SAN LORENZO, LA CURVA TUTTA MURGA E CARNAVAL DOVE LA HIT DIVENTA CORO

San_Lorenzo_vs_Huracán

Boedo non è un posto qualsiasi. Definirlo semplicemente il “quartiere degli artisti” di Buenos Aires, per certi versi lo offende. Sì, forse un tempo lo era pure, ma adesso bisogna giudicarlo per tre cose: i collettivi sindacali, i murales e le orchestre di squadra.

A collegare queste tre anime un solo grande burattinaio. Il SanLorenzo. Se sei di quelle parti sudi azulgrana fin da bambino. Anzi, molte volte diventi già socio del club ancora nella culla. Come il figlio di José Bergoglio, di nome Jorge Mario, molto famoso col nome di Francesco. E in quella stessa culla chi nasce in quelle zone, non ha le solite stelline con la musichetta da carillon, ma cresce con il ritmo della murga. Una danza tipica argentina, sviluppatasi proprio a Boedo.

È normale quindi che la squadra e la musica si fondano. E in quale altro posto se non nella curva più coreografica di tutta l’Argentina. I tifosi del Ciclón si presentano come «banda de murga y carnaval» , curva di murga appunto e di festa. Di voglia di cantare dal primo al novantesimo minuto, creando un ‘atmosfera unica.

Che la sia la tifoseria più fantasiosa nell’inventare i cori lo diamo per assodato. Di tutti i tipi, lenti, veloci, ritmati e scanditi. Ma quando prendi le canzoni più passate in radio e ne fai dei canti da stadio inevitabilmente hai una marcia in più. Le due hit in questione sono i pezzi latinoamericani più diffusi nel mondo negli ultimi due anni. Duele el corazon di Enrique Iglesias è diventata Nos dicen enfermos, que lo voy hacer  “Ci dicono malati, che ci posso fare” e Despacito della coppia Luis Fonti-Daddy Yankee si è trasformato in  Ciclón, vos mi locura non puedo parar (“Ciclón, non posso fermare la mia pazzia per te”).

 

Solo l’ultimo segno di quanto sia impregnata di cultura musicale la gente azulgrana, che aveva già dato prova di sé riadattando brani dei Creedence Clearwater Revival, Calamaro (noto rocker argentino) e persino del grande Gardel.

Articolo a cura di Fabio Simonelli

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