IL 40/40, COSA NASCE SE UN EX GANGSTER E UN TERZINO CREANO UNA DISCOTECA DELLO SPORT

jay z
Il 40/40 sono due club molto esclusivi. Uno è la classifica di chi in una stagione MLB (baseball usa) ha totalizzato almeno 40 fuori campo e 40  basi rubate, l’altro è una delle discoteche più in voga di New York.

Nel primo ci sono Alex Rodríguez e Alfonso Soriano, due che nel national passtime contano qualcosina. Nell’altro i Vip della grande mela, capitanati dal proprietario Jay Z. Il rapper inaugura il 40/40 nel 2003, e non può non costruirci un pezzo attorno. In Dirty Off Your Shoulder l’ex gangster di Brooklyn dice «Now you chillin’ with a boss, bitch of course SC on the sleeve, at the 40/40 club ESPN on the screen.» (ora puoi chiamarmi boss, con una sprinter cell nella manica e la ESPN nel 40/40). Certo, perché questo è un posto particolare. Una via di mezzo tra uno sports bar e un club. In pratica si beve, si balla e si guardano le partite. La formula ha così tanto successo che Jay Z decide di aprirne uno ad Atlantic City (nel 2005) uno a Las Vegas (nel 2007) e al Brooklyn Center, la casa dei Nets della Nba. Nel 2011 gli viene l’idea di esplorare il mercato europeo. La meta è solo una, Londra. Anche perché qui ha dei contatti. Perché non provare con la cantante Cheryl Cole, famosa in patria più che altro per il marito. Fino al 2012 infatti è la moglie di Ashley Cole, l’ex terzino di Arsenal e Chelsea. Jay Z chiede la disponibilità di Ashley per aprire un 40/40 all’ombra del Big Ben. Richiesta accolta con entusiasmo dal calciatore. Ci sono da trovare i partner commerciali. Si fa vivo Christopher Nathaniel, agente sportivo che, nel calcio inglese e non solo, ha un sacco di affari. Tra i suoi clienti Paul Ince, Rio Ferdinand e Robinho, ai tempi del City. L’investimento è di quelli pesanti. Qualche milione di sterline. Tutto sembra filare liscio tanto che la prima serata è da mille e una notte. Qualche mese dopo, nel giugno 2012 Nathaniel viene coinvolto in un fatto di cronaca. È accusato di aver ucciso Danny O’Shea una diciottenne londinese trovata con il collo spezzato dopo essere stata strangolata. Un’ accusa terribile, da cui sarà scagionato solo un anno dopo. Certo i personaggi che ruotano intorno al club non sono tutti trasparenti. D’altra parte uno dei proprietari è un ex boss delle gang della grande mela, e l’altro spesso è saltato alla cronaca dei tabloid britannici per quello che ha combinato fuori dal campo.
Articolo a cura di Fabio Simonelli

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