BARCELLONA-REAL MADRID: EL CLASICO, MES QUE UN PARTIDO

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Da un lato Barcellona e dall’altro Madrid. Due città profondamente divise da avvenimenti storici e ideali politici. E aggiungendo a questi elementi due dei più grandi club del mondo non può che crearsi il contesto decisamente perfetto per una sfida che ogni anno è attesa in tutto il mondo: El Clàsico, è blancos contro blaugrana, è Castiglia contro Catalogna, è Real Madrid contro Barcellona!

La rivalità e la distanza di ideali tra le due regioni della Spagna ha radici molto lontane, dobbiamo infatti tornare ai tempi  in cui si instaurò il Regime di Francisco Franco.

Sin da subito le Merengues, vennero etichettate dal generale spagnolo come simbolo della Spagna all’estero grazie alle vittorie in campo europeo. Divenne quindi la squadra di Franco, del potere. Franco era nazionalista e anticomunista, con una concezione rigida e conservatrice della religione.

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Di ideali completamente opposti i catalani, erano l’anima repubblicana e comunista del paese con ambizioni di autonomia sentendosi per troppe volte e per troppo tempo lontani dagli ideali spagnoli e oppressi dal regime.

Ecco delinearsi uno dei principali nemici interni per Francisco Franco. Conclusa la Guerra Civile, con la vittoria del generale, il regime indagò il club catalano accusandolo di essere un elemento pericoloso ed ostile al. E proprio durante la Guerra il Presidente del Barca Josep Sunyol Garriga fu fucilato ad un posto di blocco dai falangisti di Franco.

Da questi episodi iniziò a crescere la rivalità tra le due squadre che si fanno portatrici di ideali completamente diversi, di due culture e di due modi di essere e di vivere.

La scintilla che accese definitivamente il fuoco tra Barcellona e Real Madrid trasformandolo in “El Clàsico” fu raccontato dal secondo portiere del Barcellona Fernando Argila. Siamo nel 1943, c’è la guerra e la dittatura. Quell’anno le due squadre si ritrovarono in finale di Coppa del Rey, anzi al tempo Copa del Generalismo (ovviamente in onore di Franco). La finale di andata si disputò a Barcellona e i padroni di casa riuscirono a trionfare per 3-0, e nonostante il Real fosse un avversario temibilissimo il ritorno non sembrava esser così insidioso dato il largo vantaggio. Ma le difficoltà per i blaugrana non furono sul rettangolo di gioco. A Madrid i giocatori del Barca ricevettero un “messaggio” poco prima di scendere in campo. In sostanza esso ricordava che si giocava solo per la generosità del regime, che per anni ha perdonato il patriottismo catalano. Minaccia molto delicata che fu recepita perfettamente tanto che la partita si concluse 11 a 1 in favore delle Merengues.

Questo episodio sancì definitivamente la nascita di El Clàsico!

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Altro episodio che inasprì la rivalità tra i blaugrana e i blancos fu relativo all’acquisto da parte del Real di Alfredo Di Stefano, la saeta rubia! Il campione argentino fu acquistato da entrambe le squadre, il Barcellona lo acquistò dai Millionarios mentre il Real dal River Plate. Al tempo Di Stefano decise di andare a giocare in Colombia, la quale decise di uscire dalla FIFA e quindi dalle sue leggi e si accasò ai Millionarios, squadra che gli garantì uno stipendio molto elevato. Entrambe le squadre spagnole iniziarono le trattative, il Barca con i Millionarios e il Real con il River, concludendo entrambe la trattativa di acquisto. A questo punto i due club si accorsero del problema e si accordarono, grazie all’intervento della FIFA, in maniera tale che la saeta rubia giocasse una stagione a Barcellona e la successiva a Madrid. Questo accordo non venne rispettato perché il Barcellona decise di privarsi del suo diritto, ma anche grazie all’intervento del Generale Moscardo che orientò il trasferimento verso Madrid, eludendo leggi e l’operato dei dirigenti.

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La diversità dei due club si manifesta non solo negli ideali ma anche nella filosofia calcistica. Il Barcellona, sin dal 1968 quando fu deciso il motto “Mes que un club” (più di un club) decise di concentrarsi molto sul salvaguardare l’identità catalana investendo sulla cantera cercando di trasmettere gli ideali blaugrana ai ragazzi sin dalla tenera età. Il tutto accompagnato da ingenti spese, che vanno dalle strutture sino ad arrivare al mercato per acquistare calciatori di altissimo livello.

Il Real Madrid si è da sempre contraddistinto per investimenti galattici nel mercato acquistando campioni da ogni campionato per continuare a vincere e ad essere il simbolo del paese all’estero. Anche se lo stesso vivaio del Real ha sempre prodotto calciatori di alto livello. Negli Anni Ottanta celebre era la quinta del Buitre: Butragueno, Michel, Sanchis, Martin Vazquez e Gento, cinque giocatori del vivaio che contribuirono a fare grande il Real.

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Numerosissimi sono stati i campioni ad aver giocato El Clàsico. La singolare classifica relativa ai pichichi di questo match vede in testa Messi con 21 gol, al secondo posto Alfredo Di Stefano con 18 gol e al terzo posto C.Ronaldo con 16 marcature. Questa sfida sin dalle origini ha sempre schierato in campo i migliori giocatori del pianeta da Emilio Butrageuno, Johan Cruyff e Hierro fino a Xavi, Iniesta, Sergio Ramos e Puyol.

Una storia tutta particolare riguarda Ronaldinho. E’ il 19 novembre 2005 e quel Clàsico venne vinto per 0-3 dal Barca al Bernabeu. E’ proprio nel momento in cui il talento di Porto Alegre venne sostituito che tutto lo stadio si alzò e accompagnò l’uscita del dieci blaugrana con una vera e propria standing ovation, autore di una prestazione incredibile firmata con una doppietta. Episodio mai successo nella storia del Clàsico, nonostante le grandissima rivalità i tifosi blancos si sentirono in dovere di celebrare in questo modo uno dei più grandi campioni del calcio mondiale.

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Nel corso degli anni El Clàsico si è disputato ben 264 volte con 109 vittorie dei catalani e 98 delle Merengues.

Ovviamente, il teatro migliore per accogliere questa sfida è la Champions League. Il primo match fu nella stagione 1959/60 quando il Real eliminò in semifinale i rivali con un doppio 3-1. Il duello si rinnovò nel 2001/2002, in palio c’era l’accesso alla finale di Hampden Park in Glasgow. Al Camp Nou si impose il Real Madrid, grazie alle reti di Zidane e McManaman, mentre al Bernabeu il risultato fu di 1-1 e il Real si qualificò alla finale che poi vinse. La sfida fu seguita in tutto il mondo da circa 500.000 spettatori!

Il doppio confronto si ripresentò nella Champions League del 2011 offrendo ancora una volta uno spettacolo degno di questo scenario e di questo match. A conquistare l’acceso alla finale fu il Barcellona, vittorioso già nella gara di andata al Bernabeu per 2-0, con rete di Pedro e gol stupendo di Messi. Doppia sfida caldissima soprattutto perché a guidare dalla panchina i blancos c’era Josè Mourinho che alimentò la tensione con le classiche dichiarazione polemiche in stile special one.

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Come ogni anno El Clàsico è un evento che incolla davanti al televisore tutti gli appassionati di questo sport, quindi dopo aver letto le radici storiche di questo match, non possiamo fare altro che goderci questo spettacolo un po più consapevoli di cosa voglia dire questa sfida per entrambe le squadre !

                                              Articolo a cura di Federico Bottara

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