RICCARDO “THE BIG GUY” MARCHIZZA: PRONTO AL GRANDE SALTO?

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NOME E COGNOME: Riccardo Marchizza

ANNO DI NASCITA: 1998

RUOLO: difensore centrale, all’occorrenza terzino sinistro

NAZIONE: Italia

PIEDE: sinistro

FISICO: 185 cm x 80 kg

Qualche settimana fa mi è stata posta una domanda ben precisa, durante una delle più classiche discussioni calcistiche da bar, tra amici: “Secondo te, chi saranno i quattro futuri difensori centrali dell’Italia?”. Sorseggiando da vero e proprio buongustaio (e intenditore) la mia Lupulus chiara, la risposta mi è parsa abbastanza ovvia: Alessio Romagnoli, Daniele Rugani, Mattia Caldara e infine, Riccardo Marchizza. Un silenzio imbarazzante ha scandito i successivi quindici minuti e ha lasciato tutti con un bel punto di domanda stampato in fronte: “Ma chi è sto Marchizza?” mi hanno chiesto. In parole povere, si parla di una delle colonne portanti della squadra Primavera della Roma, allenata da Alberto De Rossi. Ah, e dimentico un dettaglio importantissimo: campione d’Italia in carica proprio con la cantera giallorossa, peraltro da grande protagonista. Ma niente da fare: non ci sono arrivati, quindi passiamo alle cose serie. Essere brevi, soprattutto su un argomento come i giovani talenti, non è roba che fa per me.

<< L’aspetto che subito mi colpì di lui è quella grande capacità che aveva Riccardo di giocare la palla sempre a terra, non l’alzava mai. Sempre preciso nei disimpegni, sapeva anche calciare la palla con grande potenza e questo a quell’età era davvero un fattore molto speciale che lo poneva al di sopra dei suoi coetanei >>

Carlo Manetta – primo allenatore di Marchizza alla Tor Lupara (fonte: Tiburno.tv ©)

Parlando di Riccardo Marchizza, si parla innanzitutto di un romano DOC. Il ragazzo è nato e cresciuto a Roma, con il giallorosso nel cuore fin da bambino. La sua carriera è iniziata nel giardino di casa, nel segno di due leggende romaniste come Bruno Conti e Francesco Totti. La sua prima squadra invece, è stata la Tor Lupara: proprio qui ha incrociato il destino di Carlo Manetta, suo primo allenatore ed estimatore. E va attribuito proprio a quest’ultimo il merito di aver compreso prima del tempo il grande potenziale di Riccardo, portandolo di persona a farlo visionare dalle alte cariche delle giovanili capitoline.

<< Si vedeva subito che Riccardo era un giocatore superiore agli altri, ed è per questo che noi della società lo portammo a farlo visionare dai responsabili della Roma. Ovviamente, fu immediatamente tesserato e da lì ha iniziato una splendida e si spera ancora più folgorante carriera >>

Carlo Manetta – primo allenatore di Marchizza alla Tor Lupara (fonte: Tiburno.tv ©)

Dunque, l’avventura di Riccardo con la Tor Lupara, che oggi è comunemente nota come ASD Polisportiva Fonte Nuova, è durata 3 anni, prima dell’approdo in giallorosso nella stagione 2006/2007, iniziando dalla categoria “Pulcini” del club capitolino. Lo stesso anno in cui la Roma 1.0 di Luciano Spalletti cercava di contrastare lo strapotere dell’Inter di Roberto Mancini, peraltro togliendosi anche qualche soddisfazione tra Coppa Italia e Supercoppa Italiana.

<< Il mio ricordo più forte è il primo allenamento che ho fatto a Trigoria a nove anni. Di quel giorno ricordo tutto: da quando ho varcato il cancello fino alla prima amichevole contro il Civitavecchia, che fortunatamente è andata bene, dunque sono stato preso dalla Roma. >>

Riccardo Marchizza

E da quel momento in poi, Marchizza e la Roma non si sono più lasciati. Sono ormai passati 10 anni ed il ragazzo sembra ogni giorno più maturo, pronto per il grande calcio. L’exploit vero e proprio è arrivato nella stagione 2014/2015, dove Riccardo ha messo insieme ben 27 presenze e 3 reti tra Viareggio, Coppa Italia Primavera, UEFA Youth League e campionato (final-8 comprese). La scorsa stagione invece, ancora meglio: 38 partite disputate, 7 gol, 1 assist e… lo Scudetto, con la sua Roma e da grande protagonista, dimostrandosi pressoché indispensabile nello scacchiere di mister Alberto De Rossi, che ne ste curando al meglio la crescita per portarlo a completa maturazione, anche in vista di un possibile esordio in Serie A.

In realtà, l’esordio in Prima Squadra è già arrivato, proprio in questa stagione: dopo la convocazione per la pre-season (nella quale ha segnato il gol decisivo contro i russi del Terek Gorzny) Luciano Spalletti ha fatto debuttare Marchizza in UEFA Europa League contro i rumeni dell’Astra Giurgiu, all’89 al posto del terzino brasiliano Emerson Palmieri: giusto una manciata di minuti, per assaporare il calcio professionistico. Attualmente le presenze con la Primavera sono 20, condite da 4 gol. Eppure, non è detto che il grande salto in Serie A TIM non possa giungere a breve, a maggior ragione se la Roma dovesse perdere Kostas Manolas a Giugno, con il greco che si trova nel mezzo di una vera e propria contesa tra l’Inter targata Suning, il PSG e l’Arsenal di Arsene Wenger. Con la maglia dell’Italia invece, Marchizza ha fatto tutta la trafila, dall’under-16 fino alla selezione under-19, di cui è l’attuale capitano.

Di conseguenza, caro Riccardo, sappi che conto su di te: sei una mia scommessa personale e sono convinto che non deluderai le mie attese. In fiducia, Daniele.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Difensore centrale di ruolo, Marchizza può adattarsi a giocare anche come terzino sinistro. La sua dote migliore è sicuramente la grande potenza fisica e atletica (185 cm x 80 kg), che unita ad un’ottima velocità in fase di progressione, gli permette di arginare facilmente anche gli avversari più complicati. Fortissimo di testa e nella lettura in anticipo del gioco avversario, ha un eccezionale senso della posizione, che denota anche un alto tasso di disciplina sotto il profilo tattico. Inoltre, non è di certo un giocatore che si risparmia nei contrasti e nei tackle: possiede quella cattiveria agonistica che lo contraddistingue da tanti pari età e molti centrali ben più esperti che calcano tutt’ora i campi della nostra Serie A. Oltre alle grandissime doti fisiche, ha anche un’ottima tecnica di base: in fase d’impostazione ha una discreta visione di gioco e sovente ci ha ha permesso di ammirare sventagliate di 30/40 metri per i compagni di squadra. Quando gioca da out basso, non disdegna anche pericolosi inserimenti offensivi, che lo portano spesso in zona-gol. L’unico aspetto su cui molto probabilmente dovrà essere ancora rodato è lo scatto nel breve, dato che con avversari maggiormente predisposti alla corsa, può comunque andare in difficoltà. Per caratteristiche può essere accostato ad Andrea Barzagli, che tra l’altro è uno dei suoi idoli.

Articolo a cura di Daniele Pagani

 

 

 

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