KASPER DOLBERG, IL “DANESE VOLANTE” FA VOLARE L’AJAX

Dolberg.jpg

NOME E COGNOME: Kasper Dolberg Rasmussen

ANNO DI NASCITA: 1997

RUOLO: punta centrale

NAZIONE: Danimarca

PIEDE: destro

FISICO: 187 cm x 82 kg

L’esemplificazione del numero 9, la classica prima punta old school

Poche storie: Kasper Dolberg ci ha fatto calcisticamente innamorare. Classe, forza, tenacia… e un po’ di presunzione, di altezzosità. Del resto, le statistiche parlano da sé: 22 presenze e 11 reti, una media di un gol ogni due partite giocate. Mica male, dato che parliamo di un ’97 alla sua prima volta nel calcio professionistico.

In un’era in cui l’immagine del Classico Nove si sta letteralmente estinguendo in favore della modernità, rappresentata dal Falso Nueve, attaccante moderno capace di svariare su tutto il fronte offensivo, Dolberg rappresenta un’eccezionale interpretazione classicheggiante della punta old school, un malinconico ritorno agli anni ’90, la patria perduta di diversi campioni come Christian Vieri, Ivan Zamorano e Gabriel Batistuta, tanto per citarne qualcuno.

E oggi per questo tipo di giocatori, l’Eredivisie rappresenta una sorta di giardino dell’Eden: il campionato perfetto, costruito ad hoc per valorizzare le proprie caratteristiche. E poi, quale squadra se non l’Ajax, per valorizzare un simile talento? I Lancieri, in effetti, hanno sempre avuto un’ottima tradizione di giocatori provenienti dalla Danimarca: dalla Laudrup’s dinasty fino a Gronkjaer, Christian Eriksen, ora al Tottenham, Lasse Schone e Viktor Fischer.

Infine proprio Dolberg, l’ultimo (ma probabilmente non ultimo) di questa dinastia: l’erede designato di Milik, passato al Napoli quest’estate per una cifra vicina ai 32 milioni, che ora sembra solo un lontano ricordo che non ha lasciato ferite aperte nel cuore dei tifosi. Dov’è iniziata però, la carriera del giovane Kasper?

Ovviamente dalla Danimarca. Dolberg è nato nella gelida Silkeborg, meravigliosa città dello Jutland centrale divisa tra natura (il fiume Gudena attraversa la città) ed urbanizzazione. La sua carriera inizia in giovanissima età, tra le file del GFG Voel, piccolo club amatoriale della sua città, per poi proseguire nel Silkeborg IF, club di massima divisione danese. Entra nella cantera del SIF a 12 anni, facendo tutta la trafila fino alla Prima Squadra. L’esordio ufficiale in Superliga danese è arrivato contro il Brondby, a soli 17 anni.

Nel 2015 arriva l’Ajax, che lo preleva grazie alla mediazione e alle ottime recensioni di John Steel Olsen, tra i migliori al mondo nel campo dello scouting. Dolberg parte dall’under-19 e scala rapidamente le gerarchie, soprattutto dopo 3 gol realizzati in 4 partite di UEFA Youth League. Le incredibili prestazioni fornite da Dolberg non passano inosservate al tecnico De Boer, che lo convoca per qualche seduta d’allenamento con la Prima Squadra. A ogni modo, niente esordio ufficiale tra i pro nella stagione 2015/2016.

Questione di tempo: è bastato un cambio di panchina. Peter Bosz, subentrato a De Boer nel mese di Maggio, non ci ha pensato due volte. Via Milik? No problem, dentro Dolberg. Nulla di più semplice, come fare 2+2! E Kasper ha ringraziato con un gran gol all’esordio contro il PAOK Salonicco, ai preliminari di UEFA Champions League. Adesso siamo già ad 11, doppia cifra, tra cui ben 2 doppiette (contro Roda JC e PEC Zwolle) ed un capolavoro nel Klassikier contro il Feyenoord.

Con la Nazionale Danese invece, tra under-16 ed under-21, Dolberg ha messo insieme ben 24 presenze condite da 9 marcature. Le prestazioni con le giovanili della Danske Dynamite hanno convinto il CT della Nazionale maggiore, il norvegese Age Hareide, a farlo debuttare nel match valido per le qualificazioni mondiali contro il Kazakistan, dov’è subentrato ad un altro grande talento Andreas Cornelius, attaccante del Copenaghen classe 1993.

È già ora un grande calciatore e giocherà presto in un grande club

Ecco cos’ha detto di lui un certo Willem van Hanegem, leggenda del Feyenoord e del calcio olandese in generale. In effetti, moltissimi club di spessore internazionale hanno già fatto dei sondaggi esplorativi con le alte cariche dell’Ajax: dal Manchester City allo United, fino a Juventus, Liverpool, Everton, Milan e Napoli. Ma sono fermamente convinto che la lista dei pretendenti si allungherà a dismisura, e nel giro di pochi mesi. Dicono s’ispiri a Bergkamp, molti altri lo chiamano piccolo Ibra: brutta cosa i paragoni. Perchè lui è Kasper Dolberg, e in paio d’anni potrebbero saperlo tutti.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Mi è bastato vederlo al primo allenamento per capire che fa delle cose che non fa nessun altro” (Lasse Schone, suo compagno all’Ajax e nella Danimarca)

Giocare di sponda ed attaccare la profondità: ecco l’ABC di Dolberg. E questi movimenti gli riescono perfettamente. Ciò che colpisce di questo ragazzo è la classe: “da del tu” al pallone e si esibisce spesso in giocate meravigliose, da urlo. Inoltre, Kasper risulta bravissimo pure nella fase di protezione del pallone e nel dialogare con i compagni di reparto, specialmente in un 4-3-3 o in un 4-2-3-1, quando gioca con due ali ai suoi fianchi. Difficilmente vedrete Dolberg svariare su tutto il fronte offensivo. Anzi, il suo raggio d’azione è di circa 20 metri: tra la trequarti campo e l’area di rigore avversarie. Destro di piede, ha un tiro molto preciso e potente. Il tocco di palla è vellutato, spesso d’esterno, per aggirare meglio i suoi marcatori e puntare liberamente verso la porta avversaria.

Discretamente veloce e muscolarmente dotato, sa esibirsi in controlli di palla complicati e esteticamente meravigliosi, in pieno stile Ibra. Ha una grande capacità, nei cross dal fondo, nell’attaccare il primo palo del portiere, dove riesce a colpire sempre con gran precisione e potenza. Inoltre, ha grande freddezza negli ultimi 15 metri.

Deve sicuramente migliorare nell’uso del mancino, anche perchè non usare il piede debole sarebbe una caratteristica in contraddizione con la sua classe. Nonostante la sua forza ed il suo dinamismo muscolare s’intestardisce spesso in dribbling complicati, forse a causa della sua sfrontatezza da enfant prodige. Si può tranquillamente dire che a volte si piace troppo ed azzarda la giocata anche in situazioni in cui avrebbe soluzioni più semplici. Nonostante un atteggiamento molto distaccato, blasé, non rinuncia mai a contrastare con grinta e energia i propri avversari. Ad ogni modo, può davvero dire la sua nel calcio che conta, ma non ora… adesso deve solo pensare a maturare nel modo giusto e affinare le sue doti. A quel punto, ci potremmo ritrovare dinnanzi ad uno dei migliori attaccanti del panorama mondiale.

E noi intanto , ce lo godiamo… nella sua interpretazione classicheggiante del numero nove, rifiutando, per una volta, i criteri della modernità.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...