ROONEY E GLI STEREOPHONICS, QUANDO NON PUOI MAI VOLTARTI INDIETRO

Stereophonics

Wayne Rooney è sempre andato avanti. È andato avanti quando a diciotto anni era la star del Manchester United e aveva tutti i riflettori addosso. È andato avanti quando quegli stessi riflettori se li è presi Cristiano Ronaldo, mentre lui faceva il terzino in una finale di Champions (a Mosca,ndr). È andato avanti quando in un anno ha vissuto le due più importanti sconfitte sportive della sua vita, il 4-1 dalla Germania ai quarti di Sudafrica 2010 e il 3-1 in finale di Champions l’anno dopo.

A Wembley, nella “sua” Wembley. C’era già stato tante volte sotto il grande arco, ma non per giocarci. Sempre sul prato, per ascoltare gli Stereophonics. La band gallese ha scandito-parole sue- la vita dell’attaccante dello United. Presente a tutti i concerti sotto palco, le parole di Kelly Jones e soci sono un mantra per Wayne. A tal punto di portarle sempre con sé, tatuandosi sul braccio Just Enough Education to Perform, (“Basta l’educazione per funzionare”) il nome del terzo album del gruppo.

roonie-tattoo
Il tatuaggio di Wayne Rooney- photo by Daily Telegraph

Rooney è andato sempre avanti. E allora forse You gotta go there to come back è più adatto. “Sei arrivato troppo avanti per voltarti indietro” dicono gli Stereophonics. E Wayne applica alla lettera. Anche nell’ultimo periodo, quando addirittura le voci lo volevano lontano dall’ Old Trafford a fine stagione.

Il rapporto tra il calciatore e la band ormai è qualcosa di personale. «Lui e i suoi amici sanno i testi delle canzoni meglio di me» ha affermato Kelly Jones. I gallesi hanno suonato per molte feste private di Rooney, compreso il suo matrimonio, celebrato in Italia. E in quell’occasione hanno provato a chiedere a Wayne di giocare per il Galles invece che per l’Inghilterra. « Ti darebbe comunque più soddisfazioni» gli hanno detto. Roooney ha gentilmente declinato l’invito. Così come aveva fatto per la richiesta ben più seria della federazione scozzese, che aveva provato a contattarlo per via della nazionalità della madre. Wayne ha scelto l’Inghilterra, e anche dopo la pioggia di critiche caduta in questi anni sulla nazionale, è andato avanti. Nel segno degli Stereophonics. Perché è l’unica cosa che sa fare.

Articolo a cura di Fabio Simonelli

 

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