LUCIO DALLA, LE ALI CHE GUIDANO IL BOLOGNA DALL’ALTO

dalla

La poltroncina numero 19 della tribuna platino allo stadio Dall’Ara di Bologna è prenotata da cinque anni ormai. Da cinque anni però è sempre vuota. Quel posto è riservato a chi non c’è più, ma conserva un posto speciale nei ricordi dei tifosi rossoblu.

Quel posto è riservato a Lucio Dalla. Da dopo la sua morte infatti la fondazione creata in suo onore compra ogni anno l’abbonamento, perché il Dall’Ara era la casa di Lucio. Si sedeva sempre lì, proprio di fronte alla torre, dove una volta c’era la Nike alata. E da quelle ali ha preso ispirazione quando ha scritto l’inno ufficiale del club. Quella Nike che i soldati americani d’istanza allo stadio dopo l’Armistizio, prendevano a sassate per divertimento, ignari del fatto che anni dopo avrebbero portato vestiti con lo stesso nome. Le tue ali Bologna composto insieme ad altri felsinei doc come Morandi, Mingardi e Carboni è un atto d’amore non solo al Bologna, ma a Bologna. «Che poi se esiste la felicità, chissà che non passi anche di qua» recita la prima strofa. Come per dire, non che ci interessi, ma un po’ di sorte anche a noi, non è che ci fa schifo. Concetto classico sotto i portici.

Da quella poltrona Dalla ha ammirato grandissimi campioni. Pascutti, Bulgarelli, Nielsen. E in epoca più recente Marocchi, Anderson e Signori. Ma ha sempre vacillato per uno che sotto la torre degli Asinelli c’è arrivato quasi per caso e ci è rimasto un anno solo. Roberto Baggio. Va bene, troppo facile amare il divin codino. Un po’ meno descriverlo con la puntuale leggerezza di Lucio. «Sei mai stato il piede del calciatore che sta per tirare un rigore e il mignolo destro di quel portiere che è lì, è lì per parare. Molto meglio sta il pallone, lo devi solo gonfiare» più o meno quello che avrà pensato Baggio a Pasadena prima di mandare alto il rigore nella finale dei mondiali 94 contro il Brasile.

Per questo inscindibile legame con la squadra e la città, la società rossoblu ha deciso di onorarlo nella settimana dedicatagli da Bologna. Il 1 Marzo erano cinque anni dalla morte. Il 4 invece, avrebbe compiuto 74 anni. Il posto numero 19 è stato decorato con un disegno stilizzato del cantautore mentre suona un sassofono. E prima della partita dagli altoparlanti sono state sparate a tutto volume le sue canzoni. Nel frattempo sui maxi schermi passavano le immagini della sua vita. Un omaggio doveroso a un artista che a Bologna, e al Bologna ha regalato parole indimenticabili.

Articolo a cura di Fabio Simonelli

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