IL DERBY DI AVELLANEDA: RACING-INDEPENDIENTE E “LA MALEDICION DE LOS SIETE GATOS NEROS”

 

Independiente-Racing

Parlando di derby e di Argentina, ci viene normale pensare a Boca-River ma in pochi sanno che nella provincia di Buenos Aires si disputa un altro match che non ha nulla di invidiare al Super Clàsico, stiamo parlando del Derby di Avellaneda tra Independiente e Racing Club.

E’ un derby di barrio, proprio perché l’Avellaneda è poco più di un quartiere, si caratterizza per la case basse, i negozi in disuso e quel clima classico e triste di povertà argentina.

La particolarità di questo derby è che i due stadi, La Doble Visera dell’Independiente e il Cilindro del Racing distano solo 300 metri!

Le due squadre rappresentano una scelta di vita tra due stili opposti e una rivalità accesissima. Sono veramente più di due semplici squadre di calcio, sono una scelta di vita, una cultura, una filosofia che si ha dentro per sempre.

“C’è un particolare, questi due stadi si guardano. Il Racing e l’Independiente hanno gli stadi che si guardano. E quindi la rivalità tra le due è più forte che mai.”

(Federico Buffa)

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LA  STORIA

Il Racing Club nasce nel 1903 e deve il suo nome al Racing Club di Parigi, dato che uno dei fondatori di origine francese, German Vaidaillac, suggerì il nome che fu accolto con entusiasmo dagli altri soci. La squadra è soprannominata “La Academia” e ha vinto 17 campionati argentini ufficiali, 12 coppe nazionali e 7 titoli internazionali tra cui una Coppa Libertadores, una Coppa Intercontinentale, e una Supercoppa Sudamericana.

Essendo una polisportiva, è impegnata in diversi sport oltre al calcio, come la ginnastica artistica, il basket, il pugilato, l’hockey su prato, la pallamano, le arti marziali, il pattinaggio, il tennis e la pallavolo

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Il Club Atlético Independiente (noto come Independiente) invece venne fondato nel 1905 per iniziativa di alcuni commercianti che, sentendosi esclusi dal Racing, decisero di creare una nuova società con colori bianco blu.

Ma in seguito ad un’esibizione amichevole del Nottingham Forrest in Argentina i fondatori decisero di adottare il colore del club inglese, il rosso, il quale da origine al soprannome con cui è conosciuto l’Independiente, cioè “Los Diablos Rojos”.

Altro soprannome dei rossi di Avellaneda è “Rey De Copas” dato dal fatto che la squadra ha conquistato sette Coppe Libertadores, una Coppa Sudamericana, una Recopa Sudamericana, due Coppe Intercontinentali, tre Coppe Interamericane e due Supercoppe Sudamericane.

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Il Derby di Avellaneda si è disputato 203 volte, con 88 successi dell’Independiente, 63 pareggi e 52 successi del Racing.

La condivisione del barrio è alla base della rivalità tra queste società storiche del calcio argentino, ed è strettamente legata alla convivenza e alla vicinanza tra le due fazioni ma anche al fatto che i Diablos Rojos sono nati da chi ha deciso di allontanarsi dal Racing.

Il Racing nonostante sia una delle squadre più amate dell’intera Argentina ha dovuto lottare per circa quarantanni contro sfortune e sofferenze. Tutto ebbe inizio nel periodo di massimo splendore della Academia, ed in particolare dalla sfida giocatasi a Montevideo in Uruguay contro il Celtic nel 1966 valevole per la conquista della Coppa Intercontinentale.

Il giorno della finale alcuni supporters dell’Independiente lanciarono una maledizione contro il Racing. Essi entrarono di nascosto all’interno del Cilindro e seppellirono sette gatti neri (noti per portare sfortuna) sotto il suolo del Cilindro. Sembra paradossale ed impossibile da credere ma da quel giorno, in cui tra l’altro il Racing riuscì a vincere contro il Celtic, si scatenò una vera e propria maledizione per il Racing che dovette lottare contro la disgrazia.

Nel 1980 subì addirittura la prima retrocessione della storia. Tutta la gente del Racing cercò di scacciare in tutti i modi la maledizione lanciata dai rivali. Nel 2000 fu infatti organizzata una ricerca delle ossa dei gatti morti, alcune delle quali furono trovate. Ancora più paradossale fu il fatto che in seguito a questo tentativo di esorcizzare la maledizione il Racing l’anno successivo riuscì a conquistare il Torneo di Apertura.

“La maledicion de los siete gatos neros” è una delle tante motivazione che infiammano questo derby e che danno un tocco mistico a questa rivalità, una storia talmente particolare che non può far altro che farci innamorare ancora di più del calcio sudamericano ed in particolare argentino.

Oltre all’elemento mistico il derby dell’Avellaneda si è contraddistinto anche per le intemperanze sugli spalti e sul rettangolo verde, nel quale la classica  “garra” non manca mai.

Come accadde il 26 novembre del 1961 il direttore di gara Juan Brozzi fu costretto a sospendere la partita per 6 minuti, in quanto sul terreno di gioco i calciatori se le suonavano di santa ragione. Per ristabilire la calma l’arbitro espulse dal terreno di gioco  Silvera, Vazquez, Rolàn e Lanzoni per l’Independiente e Mesiàs, Blanco e Negri per il Racing. Accadde di peggio il 13 agosto del 2006. Alla Doble Visera, i padroni di casa dell’Independiente conducono il match per 2-0, scatenando l’ira dei sostenitori del Racing che si manifestò in lunghi scontri con la polizia costringendo il direttore di gara a sospendere e a non riprendere la partita, data persa a tavolino ai bianco celesti.

Numerosi furono gli episodi di violenza tra le due tifoserie ma oltre a ciò, da ammirare è lo spettacolo folkloristico che anima gli spalti di entrambi gli stadi con coreografie colorate e cori assordanti.

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Celebri sono i “Papeles”, rotoli di carta lanciati in campo dalle curve e non da meno sono le “Afiches”, ossia immagini che vengono esposte al termine del match dai fans della squadra vincitrice nelle quali vengono presi in giro i rivali con i classici sfottò che da sempre caratterizzano il derby di Avellaneda.

I tifosi dell’Independiente prendono in giro i rivali per il fatto di aver vinto un numero superiori di derby, mentre gli sfottò del Racing sono relativi alla clamorosa retrocessione dell’Independiente nel 2013.

Inoltre i coloratissimi tifosi del Racing, per mostrare sempre più l’attaccamento alla squadra e l’amore per essa hanno creato due delle bandiere più grandi del mondo una da 187 metri per 40 e una da 250 metri per 50.

                                                Articolo a cura di Federico Bottara

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Willis ha detto:

    El rojo es gigante. 7 veces campeon de America. 2 veces campeones del mundo. 6 a 0 al madrid con distefano en su cancha. Vencio a juventus y liverpool. Delantera campeona de mundiales en 78 (bertoni) 86 (burruchaga bochini) . Te amo Independiente!

    Mi piace

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