JULIAN WEIGL, IL SERGENTE DI FERRO DEL BVB

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NOME E COGNOME: Julian Weigl

ANNO DI NASCITA: 1995

RUOLO: mediano, regista

NAZIONE: Germania

PIEDE: destro

FISICO: 187 cm x 71 kg

Uno dei migliori prospetti del calcio tedesco. Anzi, forse il migliore

Ecco cosa pensano gli addetti ai lavori di Julian Weigl, mediano classe ’95 del BvB di Tuchel. Ed hanno ragione: viso da ragazzino e personalità da veterano. Weigl ha conquistato tutti al Signal Iduna Park, dai compagni ai dirigenti, passandi per i tifosi. Schreicklich Jungs: quante volte abbiamo accostato questo termine ai giocatori delle Vespe di Dortmund. I ragazzi terribili. E Julian ne è l’esemplificazione concreta, sul campo. Il fisico strutturato si unisce ad un piede destro meraviglioso.

La sua storia inizia da Bad Aibling, città tedesca della Baviera, a soli 40 km da Monaco. Nel 2006, quando ha appena 11 anni, Julian inizia a giocare nel Rosenheim 1860. Nel 2010, a 15 anni, firma con il Monaco 1860, club che lancia grandi talenti da tempo immemore. Julian inizia subito a stupire con la maglia dei Lowen (I leoni): in mezzo al campo fa ciò che vuole. Spezza, inventa e comanda: un mix di caratteristiche anormali per un adolescente.

Nella stagione 2013/2014, quando ha 18 anni, viene inserito nella squadra B del Monaco, e finisce per mettere insieme 23 presenze complessive. Le ottime prestazioni lo portano in pianta stabile nel giro della Prima Squadra, con cui esordisce il 14 febbraio 2014, in Zweite Bundesliga contro l’Ingolstadt 04. Conclude il campionato collezionando 38 presenze. Poco tempo dopo diventa il più giovane giocatore nella storia del club ad aver indossato la fascia di capitano, a 19 anni, in un match di campionato contro il Kaiserlautern. Tutto questo non può passare inosservato alle big di Bundesliga, ed in particolare al Borussia Dortmund.

Nel primo giorno di Luglio del 2015, Weigl passa al Borussia Dortmund di Thomas Tuchel in cambio di 2,5 milioni di euro. Weigl firma un quadriennale ed esordisce contro gli austriaci del Wolfsberger, gara valevole per il terzo turno preliminare di Europa League. Nel 15/16, Julian ha messo insieme 51 presenze con la maglia delle Vespe. Il suo primo gol è arrivata in Champions League, nel corso di questa stagione, contro lo Sporting Lisbona, ed è stato un tiro dal limite dell’area, che s’è andato ad insaccare nell’angolino basso, ed alle spalle di Rui Patricio. Inoltre, dopo la trafila nelle selezioni nazionali giovanili (dall’under 19 fino all’under 21), a causa delle buone prestazioni, Weigl è stato convocato dal CT Joachim Low con la nazionale maggiore per la fase finale di EURO 2016, in Francia. Per ora, Weigl ha collezionato un solo gettone con la maglia del suo paese, ma la sensazione è che ci saranno tante altre occasioni.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Semplicemente eccezionale. Pragmatico. Leader in mezzo al campo. Julia Weigl è davvero il miglior talento della sua generazione? Probabilmente sì. In mezzo al campo sa fare proprio qualsiasi cosa. Imposta, fa da filtro davanti alla difesa, recupera palloni, legge situazioni di gioco e detta gli equilibri ed il ritmo del fraseggio. Sa cambiare ritmo e trova spesso linee di passaggio degne del miglior Pirlo. E’ molto strutturato dal punto di vista fisico, un aspetto che lo rende ostico nel gioco aereo e nel recupero di palloni.

 “Vedendo come Weigl ha gestito il pallone al suo esordio in Bundesliga, si stenta a credere che ancora non avesse compiuto 20 anni

Ha detto Thomas Tuchel, l’allenatore che ha fatto carte false per averlo a disposizione. Ed è vero: ha una leadership da veterano, caratteristica sconosciuta a diversi suoi coetanei. Di lui impressiona l’intelligenza tattica, che gli permette sempre di prendere la decisione giusta in fase d’impostazione. Ponderato e mai maniacale nella fase di pressing, per precisione di passaggi è il quarto giocatore della Bundesliga attuale, con il 91,6%.

Gioca a testa alta e quando riceve il pallone sembra conoscere già l’esatto punto dove dovrà metterlo con i suoi lanci al bacio. Non essendo molto veloce, in fase difensiva cerca sovente l’anticipo sul proprio avversario, sfruttando spesso le sue lunghe leve. Non va quasi mai in difficoltà quando viene pressato in fase d’impostazione.

“Sinceramente non lo conoscevo prima di questa partita. Penso che il Borussia Dortmund non possa fare a meno di lui. Con Kimmich e Dahoud sarà il futuro della Germania”

Parole sacrosante di Pep Guardiola, ai tempi del Bayern Monaco. Il Borussia se lo gode, e lui continua a giocare come sa… in modo eccezionale, con la faccia da bambino ed i piedi di un veterano.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

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