EDITORIALE “SEMISERIO” SU OLIVIER GIROUD

giroud

[…] “Sembri uno di quei calciatori ricchi e belli
che se toccano la palla poi si aggiustano i capelli” […]

Così canta il rapper torinese Willie Peyote, stereotipando diversi attaccanti, in una canzone dedicata al difensore centrale polacco Kamil Glik, ex capitano del Torino ed ora al Monaco, in Ligue 1. E così, allo stesso modo, l’ho sempre pensata io quando venivo interpellato su Olivier Giroud, 30enne attaccante francese dell’Arsenal di Arsene Wenger. Sì, amo quei calciatori dalla classe sovraumana, ma allo stesso modo adoro i cosiddetti gregari, quelli che scendono in campo con il solo fine di sputare sangue per una maglietta e un’identità calcistica (Glik, per l’appunto, piuttosto che Medel): quei calciatori un po’ hardcore, di cui ogni allenatore necessita. Ecco qual è il punto fondamentale del discorso: Giroud è uno di quei giocatori che non sono mai riuscito a classificare definitivamente, in nessuno dei due contesti sopracitati. Ogni stagione trascorsa con la maglia dei Gunners, per questo ragazzo nativo di Chambéry, è stata complessivamente discreta: il dato di fatto è che lo stesso Giroud, dal 2012 ad oggi, è sempre andato in doppia cifra, in ogni stagione. C’è poco da obiettare qui. Eppure, c’è qualcosa che non mi ha mai convinto: perchè Wenger, ogni estate, cerca una nuova punta che possa giocare titolare? Negli ultimi anni quante punte centrali sono state accostate all’Arsenal? Benzema, Cavani, Morata, Icardi e addirittura Rooney. Invece, alla fine arrivano all’ombra dell’Emirates Stadium tutt’altri profili, certamente desiderosi di far bene, ma comunque inadatti se l’obiettivo concreto è quello di arrivare davanti alle altre 5 regine della Premier League attuale. L’ultimo caso è Lucas Peréz Martinéz, arrivato dal Deportivo La Coruna nel corso del mercato estivo: per carità! Si parla di un buonissimo giocatore, che tuttavia non rende l’Arsenal competitivo in alcun modo per la corsa al titolo. E allora Wenger che fa? Decide di mettere Alexis Sanchéz, un’ala pura, nel ruolo di punta: decisione che ha portato i suoi frutti, soprattutto se consideriamo l’egregio processo di sviluppo muscolare che il cileno ha vissuto nelle ultime stagioni. Ma da cosa sono dovute tutte queste modifiche tattiche dell’allenatore francese? Scarsa fiducia nelle capacità di Giroud? Sembrerebbe così, al punto che fino a qualche mese fa si parlava di un addio all’Inghilterra pressoché imminente per l’ex attaccante del Montpellier, con Napoli e Milan alla finestra e pronte a contattare l’entourage del giocatore.

Sembrava, e basta. Non lo nego: prima di Natale mi godevo appassionatamente tutta la situazione che si è andata creando intorno al povero Giroud (oltre al classico pandoro col mascarpone). Alla vigilia mi arriva anche un messaggio di un amico, che ha sempre difeso il povero Olivier dalle mie angherie, con scritto: “Comunque avevi ragione te su quello lì, non è un grande giocatore!“. E se mi da ragione anche lui, ho pensato: “TAAAC! Ci ho azzeccato un’altra volta!“. Era come se stessi guardando una serie TV, cambiava solo il canale: niente “FOX” oppure siti streaming accompagnati da quella moderna corsa all’oro, meglio definita dal motto “Sono veramente euforico!” (non provate a mentire, so che lo avete pronunciato proprio come quel Cretino de Cretinis), bastava mettere Sky Sport 24 o SportItalia. Ogni giorno ce n’era una:

Giroud litiga con Wenger per il troppo turnover. Ci può stare, robe da spogliatoio.

Giroud litiga con Welbeck perchè gli ha rubato il gel per capelli e la crema abbronzante. Che poi cosa se ne fa Welbeck della crema abbronzante? Vabbè! La crema è ok, ma guai a toccargli il gel per capelli! Uomo avvisato, mezzo salvato.

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“GIURO OLIVIER! LE TUE COSE LE HO PRESE SOLO IN PRESTITO!!” (WELBECK PRIMA DI ESSERE MENATO DA GIROUD)

Giroud litiga con Santi Cazorla perchè pensava fosse un folletto irlandese pieno di soldi e ha provato a scuoterlo a testa in giù davanti a tutta la squadra. Un gesto poco carino, però Cazorla parla poco, quindi il povero Olivier è giustificato, perché non sapeva che Santi fosse spagnolo.

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LO SDEGNO SUL VOLTO DI CAZORLA (165 cm x 66 kg) DOPO ESSERE STATO PERCOSSO DA GIROUD, CHE VOLEVA I SOLDI PER PRENDERSI UNO SNACK ALLE MACCHINETTE

Giroud ha discusso con Alexis Sanchez, stavano per fare a botte! Poi il francese ha notato quanto è diventato spesso Alexis, che qualche anno fa pesava sì e no 54 kilogrammi… vestito. Alla fine se l’è cavata grazie al compagno di merende e connazionale Koscielny, che ha esclamato un improbabile: “Perchè Olivier lo sto trattenendo io, sennò…

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SCHERZI A PARTE, FA PAURA DA QUANTO E’ DIVENTATO SPESSO.

Diciamo che questi esempi non reali ed ignoranti, che sono solo il risultato di un alquanto piacevole flusso di Lupulus chiara in corpo, sono stati fatti proprio per far comprendere quanto l’argomento Arsenal-Giroud sia stato un tema caldo alla fine del 2016, sotto il profilo mediatico. Arriva Capodanno, e chissenefrega del gol di testa decisivo di Olivier contro il WBA, nel Boxing Day: ho vinto io il discorso su Giroud. Punto. E nonostante io sia una persona molto aperta al confronto sulle idee di calcio e pronta ad ammettere i propri errori, non nego di aver goduto ad aver ragione per l’ennesima volta. Eppure, dopo un risveglio traumatico accompagnato da quella sensazione di essere più di là che di qua, sentii un brivido lungo la schiena, c’era qualcosa che non andava.

Durante il viaggio di ritorno, mi arriva un messaggio: “Sei a casa? Metti Fox Sports subito!“, accompagnato da un “ehehehe” che non prometteva nulla di buono. Arrivato a casa, cerco di destare una non richiesta serietà agli occhi dei miei genitori e accendo la TV. Basta un attimo, resto pietrificato.

No no, ho solo bevuto troppo! Anzi, no… mi hanno drogato a mia insaputa e ora ho delle allucinazioni fortissime!“: non c’è altra spiegazione. Un colpo dello scorpione, peraltro fuori tempo, e Giroud la mette lì, all’incrocio dei pali. Della serie: è il primo Gennaio, anno nuovo, quindi mi candido subito per il Premio Puskás. Quel gol non è stato un caso isolato, è stato solo l’inizio. Esatto, perchè Olivier Giroud ha segnato 11 gol in altrettante presenze da titolare, di cui 5 dal Boxing Day in poi, con una media di 1 gol ogni 4 giorni. Semplicemente mostruoso. E oggi mi ritrovo qui a scrivere, per fare mea culpa, per ammettere di aver sbagliato su questo giocatore, che forse non pensa solo ai capelli…

Articolo a cura di: Daniele Pagani

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