certo, e Strootman se la cava con un cartellino giallo… Furbo lui! L’olandese è volato via prima di finire nei guai…

Ragioniamo per assurdo (ma neanche troppo): se Strootman avesse commesso il medesimo gesto con Keita Baldé oppure Bastos o Lukaku o Wallace, il suddetto gesto avrebbe assunto maggior rilevanza? Sarebbe stato interpretato come razzista se non avesse avuto Cataldi in veste di protagonista, ma uno dei suddetti calciatori laziali?

Io rispondo di sì. Non sicuramente, ma molto probabilmente. Non sono onniscente, quindi non posso saperlo con assoluta certezza. Eppure, il concetto di razzismo, in Italia, è troppo impregnato di quel senso di generalizzazione. Ogni gesto, fatto, riferimento o allusione che sia: chi prova ad ampliare il discorso viene marchiato immediatamente come razzista. Per quale motivo? Perchè l’argomento della discriminazione è l’unico dove non si può avere la famosa libera espressione.

Chi propone riflessioni più ampie, senza ovviamente difendere la componente razzista (che è sbagliata a prescindere), proprio a causa di questa generalizzazione del concetto, viene ad ogni modo etichettato proprio come razzista. Del resto, purtroppo, il dono di saper pensare e riflettere a tutto tondo, non è qualità di tutti.

Per carità, cercate di non fraintendere: l’obiettivo di questo editoriale non è difendere Lulic, e spero sia chiaro. L’obiettivo è far capire che il razzismo è solo un grande (ed importante)  microargomento che si colloca all’interno di macroargomento più grande, che risponde al nome di RISPETTO.

Le parole di Lulic sono assolutamente da condannare, e come detto da De Rossi, spero che se ne sia pentito poco dopo averle pronunciate. Una squalifica sarebbe cosa buona e giusta. Ma, c’è sempre un ma: il gesto di Kevin Strootman nei confronti di Danilo Cataldi non è da meno, a prescindere dal razzismo. Qui si parla di mancanza di rispetto, e quello di Kevin è un gesto grave ed opinabile, quindi va punito al pari di quello commesso da Lulic.

A prescindere dai pareri del mondo sportivo:

Christian Panucci: “Indignato, Lulic è caduto in basso. Ai miei tempi queste cose si risolvevano sul campo. Magari si finiva alle mani, ma la questione iniziava e finiva lì”

Luciano Spalletti: “Lulic? Spero non abbia detto davvero quelle cose

Simone Inzaghi: “L’importante è riconoscere quando si sbaglia, che si lavori affinché certi episodi non capitino più. L’intenzione della Lazio è mantenere all’interno di ogni manifestazione sportiva correttezza, lealtà e legalità. Vogliamo che la competizione calcistica avvenga in questo stile, che è quello tipico della Lazio”

La Lazio ha già chiesto scusa, per conto di Lulic (anche se dovrebbe scusarsi di persona), al difensore Rudiger ed alla Roma:

“La società si duole di queste dichiarazioni. Chiedo scusa a nome della società e a nome di Senad Lulic. Le sue sono state dichiarazioni a caldo dopo un derby perso. I calciatori negli spogliatoi erano colpiti e abbattuti perché sentivano molto questa sfida. Vogliono reagire. Quella di Lulic è una polemica andata oltre alle righe, ma partita dalle dichiarazioni precedenti di Rudiger”

Ora però, sia la Roma a tendere un braccio ai cugini, magari chiedendo scusa per il gesto di Strootman nei confronti di Cataldi. Dopo tutto questo: rivali come prima, all’insegna però, della SANA rivalità sportiva.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

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