INTER-JUVENTUS, UNA SFIDA CHE VA OLTRE IL CAMPO DI GIOCO

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« Le due squadre sono necessarie alla reciproca fama »

Gianni Riotta

In ogni nazione, oltre alle classiche stracittadine esistono anche i cosiddetti Derby Nazionali, da sempre caratterizzati da rivalità assai profonde, che sovente fuoriescono dal semplice contesto del rettangolo verde. Determinate radici storico-economiche hanno contribuito a creare i presupposti per rendere questi match tra i più attesi di tutto il campionato. Ed è proprio questo il caso della partita, che forse più di tutte infiamma il campionato Italiano da circa cinquant’anni: è Juventus-Inter, il Derby D’Italia.

Per molto tempo, l’accesa rivalità tra i bianconeri e i nerazzurri ha rappresentato una sfida non meramente calcistico-sportiva, ma anche economico-politica: infatti, Milano e Torino (insieme a Genova) erano le componenti del cosiddetto triangolo industriale, e fu proprio questa precisa area socio-economica che tanti anni fa ebbe il maggior sviluppo sportivo d’Italia. Inoltre questo big match è anche stato definito lo scontro tra due grandissime famiglie, tra le più potenti e ricche dell’intera nazione: i Moratti, proprietari dell’Inter prima con Angelo e successivamente con il figlio Massimo, e gli Agnelli, storici proprietari della Juventus.

Il Derby D’Italia ogni anno è una delle sfide più attese dalle due tifoserie, ci regala sempre spettacolo sul campo e sugli spalti, con colorite e spettacolari coreografie. Nelle settimane che precedono il match, discussioni e sfottò di ogni genere sono all’ordine del giorno. Insomma, le polemiche tra le due fazioni non fanno altro che aumentare l’attesa.

LA STORIA DEL DERBY D’ITALIA:

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La rivalità  tra queste squadre nacque moltissimi anni fa, ma si inasprì fortemente negli anni ’60, proprio quando Juventus e Inter dominavano il calcio italiano. Fu nel 1967 che il grandissimo giornalista sportivo Gianni Brera rinominò questa sfida il “Derby D’Italia“, proprio perché all’epoca le due squadre erano quelle con più titoli italiani in bacheca.

Nel 1961, la Vecchia Signora si aggiudicò lo Scudetto. Una vittoria che avvenne anche grazie ad un replay match tra le due squadre. La ripetizione della partita avvenne in seguito alla decisione del CAF che accolse il ricorso della Juventus, la quale era contraria alla precedente decisione di assegnare la vittoria a tavolino all’Inter a causa della presenza di moltissime persone allo stadio Comunale di Torino, molte delle quali furono costrette a vedere la partita da bordo campo.

Con quella vittoria, per l’appunto a tavolino e successivamente annullata, il punteggio della classifica cambiò e si creò una distanza di due punti tra le due squadre, con la Juventus prima in campionato. Nell’ultima giornata di Serie A la Juventus pareggiò 1 a 1 con il Bari e l’Inter perse per 2 a 0 contro il Catania. La Juventus divenne quindi campione d’Italia.

Il 10 giugno 1961 si giocò il replay e per protesta, il presidente dell’Inter Angelo Moratti ordinò all’allenatore Helenio Herrera di mandare in campo la squadra Primavera, accusando la CAF di avere subito le pressioni di Umberto Agnelli. La partita finì 9 a 1 per la Juventus. Questo avvenimento fu una delle primissime motivazioni che inasprì la rivalità tra le due società. Quel match fu anche l’addio di Boniperti e la prima volta di un certo Sandro Mazzola, oltre ai 6 gol realizzati dall’argentino Omar Sivori, che giustamente tentò di segnare il più possibile essendo in corsa per il pallone d’Oro.

Le polemiche più roventi però, si verificarono il 26 aprile 1998, con l’Inter allora allenata da Gigi Simoni lanciata per la conquista del titolo, che perse propria a Torino. La partita è tutt’ora ricordata per gli errori arbitrali commessi da Ceccarini, il quale negò un rigore chiarissimo ai danni di Ronaldo su fallo di Iuliano, facendo andare su tutte le furie gli interisti.

<< La Francia favorita dagli arbitri perché gioca il Mondiale in casa? C’è una sola squadra in tutto il mondo che è favorita dagli arbitri e non è ai Mondiali ma gioca in Italia >>

Youri Djorkaeff – Inter

Moltissime furono le partite che restano ancora vive nella memoria di entrambe le tifoserie. Una delle più belle da ricordare per i supporters nerazzurri fu sicuramente quella del 2002, quando l’Inter riuscì a pareggiare all’ultimo minuto grazie al clamoroso gol del portiere Francesco Toldo: anche questa storica partita si caratterizzò per le polemiche juventine relative a un presunto fallo non fischiato da Collina nell’azione del pareggio interista.

<< A San Siro è crollata la diga del Vajont >>

Luciano Moggi – Juventus

L’astio tra bianconeri e nerazzurri è diventato sempre più grande con il passare degli anni, soprattutto dopo le vicende legate alla famosa inchiesta di Calciopoli, che nel 2006 gettò l’ombra del dubbio sull’onestà di alcuni scudetti vinti dalla Juventus, in particolare quello dell’anno in cui uscì lo scandalo, che venne revocato alla società Torinese e venne assegnato d’ufficio all’Inter.

 << Credo che ci sia da piangere per quello che è successo, bisogna solo vergognarsi e basta. Questi sono fatti gravissimi: diventa inutile arrabbiarsi, soffrire e preparare le partite e poi scoprire che una cosa è già stabilita >>

Roberto Mancini – Inter

Calciopoli portò questa sfida oltre al rettangolo verde, infatti lo scontro si spostò nelle aule di tribunale, tra querele, denunce, ricorsi e prescrizioni. Il Derby D’Italia è ogni anno infiammato da polemiche e sfottò che riprendono questi avvenimenti storici, che non hanno fatto altro che creare ancor più odio e rivalità tra queste due grandi società del calcio italiano.

<< Che ne penso dello scudetto juventino sulle maglie dell’Inter? Quello non è uno scudetto. Uno strano fregio che vedo sulle maglie dei giocatori ai quali comunque non appartiene >>

Pavel Nedved – Juventus

Ma nonostante tutti questi episodi “extracalcistici”, Juventus-Inter rimane tutt’ora una delle partite più sentite da entrambe le tifoserie, che indipendentemente dalle posizioni in classifica, da momenti positivi e non, si possono godere una partita sempre molto divertente, intensa, spettacolare e caratterizzata dalla più classica garra tipica di ogni derby.

LA JUVENTUS OGGI:

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La società bianconera, dopo Calciopoli e l’agonia della stagione in Serie B, domina la scena del calcio italiano dal 2011-2012, dimostrandosi capace di conquistare 5  scudetti di fila. La Vecchia Signora è stata capace di raggiungere questi obiettivi grazie al lavoro della dirigenza, ed in particolare di Beppe Marotta e Fabio Paratici, capaci di scegliere giocatori in grado di fare la differenza, come il cileno Arturo Vidal, Alvaro Morata e Paul Labile Pogba piuttosto che Carlos Tévez e Andrea Pirlo, e ottimi allenatori come Antonio Conte e Masimiliano Allegri, che sono stati in grado di riportare la società ai vertici del calcio Italiano.

La rosa attuale è composta da molti top player italiani come Buffon, Bonucci, Marchisio e alcuni stranieri del calibro di Paulo Dybala, Gonzalo Higuain e Miralem Pjanic (gli ultimi 2 scippati a due squadre concorrenti, Napoli e Roma). La società bianconera inoltre, è molto attenta alle giovani promesse, investendo molto su giocatori di prospettiva, provenienti anche dalle serie minori, acquistandoli e prestandoli a società amiche, con il fine di lasciarli crescere per poi eventualmente portarli a Vinovo per rinforzare la squadra.

La Juventus è una società molto all’avanguardia, impegnata in molti progetti extracampo che hanno l’obiettivo di avvicinare e raggiungere i grandi club europei come il Barcellona, il Real Madrid e il Bayern Monaco. Ad esempio, possiamo parlare della costruzione dello Juventus Stadium, del museo della società e del J Medical Center, un poliambulatorio tecnologicamente avanzato e considerato un vero e proprio modello nel campo della sanità, non solo per i giocatori ma aperto a chiunque, fino ad arrivare alla modifica dello stemma societario, con l’obiettivo di espandere il marchio Juventus in vari ambiti commerciali.

Da qualche anno, dopo aver consolidato la leadership in Italia, gli obiettivi non sono più legati solo ed esclusivamente al territorio nazionale, ma sono dichiaratamente estesi all’Europa, in particolare alla conquista della tanto agognata UEFA Champions League, che manca nella bacheca juventina dalla stagione 1995-96 e, ironia della sorte, vede l’Inter come ultimo club italiano ad averla sollevata, nella stagione 2009/2010. Il punto più alto toccato dai bianconeri in quest’epoca calcistica nel contesto europeo infatti, è la finale di Berlino nella stagione 2014-2015, persa contro un Barcellona fin troppo forte e capace di conquistare il tanto famigerato triplete.

L’INTER OGGI:

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Dopo le vicende di Calciopoli l’Inter ha vissuto anni di totale dominio del calcio Italiano. Infatti, la società meneghina è stata capace di conquistare 5 titoli nazionali di fila. L’apice del dominio nerazzurro è rappresentato dalla stagione 2009-10, nella quale giocatori del calibro di Eto’o, Milito, Zanetti, Julio Cesar, Sneijder e Cambiasso sono riusciti a completare un’autentica impresa, soprattutto grazie al lavoro dell’allenatore portoghese  José Mourinho, conquistando il triplete.

I nerazzurri inoltre, sono anche l’ultima società italiana ad aver vinto la UEFA Champions League. Una vittoria che rappresenta ancora una tematica forte negli sfottò nei confronti dei tanto odiati bianconeri. Dopo questa spettacolare stagione l’Inter non è stata in grado di dare continuità al proprio dominio, giocando sicuramente al di sotto delle aspettative,  anche a causa di scelte dirigenziali errate relative a giocatori ed allenatori. Un campionato da ricordare è sicuramente quello sotto la gestione del giovane tecnico Andrea Stramaccioni, nel 2012-2013, che riuscì ad espugnare lo Juventus Stadium con un netto 3-1, ma concluderà il campionato con un misero 9° posto.

Recentemente la società è stata acquistata dall’imprenditore cinese Zhang Jindong, fondatore e proprietario di Suning Commerce Group: una svolta storica per la società milanese, che per moltissimi anni è stata di proprietà della famiglia Moratti e infine, anche del tycoon indonesiano Erick Thohir. Questo cambio  ai vertici societari sembra aver portato una ventata di aria fresca, infatti gli obiettivi di questo gruppo sono quelli di riportare l’Inter ai vertici del calcio Italiano ed Europeo. Insomma, occhio alla prossima sessione di calciomercato.

Quest’anno il gruppo cinese ha investito molto sul mercato per rinforzare la squadra, facendo grandi investimenti per portare a Milano giocatori del calibro di Joao Mario, fresco campione d’europa col Portogallo, il talento brasiliano Gabigol e il centrocampista italiano Roberto Gagliardini. Acquisti che vanno a completare una rosa già composta da giocatori di alto livello come l’attaccante argentino Mauro Icardi, nuova bestia nera della Juventus dopo Julio Ricardo Cruz, il roccioso difensore brasiliano ed ex Atletico Madrid Joao Miranda e esterni d’attacco di grande gamba come Ivan Perisic e Antonio Candreva.

Articolo a cura di Federico Bottara

(e buon derby d’Italia a tutti)

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