DELE ALLI, STELLA SELF-MADE DELLA PREMIER

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NOME E COGNOME: Bamidele Jermain (Dele) Alli

ANNO DI NASCITA: 1996

RUOLO: centocampista centrale, “tuttocampista

NAZIONE: Inghilterra/Nigeria

PIEDE: destro

FISICO: 188 cm x 80kg

Dele Alli è un ragazzo di cui tutta l’Inghilterra parla bene, e ne ha ben donde, sia per i suoi meriti sul campo sia per i suoi comportamenti fuori. Bamidele Jermain, detto Dele, viene infatti descritto come il classico bravo ragazzo: è molto educato, umile ed ha dei passatempi da normale teenager. Ma la sua storia normale non è, anzi, forse è proprio il contrario di quella parola.

Dele nasce a Milton Keynes e proprio la squadra locale, l’MK Dons sarà il suo trampolino di lancio verso la Premier League. Ma andiamo con ordine. Karl Robinson, ex allenatore di Alli all’MK Dons definisce come una vera e propria benedizione il fatto che Dele sia nato lì ed abbia giocato per la sua squadra. Già a 16 anni segnava dei gol impressionanti, faceva cose che i suoi coetanei, ma anche i ragazzi più grandi, non erano in grado di fare. Ma per Dele le cose non sono sempre state rose e fiori. Ha madre inglese e papà nigeriano, la relazione però non dura e il padre va in Texas, i due sono stabilmente in contatto ma la madre deve badare ad altri 3 figli avuti da 3 uomini diversi. Capirete che la situazione in casa non era semplice, la madre di Dele ha problemi di alcolismo e i servizi sociali vorrebbero portarlo via da casa, ma non ci riescono. Sarà proprio la madre, con la quale Dele ha mantenuto un ottimo rapporto, a decidere che il ragazzo deve lasciare quella casa, per il suo beneCosì viene dato in affidamento a una nuova famiglia, per poter realizzare il suo sogno di diventare un giocatore professionista.

Con la prima squadra dell’MK Dons Dele stupisce tutti, la stagione della sua consacrazione è quella 2014-2015. Si fa notare da diversi grandi club, tra cui Bayern Monaco e Liverpool (squadra di cui Dele è tifoso), ma sarà il Tottenham ad acquistarlo nella sessione di mercato invernale per 5 milioni di sterline, lasciandolo in prestito al Dons fino al termine della stagione. In quell’annata Alli avrà un ruolo decisivo nella storica promozione del Dons dalla League One alla Championship, contribuendo con ben 16 gol e 9 assist in 39 presenze e verrà nominato giocatore dell’anno vincendo il Football League Award, premio dedicato ai giocatori di tutte le categorie inferiori alla Premier League.

Il debutto in Premier League con la maglia del club di White Hart Lane è arrivata contro il Manchester United, ad Old Trafford, the theatre of dream, subentrando ad Eric Dier, l’altro talento di casa Tottenham. Il primo gol invece, contro il Leicester di Claudio Ranieri, che è valso l’1-1 finale. Alli ha contribuito fortemente alla grande stagione del Tottenham, ed è addirittura arrivato in doppia cifra con le reti realizzate. Oltre ad essere stato eletto come miglior giovane dell’anno, è stato inserito nella squadra dell’anno della Premier. Tra i gol spicca quello contro il Crystal Palace: sombrero al malcapitato Jedinak, tiro al volo e palla nell’angolino basso, dove nessuno sarebbe mai potuto arrivare. A Settembre, è arrivato il rinnovo con il Tottenham fino al 2022.

Alli è un patrimonio del calcio inglese, ha rifiutato le avance della nazionale nigeriana, ed è l’esempio di come il mix tra talento e tanto lavoro porti al successo. Cresciuto sognando di giocare a calcio, lui ce l’ha fatta, eccome! In particolare, sognava di giocare nel Barcellona, e non è da escludere che, un giorno, magari lo farà. Per ora godiamocelo con la maglia degli Spurs.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Il modello a cui si ispira, e suo idolo, è Steven Gerrard, storica bandiera del Liverpool, e in effetti Dele gli assomiglia molto. Come Gerrard infatti è un centrocampista box to box, che sa illuminare il gioco fornendo assist ai compagni oppure dribblando la difesa e un altro punto in comune tra i due è senza dubbio la capacità di colpire da fuori area. Dele Alli però è un centrocampista più moderno forse, che fa anche delle skills tecniche il suo punto di forza. Proprio le sue skills, comunemente dette i “numeri”, sono una delle cose più sorprendenti: non le ha imparate grazie a qualche allenatore, ma da solo provando e riprovando per ore e ore, allenandosi nel fango, da solo, con la sua voglia di arrivare.

Articolo a cura di: Luca Pesenti

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