AND THE OSCAR GOES TO..

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Non me ne vorranno i meno appassionati, o quelli che preferivano un accostamento letterario, sulla falsariga degli editoriali precedenti.

Ma la settima arte va ammirata e decantata, specie in questo che è il suo 89° compleanno.

Sembra ieri quando l’impiegata all’Academy Margaret Herrick, vedendo la statuetta, esclamò: «Assomiglia proprio a mio zio Oscar!».

Da quel momento sono tanti i genitori malati di cinema che chiameranno Oscar i propri figli, alcuni diventeranno anche famosi calciatori: il caso più celebre è quello di dos Santos Emboaba Júnior, noto semplicemente come Oscar, che dimostra come anche in Oriente si apprezzi l’arte cinematografica, non a caso è il calciatore più pagato al mondo dallo Shanghai Sipg. E non è un caso isolato, c’è Oscar Hiljemark, attuale centrocampista del Genoa, e se restiamo sempre nella Genova rossoblù andando a scavare più indietro troviamo Oscar Damiani, massimo marcatore nei derby della Lanterna prima di un certo Principe Milito.

E allora, per citare De Laurentiis: «Voglio ritornare a fare cinema!».

Prima che la situazione sfugga di mano direi di procedere con l’assegnazione dei premi:

 

OSCAR AL MIGLIOR FILM

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Non può che vincerlo la Liga.

Mentre negli altri campionati maggiori i discorsi sembrano già chiusi, con Juventus, Chelsea e Bayern Monaco quasi certi vincitori dei rispettivi campionati già a Febbraio, la Liga si accende di passione riproponendo la storica lotta tra Barça e Real, con il Siviglia a fare da outsider.

Prima Messi riesce a matare l’Atletico a casa sua, strappando una vittoria difficile e importantissima, che dimostra la ferrea volontà di non arrendersi a chiudere i giochi, e trovando di fatto il sorpasso sul Real, impegnato la sera sul campo mai semplice del Submarino Amarillo. E infatti ad inizio ripresa arrivano i due gol di Trigueros e Bakambu per il Villareal, che fanno sognare il popolo blaugrana. Ma come in un film, quando tutto sembra perduto arriva il colpo di scena: prima Bale (quanto ci è mancato) poi il solito Ronaldo. Siamo 2-2 e la gara non può che essere decisa dall’intervento dell’aiutante del protagonista, quello sempre un po’ triste che si sente inutile ma che alla fine è il più amato dal pubblico: ci mette 5 minuti per segnare e rimettere il Real in cima alla classifica.

Riprenditi Madrid, Alvaro.

¡Es genial!

 

OSCAR AL MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

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Manolo Gabbiadini! … I’m sorry, no! There’s a mistake. This is not a joke.

Dev’essere andata proprio così.

Zlatan Ibrahimovic, you guy won Best Actor.

Al povero Manolo è toccata la stessa sorte di La La Land, non sono bastate 5 reti in 3 partite, 2 rifilate allo United proprio nella finale di EFL. Sembrava fatta, ma Zlatan, com’è solito fare, si è preso la scena.

Minuto 87’, staccata imperiosa su cross di Herrera, le braccia larghe, lo sguardo sicuro, sul volto il solito sorriso beffardo di chi sa cavarsela benissimo da solo. Decisivo come sempre, del resto chi poteva portare il Manchester nella storia – superato il Liverpool nella classifica di miglior squadra inglese per titoli vinti – se non lui, The God.

L’oscar se l’è preso, ma lo meritava.

 

OSCAR AL MIGLIOR REGISTA

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Io personalmente lo darei sempre a Ciccio Lodi, ma quest’anno lo merita tutto Giampiero Gasperini. Con l’Atalanta sta facendo qualcosa di straordinario, forse molti staranno cominciando ad aprire gli occhi solo adesso, dopo la sonora e meritatissima vittoria per 2-0 sul campo del Napoli. Ha trasformato un’accozzaglia di buoni giocatori per una salvezza tranquilla in una macchina perfetta che adesso può puntare addirittura e clamorosamente alla Champions: del resto proprio col Napoli, con cui si contende il terzo posto, ha vinto entrambi gli scontri diretti. Chi l’avrebbe pronosticato?

Da sempre bravo a lanciare giovani, il vero capolavoro l’ha fatto quest’anno facendo di Caldara, Conti, Spinazzola, Kessié, Petagna dei veri e propri pilastri, già pronti per un top club. Senza dimenticare Gagliardini, che ha già abbandonato: la chiamata di un club prestigioso come l’Inter non poteva essere rifiutata e il centrocampista sta ampiamente ripagando le aspettative di Zhang e compagnia. Proprio la partenza di un giocatore come Gagliardini, che sembrerebbe fondamentale per lo sviluppo del gioco, dimostra come la forza dell’Atalanta non stia nelle individualità – seppur ottime – ma nel collettivo, magistralmente orchestrato da un fantastico Gasperini, che probabilmente sta vivendo anche la svolta della sua carriera.

Chapeau. Lo meriti tutto, che la favola continui.

 

OSCAR ALLA MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

(con delusione)

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Ti sei preso una pausa. Lunga. Sei tornato con un sacco di nomination nell’ultimo mese. Aspettative altissime, sei mancato troppo a tutti. Siamo curiosi di tornare finalmente ad ammirare le tue opere. Comincia il tuo film. Entri 16’ minuti contro il Torino, prendi un giallo. Solito copione, ma ti aspettiamo, è solo l’inizio. Infatti a Pescara ci torni a deliziare: due assist, ma il pubblico si aspetta di più. Poi il solito giallo, vabbé, sarà una tua fissa, la sopportiamo anche. Poi contro la Juve, questa è una novità in effetti, non avevi mai trattato in passato questo tema, ma lo fai male, qui un po’ ci deludi, prendi una brutta insufficienza e arrivano le prime critiche. Forse era meglio continuare ad evitarlo, questo tema, se per te rappresenta uno scoglio così. L’hai forzato, ti è venuto male. Ma noi niente, siamo pazienti, vuoi che continui a deluderci così? Aspettiamo ancora, siamo gentili, del resto abbiamo già chiaro cosa hai in mente per il finale, sei furbo, vuoi stupirci dopo un film abbastanza anonimo.

Infatti, dopo un po’ di minutaggio scorrevole ma non entusiasmante con Genoa, Chievo e Udinese, arriva il gran finale. Avevamo ragione, era quello che tutti si aspettavano, la cosa che ti riesce meglio: lo scontro con il Milan. Finalmente si è deciso!

Passano una dozzina di minuti e Duncan è steso in area da Kucka. Sorridiamo, comincia di già? Ma non è che vuole farci un remake del film del 2014?

Vai sul dischetto, un copione già scritto, “è una storia riadattata, vincerà per la miglior sceneggiatura non originale”, cominciano a sussurrare in sala. Poi il silenzio. Sì, ci hai veramente stupiti tutti. La storia è completamente inedita. Rigore tirato fuori. Non ti fai mancare niente e ci metti pure la solita lagna del cartellino giallo. Ma intanto il rigore l’hai sbagliato. La tua nuova storia originale ha deluso tutti, ci ha deluso talmente tanto da farti meritare questo premio. Del resto i film drammatici sono sempre i migliori.

Cosa ti è successo Mimmo?

Articolo a cura di Alfredo De Grandis

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