RICARDO OLIVEIRA E LA MALEDIZIONE DELL’EREDE (DI SHEVCHENKO)

Oliveira.jpg

<< Io sconosciuto? Meglio così, vedrete dal vivo chi sono. L’eredità e la maglia di Shevchenko non mi pesano. Mi hanno detto che quel numero era libero e io ho detto “lo prendo”. Poi mi hanno spiegato che era quello di Sheva e io ho insistito: “lo prendo lo stesso, che problema c’è? “. Ho molto rispetto di Shevchenko che al Milan ha scritto una grande storia, ma io sono qui per scrivere la mia >>

Ricardo Oliveira

Quella che vi racconteremo oggi è una storia che strapperà qualche lacrima (e non certo di gioia) ai nostri lettori milanisti e, magari, qualche sorriso a tutti gli altri. Una storia che vede protagonista Ricardo Oliveira, nome che molti non ricorderanno e che a qualcun altro riuscirà a rievocare anche troppi ricordi. Ma facciamo un passo indietro, più precisamente al 31 maggio 2006: un mercoledì qualunque per molti, un giorno quasi tragico per i tifosi rossoneri. Dopo sette anni, 175 gol, 5 trofei come squadra e un Pallone d’Oro, Andrij Shevchenko decide di abbandonare il Milan per cercare fortuna oltremanica, al Chelsea di Mourinho.

La squadra di Ancelotti si trova allora a dover cercare un sostituto degno di un giocatore che era stato una vera e propria bandiera. Dopo varie ipotesi, Galliani decide di puntare tutto su un nome sconosciuto ai più: con 17 milioni e il cartellino dello svizzero Vogel, arriva dal Betis Siviglia Ricardo Oliveira. Sin da subito non mancano polemiche sull’allora 26enne brasiliano: in molti notano infatti che il procuratore di Oliveira non è altri che Roberto de Assis, fratello e procuratore di Ronaldinho.

Parte del tifo inizia allora a schierarsi contro la decisione di acquistare l’attaccante di San Paolo: in molti vedono ancora oggi il suo acquisto come un tentativo preliminare, da parte della società meneghina, di arrivare a Ronaldinho. Ad Oliveira sembrano comunque importare poco queste voci: carico di fiducia e di aspettative sceglie addirittura la casacca numero 7 che fu di Shevchenko, forse con l’obiettivo di far dimenticare ai tifosi il bomber ucraino?

Il debutto con la nuova maglia arriva il giorno 9 settembre, durante un Milan-Lazio valevole per la prima giornata di Serie A. Manco a dirlo il buon Ricardo entra e segna il gol decisivo: al 90° sarà 2 a 1 per i rossoneri. Non poteva esserci inizio migliore per l’attaccante brasiliano che, tra parentesi, poteva vantare diverse presenze nella nazionale maggiore. Le cose purtroppo andarono diversamente. Complice la definitiva esplosione di Kakà, la seconda giovinezza di un rinato Pippo Inzaghi e le buone prestazioni di Alberto Gilardino, Oliveira troverà sempre meno spazio: il suo secondo gol in campionato arriverà più di tre mesi dopo contro l’Udinese. A complicare la situazione, ad inizio ottobre arriva la notizia del rapimento della sorella del giocatore che fortunatamente sarà liberata qualche mese dopo.

A gennaio arriva a Milano da Madrid un certo Luis Nazario de Lima, conosciuto come Ronaldo. Oliveira andrà in gol proprio il giorno del debutto in maglia rossonera del Fenomeno in un Siena-Milan: questa sarà l’ultima rete del 26enne di San Paolo in Italia. Da quel giorno, complice anche la resurrezione di Ronaldo e un Milan che avanzava in Champions grazie alle prodezze di gente come Seedorf e Kakà, Oliveira collezionerà sempre più panchine. La sua ultima partita la gioca contro l’Udinese il 19 maggio 2007 nel giorno che è ricordato come l’addio al calcio di Alessandro Costacurta. Pochi giorni dopo il Milan batterà il Liverpool diventando per la settima volta campione d’Europa: titolo che le statistiche assegnano anche a Oliveira il quale, però, non ha potuto dare il suo contributo.

A fine stagione tornerà in Spagna, al Real Saragozza, dove riprenderà a giocare e a segnare con continuità. Successivamente tornerà al Betis prima di qualche esperienza negli Emirati Arabi e del definitivo ritorno al Santos nel 2015, squadra che aveva lasciato 12 anni prima per cercare fortuna nel calcio europeo. Qui Ricardo Oliveira è un giocatore nuovo. Con più di 40 gol è ora capitano e bandiera del Santos e può vantare anche due reti (contro Venezuela e Paraguay) nelle Qualificazioni ai prossimi Mondiali.

Affermazioni queste che fanno pensare che Ricardo con tutta probabilità non è il giocatore che stampa e, di conseguenza, tifosi hanno voluto dipingere come scarso e inadeguato. Quali sono allora i motivi del suo scarso rendimento in quel di Milano? Difficile da dire: probabilmente la pressione di dover sostituire un campione inarrivabile come Shevchenko, o forse il dover per forza giustificare la cifra spesa da Galliani per acquistarlo (con relative critiche) o ancora l’eccessiva concorrenza in un attacco come quello del Milan campione d’Europa. Non sapremo mai l’effettiva ragione di tutto ciò, questo è il calcio ed è fatto anche di queste storie. Vi invitiamo dunque a continuare a seguirci e a dirci la vostra: qualcosa è andato storto? O forse si trattava del giocatore giusto arrivato però nel momento sbagliato?

Articolo a cura di: Michele Pintaudi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...