IAN HARKES, FIGLIO D’ARTE PRONTO A PRENDERSI LA MLS

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NOME E COGNOME: Ian Harkes

ANNO DI NASCITA: 1995

RUOLO: trequartista

NAZIONE: Stati Uniti/Inghilterra

PIEDE: destro

FISICO: 180 cm x 73 kg

Make America Great. L’Again non serve, perchè non c’è mai stato un vero precedente. Ecco cosa potremmo dire ai vari Christian Pulisic, Deandré Yedlin, Chris Durkin e Julian Green, passando per il centrocampista Cameron Carter-Vickers, il portiere Ethan Horvath ed il fantasista Ian Harkes. Potremmo dire così, finally, perché la Nazionale USA sembra finalmente in grado d’intendere e di volere. Ha un’identità di gioco tutta sua. Il soccer, perchè dalle loro parti lo chiamano così, sta sempre più assumendo una posizione importante tra le preferenze del pubblico americano. Anche i centri di sviluppo giovanile dei vari club che compongono la MLS (Major League Soccer) hanno subito una vera e propria rivoluzione, una sorta di europeizzazione in piena regola. A fornire nuovi potenziali campioni, come ben sapete, c’è sempre il sistema dei college, dove il fine primario è quello di plasmare la figura dello studente-atleta.

Il talento di cui parleremo oggi non è uno Yankee autentico, perchè è nato a Derby, negli UK. Ian Harkes è un figlio d’arte, di quelli che in patria vengono idolatrati, spesso in modo eccessivo e mai banale, più per il cognome che per il talento. Tuttavia non fatevi ingannare dalle mie parole e dalla cornice situazionale, perché questo ragazzo (seppur discontinuo) ha davvero un buon potenziale e margini di miglioramento più che discreti. Il padre John ha calcato i campi di Premier League, di Championship ed MLS. Ian ha firmato quest’anno con il DC United, squadra della capitale Washington nonché club più titolato a livello nazionale. La sua carriera calcistica giovanile è iniziata alla Gonzaga High School, attività ovviamente in addizione all’academy del DC, dove Ian è stato capitano sia nella selezione under-16 che in quella under-18. Nel 2011-2012 Harkes vince il premio di “Most Offensive Valuable Player” (2 volte consecutive), oltre ad essere convocato per l”High School All-American Game” ed essere elogiato dal Washington Post come uno dei possibili futuri crack del calcio statunitense.

Nel 2013 Harkes entra nel giro della NCAA Division I firmando con la Wake Forest University, con cui esordirà nell’Agosto dello stesso anno nella sconfitta subita dai suoi per mano della Coastal Carolina. Per le prime soddisfazioni comunque, basta pazientare una settimana, quando Harkes si mette in luce con due assist, peraltro decisivi, nel match contro L’Eagles Boston College. A fine stagione le statistiche parleranno di 21 presenze, 1 gol e 7 assist, compendiati intorno al riconoscimento di All-ACC Freshman Team.  Il suo secondo anno, quello da Sophomore, porta in dote 2 gol, 3 assist e la fascia da capitano dei Demon Deacons, mentre per concludere in bellezza la stagione universitaria arriva anche il prestigioso Hermann Trophy, un riconoscimento che abitualmente viene consegnato al miglior calciatore dell’anno nel circuito universitario. Le prestazioni non sono passate inosservate ai club di MLS, col DC United di Erick Thohir che è stato il più lesto ad accaparrarsi le prestazioni di Harkes. Una firma che, fino all’ultimo, non è stata poi così scontata: Harkes infatti, è stato chiamato per un per un periodo di prova dal Derby County, l’ex squadra di suo padre John, che tuttavia non ha voluto offrirgli un contratto. Anche il Fulham ha fatto un tentativo per portare il ragazzo all’ombra di Craven Cottage, ma l’offerta è stata declinata e Harkes è tornato negli USA. L’esordio ufficiale con la maglia del DC è arrivato nella pesantissima sconfitta (4-0) contro il New York City di Pirlo e Villa. Attualmente le presenze totali sono 2, ma sembrano destinate ad aumentare, e non di poco. La rivoluzione della nazionale US potrebbe passare anche dai piedi di Ian Harkes, un figlio d’arte che vuole stupire.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Ian Harkes è un trequartista capace di giocatore, in caso di necessità, come centrale di centrocampo. É perfetto per un 4-2-3-1, 4-3-2-1 o un 4-3-1-2. Il fisico brevilineo è una delle sue armi migliori, perchè gli permette di fuggire più velocemente dalla marcatura avversaria. É in possesso di un buon dribbling ed è un avversario assai ostico nell’uno contro uno. Ottima visione di gioco, bravura nel palleggio e nei calci piazzati rientrano tra le sue migliori armi. Sicuramente (come tanti altri talenti made in USA) tra le problematiche principali c’è il fattore della continuità. Molto spesso infatti, Harkes è stato rimproverato per il suo essere incostante, di sembrare svogliato. Ad ogni modo, dal punto di vista atletico e muscolare può ancora migliorare, nonostante le ottime basi. In conclusione, ci sono tutte le premesse per la crescita e lo sviluppo di un buon giocatore. Harkes può tranquillamente ripercorrere le orme del suo connazionale Michael Bradley, che dopo le esperienze italiane con Chievo e Roma, è tornato in MLS per vestire la maglia del Toronto.

Articolo a cura di Daniele Pagani

 

 

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