IL TEATRO DELL’ASSURDO

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Vincenzo Montella durante Milan-Empoli – Photo by A.C. Milan official website

Dal paradiso all’inferno, biglietto di sola andata. Tutta la situazione in Casa Milan assume contorni grotteschi, soprattutto se si pensa al fatto che è accaduto tutto così in fretta, nell’arco di una sola settimana. Del resto però, parliamo del Diavolo. Sembra davvero lontanissimo sabato scorso. Anni luce. L’arrivo di Yonghong Li, l’inizio di un nuovo ciclo e la zampata finale dell’antieroe calcistico per eccellenza: Christian Zapata, da Padilla con furore.

Ieri invece una brusca frenata, non tanto ai progetti futuri del club, quanto al benessere attuale della squadra rossonera, che sembrava procedere spedita verso la qualificazione alla prossima edizione dell’Europa League. Un 1-2 casalingo contro una squadra che può davvero essere definita pessima, sia sotto il profilo del gioco che dei risultati. L’Empoli è una squadra in lotta per non retrocedere, che rischia eccome di scendere in serie cadetta. Detto onestamente (e con un pizzico di cattiveria), al momento gli azzurri sono salvi solo perchè le squadre dietro (Crotone, Palermo, Pescara) sono riuscite nell’assurda impresa di fare peggio della società toscana. Vedo una squadra senza anima, senza idee e trame di gioco concrete. Ogni tanto qualche apprezzabile lampo, ma qui si parla di singoli: qualche galoppata di Dimarco, qualche bel gioco di prestigio di El Kaddouri ed infine, le parate di Skorupski, che nel corso di questa stagione, qualche errore a parte, sta davvero dimostrando di poter essere un portiere affidabile (andrà al Torino?).

Come si può perdere contro una squadra del genere? mi chiedo. Innanzitutto (per carità), faccio una premessa: perdere una partita capita a chiunque. Non ne facciano un dramma i tifosi milanisti. In questo caso no, però. Non è una giustifica accettabile, bisogna criticare per onestà intellettuale. Una squadra che punta all’Europa non può permettersi di perdere punti contro l’Empoli, nonostante le lacune. E mettiamo da parte i discorsi dei classici tifosi da bar, del tipo: “Montella perde apposta perchè quando si giocheranno i preliminari di Europa League, la squadra dovrebbe essere in tournée in Cina. Con la presidenza cinese ti pare che la saltano?”. Non entro neanche nel merito di questa teoria che azzarderei definire stupida. La prossima giornata i rossoneri saranno ospiti di un Crotone affamato di punti salvezza, perchè i pitagorici ci credono ancora, e lo hanno dimsotrato sfoderando grandi prestazioni, di cuore e umiltà. Poi ci sarà la Roma e lo scontro diretto con la soprendente Atalanta di Giampiero Gasperini. Il Milan può ancora sperare, deve crederci fino in fondo. Il progetto vero e proprio può partire solo grazie alla convinzione nei propri mezzi.

CASO DE SCIGLIO:

Il ragazzo è stato pesantemente preso di mira dagli spettatori presenti a San Siro con toni davvero poco pacati, che rasentano l’animalesco. Prima la fascia di capitano, contestata dai supporters rossoneri, poi la pioggia di fischi al momento della sostituzione. Il contratto di De Sciglio scade nel Giugno del 2018, e ora più che mai sembra che non ci siano chance di rinnovo. Una frattura pressochè insanabile, con Mirabelli impegnato in un arduo lavoro di mediazione. La Juventus è lì, alla finestra, pronta ad approfittare della situazione contrattuale del ragazzo. La contestazione dei tifosi è poi sfociata in atti di violenza gratuita: all’uscita dei parcheggi di San Siro, la macchina del terzino rossonero è stata accerchiata da alcuni esseri (perchè non meritano di essere chiamati né tifosi, né uomini), uno in particolare, descritto come visibilmente alticcio. Quest’individuo ha “invitato” il giocatore ad andarsene alla Juventus, per poi avvicinarsi minacciosamente al finestrino della sua Audi aziendale. É stato il padre del giocatore ad intervenire per placare il contestatore. La situazione è degenerata quando dall’auto è scesa la madre, la quale è stata spintonata via dal “tifoso”, che per “concludere in bellezza” ha lanciato una bottiglia di birra contro l’auto della famiglia. Il giocatore del Milan ha tentato di confrontarsi con l’aggressore ma è stato tempestivamente bloccato, seppur a fatica, dai presenti. La polizia ha poi scortato la famiglia nei garage di San Siro, in attesa che le acque si calmassero.

E dico io: come può essere questa la normalità? Certe cose non dovrebbero mai accadere. Così non contribuite minimamente a fare il bene della vostra squadra del cuore, con certi comportamenti incivili “inquinate” la dignità di questo sport. E non parlo solamente con i tifosi del Milan, è un appello rivolto a tutti. Il calcio non è prepotenza, è condividere una passione. Siate d’esempio nel condividerla, all’insegna della civiltà.

Articolo a cura di Daniele Pagani

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