LUKA ZAHOVIC, UN FIGLIO D’ARTE ALLA CONQUISTA DI MARIBOR

Zahovic

NOME E COGNOME: Luka Zahovic

ANNO DI NASCITA: 1995

RUOLO: punta centrale/seconda punta

NAZIONE: Slovenia

PIEDE: destro

FISICO: 177 cm x 63 kg

La storia che vi racconteremo oggi per la categoria “generazione di talenti” parla di un figlio d’arte proveniente dall’ex Jugoslavia ma nato in Portogallo, che proverà a seguire le orme del padre, una leggenda nell’ambito del calcio sloveno. Parliamo di Luka Zahovic, punta centrale classe 1995 attualmente di proprietà del Maribor. Si tratta del figlio del più famoso Zlatko, che attualmente ricopre il ruolo di direttore sportivo nel club Vijoličasti ma che in passato è stato un attaccante più che discreto, che ha vestito anche maglie assai prestigiose come quelle del Partizan Belgrado, del Porto, dell’Olympiacos, del Valencia e del Benfica. Infatti Luka è nato a Guimares, dove il padre giocò per 3 anni, dal 1993 al 1996. I primi passi nel mondo del calcio invece, Luka li muove nella cantera del Benfica, le Aguias, ultima squadra della carriera di Zlatko. Qualche anno dopo quest’ultimo viene contattato dal Maribor per un ruolo dirigenziale, e decide di portare con sé Luka.

Zahovic debutterà in Prima Squadra nel corso della stagione 12/13, tuttavia giocando una sola partita ufficiale. L’anno dopo viene mandato in prestito al Verzej, club di seconda divisione slovena, dove Luka trova maggior spazio collezionando 9 presenze e 3 reti complessive. Dopo 6 mesi arriva il meritato ritorno alla base, al Maribor, e Zahovic aiuta il suo club a vincere la Prva Liga giocando 10 partite, senza però realizzare alcun gol. La svolta è arrivata nella stagione 2014/20015, che corrisponde al ritorno del Maribor in UEFA Champions League dopo ben 16 anni di astinenza, di lontananza dalla Coppa dalle grandi orecchie. Zahovic inizia a scendere in campo con maggior regolarità, e di questo ne risente positivamente anche la sua vena realizzativa. All’esordio arriva una doppietta record, in appena 12 minuti di gioco, ma non è tutto. Dicevamo della Champions, la massima competizione del calcio europeo: allo Stadion Ljudski arriva lo Sporting Lisbona. La partita inizia ad essere in salita dopo la rete di Nani, come da pronostico del resto. A 10 minuti dalla fine entra in campo quel ragazzo che l’Europa non conosce, ma nel quale sono riposte tutte le speranze più fulgide dei 13mila di Maribor. Qui il destino compie il suo corso, inevitabile ed imprevedibile, davvero inaspettato per molti: palla buttata in area, pasticcio della difesa portoghese e Zahovic, da figlio del destino, non perdona la svista della difesa avversaria. Un gol che resterà per molto tempo nel cuore della tifoseria slovena.

Il Maribor a fine stagione vincerà il campionato sloveno per la seconda volta consecutiva, mentre Zahovic metterà insieme qualcosa come 12 gol, fornendo peraltro 5 assist. La stagione successiva è piuttosto atipica, quasi paradossale: nonostante la buona annata Zahovic viene ceduto in prestito all’Heerenveen, in Eredivisie. Nei Paesi Bassi non troverà grande fortuna. Tra un infortunio muscolare e problemi di adattamento, Zahovic finisce per trovare conforto solo nelle ottime prestazioni con la selezione under-21 del club olandese. Del resto 8 presenze in Prima Squadra non gli bastano. Di conseguenza Luka torna al Maribor, che lo riaccoglie a braccia aperte e ne ha ben donde: dopo un inizio di stagione non proprio brillante, Zahovic si diletta in una serie di gol impressionanti, segnando 9 gol consecutivi in appena 7 partite giocate. Quest’anno è già a quota 14 gol, corroborati da 2 assist. Ora la meritatissima titolarità, con il Maribor che non ne vuole proprio sapere di rinunciare al suo nuovo (e giovanissimo) trascinatore.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Luka Zahovic è una punta moderna dotata, nonostante non sia in possesso di un fisico da ariete, di grande fiuto per il gol, coadiuvato da un’ottima qualità palla al piede e nel dribbling. É un tipo di attaccante che collabora spesso e volentieri nella fase di possesso palla, e sovente aiuta la sua squadra nella costruzione di qualsivoglia azione offensiva. Molto spesso riesce a tornare nella zona del centrocampo per aiutare i compagni, per poi lanciarsi in area di rigore alla ricerca del gol. Il suo piede preferito è il destro, con il quale sa come far male alle difese avversarie, sia dentro che fuori dall’area di rigore. La sua arma migliore sono comunque gli inserimenti senza palla, tant’è che questa sua dote gli ha permesso di realizzare anche tanti gol di testa, nonostante i soli 177 cm e l’assenza di una fisicità troppo dirompente.

Articolo a cura di Luca Pesenti

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