LEONARDO MOROSINI, UN ASSO NELLA MANICA DI JURIC

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NOME E COGNOME: Leonardo Morosini

ANNO DI NASCITA: 1995

RUOLO: trequartista, all’occorrenza ala destra/seconda punta

NAZIONE: Italia

PIEDE: destro

FISICO: 175 cm x 70 kg

Un contratto quinquiennale da 300mila euro al giocatore e 3 milioni di euro al Brescia, il club che lo ha calcisticamente cresciuto: ecco quanto ha speso il Genoa di Preziosi e Ivan Juric per assicurarsi le prestazioni di Leonardo Morosini, trequartista classe 1995 che ha fatto impazzire le difese di tutta la Serie B. I tifosi del Grifone possono sognare, perchè si ritrovano in casa un ragazzo che tutti gli addetti ai lavori etichettano come il prossimo, grande predestinato del calcio italiano che, secondo i miei calcoli, riuscirà a conquistare il Marassi in tempi molto brevi.

Nato a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, il 13 Ottobre del 1995, Moro (come lo chiamano amici e compagni di squadra) inizia il proprio percorso giovanile nell’Inter, in cui resta dal 2003 al 2008. Leonardo non è l’unico calciatore in famiglia: il bisnonno del ragazzo giocò per Brescia e Atalanta tra gli anni ’30 e gli anni ’40, mentre la Virtus Bergamo, club di Serie D, annovera tra i tesserati suo fratello Tommaso, classe ’91 e di ruolo centrocampista centrale, anch’egli passato dall’Inter, dove era considerato uno dei talenti più importanti della cantera. Oltre a loro, anche lo zio del ragazzo, tale Ezio Morosini, iniziò anni fa dalla academy dell’Atalanta (come portiere) ed ora è l’attuale presidente di una società di Serie D, l’Alzano-Cene, una squadra che tra gli anni ’50 e ’60 potè contare sull’apporto di un regista strepitoso, poi entrato anche in dirigenza: Luciano Sala, il nonno di Leo e Tommaso.

Ad ogni modo, Tommaso sembra essere il talento di casa, quello destinato a sfondare nel calcio che conta: gioca quattro anni nel Milan, poi tre nell’Inter. Infine, il ragazzo si trasferisce all’Abinoleffe, la squadra con cui esordisce in Serie B sotto la gestione di Emiliano Mondonico, che gli regala l’esordio tra i pro dopo diversi corteggiamenti, poi non andati in porto, da parte di Juventus, Sampdoria e Fiorentina. Leonardo, che nella categoria esordienti dell’Inter si era laureato capocannoniere con 18 reti (e fu in grado di stupire il mondo nel mondiale per club di categoria, dove segnò una tripletta contro il Benfica in semifinale, ed un gol in finale, nella sconfitta con il Valencia), non riesce a convincere i tecnici dei Giovanissimi a puntare su di lui e, di conseguenza, decide di seguire il fratello all’Albinoleffe, dove almeno inizialmente non raccoglie moltissime presenze. Poi un torneo in Svizzera, dove Leo segna una meravigliosa tripletta, il tutto sotto gli occhi degli osservatori del Fulham, che contattano subito la famiglia. Ma non finisce qui, perchè il Brescia viene al corrente delle prestazioni del ragazzo e, grazie al noto osservatore Nazario Gatti, convince Morosini a proseguire la propria carriera con una società italiana. Niente fuga di… talenti! Per fortuna, aggiungerei.

Alla prima stagione con le giovanili delle Rondinelle (i Giovanissimi Nazionali) realizza 12 gol e raggiunge le final-8 del campionato. Negli Allievi Nazionali, l’anno dopo, Leo viene scelto come capitano della selezione e grazie alle ottime prestazioni riceve delle convocazioni in Primavera per volere del tecnico Giampaolo Saurini, innamorato delle sue qualità calcistiche. Il trasferimento a Craven Cottage e la avancès del Fulham sono già un lontano ricordo. Infatti, l’anno dopo arriva la svolta definitiva per la carriera di Moro: Ivan Javorcic siede sulla panchina della Primavera e mette Morosini al centro di tutti i suoi schemi, nel cuore del suo giocattolo. Inizia come rifinitore, collezionando 2 gol in 22 match disputati, poi viene avanzato a seconda punta, ruolo in cui fa scintille con all’attivo 8 gol, 15 assist e 5 rigori guadagnati. Una scheggia impazzita! Anche nel contesto della Prima Squadra s’inizia a parlare di lui: prima Alex Calori, poi Bergodi e infine Ivo Iaconi. Sotto la gestione di quest’ultimo arriva il tanto atteso esordio nella serie cadetta del calcio italiano, al Granillo contro la Reggina. Il primo gol invece, nel match contro la Juve Stabia (4-1 per il Brescia). La prima doppietta è arrivata contro la Salernitana nella Serie B 15/16. E ora, dopo 4 anni tra i pro e 7 nel Brescia, Leo sta per lasciare la sua casa, il club che più di tutti ha creduto in lui. Anche questo fa parte del destino, soprattutto quando si parla di un potenziale predestinato. Dopo 83 presenze e 14 reti, Morosini lascia Brescia per il Genoa e per il grande salto in Serie A. Una sorta di promozione, meritata e soprattutto conquistata, sulla scalinata verso il successo.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Morosini è un trequartista capace di giocare, grazie alla sua rapidità, come ala destra o seconda punta. Nel Brescia ha sempre giocato alle spalle di Andrea Caracciolo e infatti si è distinto per il gran numero di assist! Ideale per diversi schemi, dal 4-3-3 passando al 4-2-3-1 o al 4-3-1-2, Leo sa anche adattarsi in situazioni di emergenza a giocare da mezz’ala, da interno in un centrocampo a 3. Fa del dribbling, della grande rapidità e di una grande resistenza allo sforzo le sue armi migliori. Impressiona per la nonchalance  con cui imbecca verso la porta le punte ed è molto veloce nell’esecuzione di qualsiasi gesto tecnico. Il baricentro basso lo rende un avversario ostico per ogni difensore che incontra sulla sua strada, perchè gli permette dei cambi di direzione e dei movimenti che lo rendono letale, specialmente nell’uno contro uno. Ha grande personalità e non disdegna mai l’azione personale. Ottimo tiratore di punizioni (un futuro specialista), il ragazzo colpisce anche per la capacità d’inserimento senza palla (dote atipica per un numero 10 ma più che normale per le mezz’ali moderne) e per la grande generosità nei ripiegamenti difensivi. Ricorda, con le dovute proporzioni, il primo Alex Del Piero.

Articolo a cura di: Daniele Pagani

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