INFERNO E PARADISO

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Giacché mi è stato insegnato che le parole di Dante si sposano ad ogni cosa.

“Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente.”

È Venerdì. 8 Aprile. 1300.

Claudio Ranieri, Ivan Juric e Paulo Sousa giungono alle porte dell’Inferno.

Ad accompagnarli nessun buon maestro. Del resto i vari Enrico Preziosi, Della Valle e l’impronunciabile proprietario thailandese del Leicester, non hanno mai dato modo di pensare in queste ultime settimane di poter interpretare il ruolo di guida che è stato Virgilio per Dante. Anzi, sembrano proprio aver lasciato soli i propri allenatori, in quello che si prospetta per loro un viaggio dal fine meno gentile rispetto a quello del sommo poeta.

L’IGNAVO

Genoa CFC v Cagliari Calcio - Serie A

Pochi passi per Claudio e deve già fermarsi. Siamo nel Vestibolo, nell’Antinferno, quando il Thinkerman si riconosce nelle anime tristi di coloro che “visser sanza ‘nfamia e sanza lodo”. Come gli ignavi non ha speranza di morte, la sua anima non potrà mai esser tra i dannati dopo il miracolo con le Foxes di appena un anno fa, ma la tragica situazione attuale, insieme alle cocenti delusioni di cui è costellato il suo passato, giustifica i cieli a cacciarlo per non perdere la loro bellezza.

Il suo Leicester è irriconoscibile, 1 solo pareggio nelle ultime 6 di Premier League significa il serio rischio di approdare in Championship (una situazione del genere in PL successe anche al Manchester City nel 37/38 che retrocesse da campione in carica), con la zona retrocessione spaventosamente vicina (un solo punto) e all’orizzonte le tremende sfide contro Arsenal e Liverpool.

Aggiungi l’uscita dalla FA Cup di Sabato per mano del modesto Millwall, terza lega calcistica inglese, peraltro in 10 uomini dal minuto 52’. Non dirò un’eresia affermando che in questo momento tutti (o quasi, i più romantici festeggiano ancora) a Leicester  “’nvidiosi son d’ogne altra sorte”.

From hero to zero, le sfumature non esistono a casa Leicester.

Good luck, Foxes.

CARONTE

Genoa CFC v Cagliari Calcio - Serie A

Continuano il loro cammino Ivan Juric e Paulo Sousa, quando l’allenatore del grifone si ferma incuriosito da un suono rauco e greve, come una voce lenta, stanca e pesante.

Pescara, porto della città.

Ed ecco verso noi venir per nave

un vecchio, bianco per antico pelo,

gridando: «Guai a voi, anime prave!

Non isperate mai veder lo cielo:

i’ vegno per menarvi a l’altra riva

ne le tenebre etterne, in caldo e ’n gelo.

La voce si trascinava a fatica dal volto segnato dal tempo di un uomo con le idee fresche come quelle di un ragazzino. Gli occhi circondati da ruote di fiamme, facevano paura solo a guardarli, ma comunicavano più della bocca.

Zdenek Zeman sta per condurre all’inferno l’ennesima anima dannata. Questa volta ne fa le spese il tecnico genoano, 8 sconfitte e 2 soli punti conquistati nelle ultime 10 gare, numeri da far rabbrividire anche i demoni infernali. I tempi del 3-1 alla Juventus sono un ricordo troppo sbiadito, i giocatori vengono travolti dal fiume Pescara e ripetutamente bastonati dal tecnico/traghettatore di anime boemo.

La situazione in classifica resta relativamente tranquilla, l’incubo della retrocessione dista 11 punti, troppi per spaventarsi, ma certamente gli obiettivi di Preziosi erano altri, specie dopo l’ottimo inizio di campionato. A Mandorlini il compito di risollevare la baracca, ai rossoblù serve un leader silenzioso.

Buona fortuna, Andrea.

L’INCONTRO CON IL DIAVOLO

Genoa CFC v Cagliari Calcio - Serie A

Abbandonato dai suoi sventurati compagni di viaggio, Paulo Sousa giunge a San Siro, dove incontra “lo ’mperador del doloroso regno”.

Si racconta che gli inferi nacquero quando Ibra abbandonò il Milan e lo scaraventò lontano dal suo regno celeste.

Il Milan, racconta il sommo poeta, fu tanto bello quanto ora è brutto e da allora tortura chi è più malcapitato e degno di sventura. Ne fa le spese l’eclettico allenatore viola, che per la gara da dentro o fuori in Europa, cambia ancora interpreti e modulo. Ad oggi la sua Fiorentina difficilmente può sperare di qualificarsi per una coppa europea, ma non va dimenticato che è ancora in corsa per l’Europa League dopo la bella vittoria di Mönchengladbach. Questo (sfortunatamente) non basterà sicuramente a impedire ai Della Valle, a cui non è mai andato a genio il tecnico portoghese, di silurarlo a fine stagione.

Boa sorte, Paulo.

Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate.

Tre storie tristi. Tre storie di dolore.

Ma questo weekend non ci ha fatto mancare nulla, alle tre storie infernali si contrappongono tre da paradiso, ”e quindi uscimmo a riveder le stelle”:

IL MIRACOLO

Genoa CFC v Cagliari Calcio - Serie A

Do you believe in miracles? Yes!“ gridava un incontenibile Al Michaels il 22 Febbraio del 1980, quando la squadra di hockey su ghiaccio statunitense, composta da dilettanti e giocatori universitari, compiva il Miracle on ice, ottenendo l’oro olimpico sull’URSS, ampiamente favorita.

I miracoli esistono, ne sono convinti anche a Lincoln, cittadina della contea inglese del Lincolnshire, finora famosa solo per aver dato il natale al non proprio indimenticabile pilota di Formula 1 Bob Evans, al soprano inglese Jane Eaglen e a Jim Broadbent, l’esuberante impresario Harold Zidler di Moulin Rouge! .

È tutto vero, i dilettanti del Lincoln City, quinta divisione inglese, sono la prima squadra della Non League ad approdare ai quarti in 103 anni di storia di FA Cup. Sconfitto anche il Burnley, che solo una settimana prima bloccava la cavalcata in campionato del Chelsea di Antonio Conte.

non si pò dicer né tenere a mente,

sì è novo miracolo e gentile.

Anche Dante l’avrebbe urlato: God bless FA Cup!

LA TRASUMANZA DEL PESCARA

Genoa CFC v Cagliari Calcio - Serie A

Non so dire se, in questo momento, il Delfino Pescara 1936 sia ancora in possesso del suo corpo mortale o sia soltanto anima, ma di certo fissa il suo sguardo nei Cieli che ruotano con una melodia armoniosa e gli sembra che la luce del sole abbia acceso in modo straordinario tutto lo spazio circostante.

Molto è licito là, che qui non lece”, anche guardare alla classifica e sperare in una salvezza clamorosa. Il Pescara di ieri ha le carte in regola per restare in Paradiso, ma il cammino è appena cominciato e la via è tortuosa.

Certo è che i giocatori biancazzurri non ne vogliono sapere di tornare tra i dannati, che ora c’è Zeman/Caronte che minaccia di bastonarli per l’eternità.

Forza Delfino!

LA PROVVIDENZA

Genoa CFC v Cagliari Calcio - Serie A

La provedenza, che cotanto assetta,

del suo lume fa ‘l ciel sempre quieto

nel qual si volge quel c’ha maggior fretta;

e ora lì, come a sito decreto,

cen porta la virtù di quella corda

che ciò che scocca drizza in segno lieto.

Una storia scritta nel destino. Gabriel Barbosa è stato a lungo atteso dal popolo interista, che spesso in questi mesi si è aggrappato proprio alla provvidenza per vederlo giocare. Da quando è arrivato a Milano il giocatore è stato gestito come peggio non si poteva, fin dal prezzo con cui è stato pagato, alla presentazione luccicante per poi essere depositato tra i bagagli dispersi della Pinetina. E certo non è con i quarti d’ora che un giocatore del genere può adattarsi al nostro campionato e crescere.

E allora ecco che arriva la provvidenza. Per Dante e per la cultura cristiana in genere, la fortuna per certi aspetti si identifica con la Provvidenza: è infatti un’intelligenza celeste, destinata da Dio al governo delle cose del mondo e distributrice dei beni secondo il suo volere imperscrutabile. In quel pallone di D’ambrosio, al minuto 81’, molti ci hanno letto queste parole, Gabigol sicuramente, quando ha depositato il pallone in rete nello stesso stadio dove vent’anni fa un certo Ronaldo si sbloccava con la maglia nerazzurra.

Nulla è lasciato al caso, disgrazie e dolori, fortune e successi sono distribuiti agli uomini secondo un disegno ben determinato e che ha come fine il bene.

Bologna nel destino. Mani alzate al cielo. Via la maglietta e tutti a gioire sotto la curva. Credete ancora al fato cieco, irrazionale e capriccioso?

Vamos carajo!

Perché l’amore è assoluto, totale, incondizionato: è il naufragio nell’infinito.

Articolo a cura di Alfredo De Grandis

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