LOUIS VAN GAAL SI RITIRA DAL CALCIO PER MOTIVI FAMILIARI

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L’allenatore olandese ha deciso di ritirarsi ufficialmente, lasciando la propria carriera da allenatore all’età di 65 anni. Ecco i motivi.

La morte di mio genero mi ha portato a guardare tutto da un altro punto di vista. L’anno scorso avevo già detto che avrei lasciato, soltanto dopo parlai di un eventuale anno sabbatico. Ad oggi però, credo proprio che non ci siano più possibilità che io alleni nuovamente. Nel recente periodo la mia famiglia ha vissuto momenti e vicissitudini davvero forti”

Aloysius Paulus Maria Van Gaal, detto “Louis”, ha deciso di terminare la sua esperienza da allenatore, a 65 anni, annunciando il suo ritiro al quotidiano olandese Telegraaf. La scelta è maturata per motivi famigliari, nello specifico (e purtroppo) dopo un grave lutto: infatti, proprio qualche giorno fa è deceduto Rein Nauta, il marito dell’amata figlia Brenda. In realtà, l’idea del ritiro definitivo dal mondo del football aveva sfiorato i pensieri del tecnico olandese già nel 2015, quando Louis annunciò ai microfoni della BBC di essere indeciso se prendersi un anno sabbatico da passare insieme alla moglie o porre la parola “fine” alla sua seconda vita calcistica.

DA CALCIATORE:

Prodotto della florida cantera dell’Ajax, Van Gaal non ha mai avuto l’occasione di vestire la maglia dei Godenzonen in gare ufficiali. Nato nei quartieri più a est di Amsterdam, ha frequentato il liceo Sint-Nicolaas, è in possesso di una qualifica di insegnante di ginnastica, al punto da dividere la sua carriera da calciatore con quella da insegnante delle scuole superiori, e ha giocato come difensore. Il primo club a credere davvero in Van Gaal è stato l’Anversa, squadra in cui ha collezionato 43 presenze e 7 reti in 4 stagioni. Nel ’77 è passato al Telstar, club olandese che attualmente milita in Eerste Divisie, la seconda divisione del calcio orange. Nel 1978 è arrivata la prima chiamata importante: lo Sparta Rotterdam, club dove Van Gaal ha messo insieme qualcosa come 248 presenze e 28 reti, diventando una vera e propria leggenda. Infine, una breve ma piacevole annata, nella stagione ’86-’87, con la maglia del Feyenoord, prima del ritiro definitivo dal calcio giocato.E il meglio è arrivato dopo…

DA ALLENATORE:

Dopo una brevissima esperienza da giocatore/vice allenatore dell’AZ Alkmaar tra il 1986 e il 1988, Louis è diventato il tecnico in seconda dell’Ajax di Spitz Kohn: una rosa incredibile, che poteva fregiarsi di campioni del calibro di Dennis Bergkamp, i fratelli Frank e Ronald De Boer e Aron Winter, tanto per citarne qualcuno. L’anno dopo è stato confermato anche come vice di Leo Beenhakker. Infine, nel ’91 ne ha rilevato l’eredità. L’esperienza sulla panchina dei Lancieri, il club che lo ha cresciuto nella propria Academy, dura fino al ’97 ed è pluridecorata dal punto di vista del palmarés: 3 Eredivisie, 1 Coppa d’Olanda, 3 Supercoppe, 1 Coppa UEFA, 1 Coppa dei Campioni, 1 Supercoppa Europea e 1 Coppa Intercontinentale. Inoltre, è proprio a Van Gaal che viene attribuito l’exploit di alcuni grandi campioni come Clarence Seedorf, Edwin Van der Sar, Marc Overmars e l’attaccante Patrick Kluivert. I grandi risultati ottenuti in patria convincono il Barcellona a puntare su di lui come successore di Bobby Robson. Van Gaal aggiunge alla sala trofei 2 Campionati spagnoli, 1 Copa del Rey ed 1 Supercoppa Europea. La prima esperienza fallimentare risale al biennio 2000-2002, quando gli viene assegnato l’arduo compito di condurre la nazionale orange alla Coppa del Mondo: un’esperienza negativa, che nel Luglio del 2002 lo riporta in Catalogna, ancora una volta sulla panchina del Barça. La minestra riscaldata, che buona non è, lo porta ad un esonero rapido nel Gennaio del 2003 a causa degli scarsi risultati ottenuti. Dopo una stagione (2003-2004) da DT dell’Ajax, l’AZ Alkmaar chiama Van Gaal per rimpiazzare Co Adriaanse sulla panchina dei Cheese Farmers: una scelta perfetta, perchè per i biancorossi, nel 2008-2009, arriva una storica vittoria del campionato di Eredivisie. Il grande successo ottenuto ripartendo dalle origini, convince le alte cariche dirigenziali del Bayern Monaco a puntare su di lui. Già nel corso della prima stagione, Van Gaal sfiora uno storico Triplete, arrendendosi solamente in finale alla banda interista di José Mourinho. Tuttavia, la favola si conclude l’anno successivo, con un altro esonero dovuto agli scarsi risultati. Le ultime esperienze da allenatore sono state la sua “rivincita” con la nazionale olandese, con cui è arrivata una semifinale della Coppa del Mondo 2014, dove gli orange sono arrivati 3° (finale 3°/4° posto vinta contro il Brasile), arrendendosi solo alla lotteria dei rigori contro l’Argentina di Messi (ma resta indimenticabile la sua sostituzione di portieri, peraltro azzeccata, con Krul in favore di Cillesen contro il Costa Rica, poco prima dei penalty), e con il Manchester United, dove il peso dell’eredità di Sir Alex Ferguson s’è fatto sentire parecchio. Nonostante diversi paragoni assai pesanti, Louis conclude il suo biennio all’ombra di Old Trafford con una qualificazione ai preliminari di UEFA Champions League e la vittoria della 12° FA Cup della storia dei Red Devils, diventando l’unico allenatore insieme a José Mourinho, uno dei suoi tanti allievi, a vincere 4 Coppe Nazionali in altrettanti paesi. Infine, l’esonero nel Maggio dello scorso anno, proprio in favore di Mou, scelto dalle alte cariche del club inglese come suo successore.

E ora siamo ai saluti con questo grande allenatore, che forse più di tutti gli altri ha provato a continuare la tradizione quasi sempre imperfetta ma comunque meravigliosa del calcio totale olandese. Grazie Louis, buona fortuna per tutto…

 

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