“I MASCHI” DEGLI STADI: QUANDO LA NANNINI DIVENTA UN TORMENTONE

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photo by musicroom.it

I maschi di cui Gianna Nannini cantava trent’anni fa, quelli dietro ai juke box,  non sono tipi da stadio.

Eppure il brano della cantante ultimamente sta spopolando nelle curve di tutta Italia. Per il ritmo crescente e incalzante, per la lirica che prevale sull’ armonia, per la dimensione corale. Ma anche perché racconta di un amore passionale, quasi viscerale. Per tutte queste ragioni molte tifoserie, sulla base de I Maschi, hanno composto alcuni dei loro cori più belli.

Il brano non sarebbe neanche di primo pelo. Quest’anno entra ufficialmente negli enta. Inciso in vinile per la Polydor record nel 1987, viene inserito nella raccolta Maschi e altri. Raggiunge subito la numero tre in Italia e la numero due in Francia, ma è con Europa, il primo Greatest Hits di Gianna, che il pezzo vende. E tantissimo, un milione di copie. Da allora è un totem della musica italiana, amato da giovani e meno giovani, come la sua autrice.

Fa strano che siano stati i tifosi del Pisa che per primi hanno “rubato” la canzone di una senese. Eppure è andata proprio così. Per quelli innamorati come noi è diventato un inno all’Arena Garibaldi, un’impennata di orgoglio nerazzurro dopo la maxi squalifica che ha coinvolto mezza curva. Poi Civitanova, in una versione molto simile. Ma anche in Sicilia, a Siracusa, la canzone ha fatto breccia. La versione più bella, perché ricorda due virtù fondamentali del tifo: stile e amore.

La Spal ne ha fatto un tormentone. Una hit che sta trascinando squadra e città a una storica promozione in serie A. E proprio di serie A si canta in Curva Ovest, ricordando i tempi bui della D e del fallimento. Ora prima lettera è definitivamente sdoganata, manca davvero pochissimo. Per coronare un sogno lungo quarantanove anni, domenica serve una vittoria contro la Pro Vercelli e un pareggio del Verona sul difficile campo dell’ Entella. Se non questo fine settimana, la promozione sicuramente arriverà. Con tanti ringraziamenti agli uomini, o meglio, a I Maschi, che hanno compiuto l’impresa.

 

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