QUESTIONE DI CLAPPING. LE ORIGINI DEL BATTIMANI CHE HA FATTO SOGNARE TUTTA L’ISLANDA

gayser dance islanda
L’Islanda festeggia con  suoi tifosi- Lineadiretta24.com

L’idea del clapping, ovvero di creare ritmo solo con le mani, in curva c’è sempre stata. Declinata in diverse accezioni, più o meno veloci e scandite. Ma a farne un fenomeno virale è stata la recente cavalcata dell’Islanda agli europei francesi dell’anno scorso.

Tutto parte dall’Huh, la lingua degli antichi vichinghi, che ha unito un intero popolo. In occasione del quarto di finale contro la Francia, il 98% degli islandesi stava guardando la partita. E il clapping, ribattezzato Geyser Dance, è stato l’anello di congiunzione tra la squadra e la gente. Abbiamo visto la scena un sacco di volte. I giocatori della nazionale a fine gara sotto lo spicchio dei loro tifosi. Mani in alto e si va a ritmo, sempre più veloce, sempre più forte, sempre più su. Come i geyser.

La Francia lo ha usato nella notte di Marsiglia, dopo la vittoria in semifinale contro la Germania. Sembrava un lascito, o meglio un omaggio, all’Huh degli uomini del ghiaccio. E invece no. Il clapping nel nord della Francia è diffuso da molto tempo. A Lens lo fanno da sempre e due estati fa, durante un’amichevole, il capo ultras locale è sceso i campo per guidare la curva. Da lì si è diffuso anche nel sud del paese, subito adottato dai tifosi del Nizza.

Rivendicazioni arrivano però anche dalla Grecia. I primi a usarlo sarebbero stati quelli del Gate4 del Paok Salonicco. Per coinvolgere il resto dello stadio, avrebbero inventato il clapping. Versione contestata dagli altri bianconeri al di là del Bosforo, quelli del Besiktas. L’avrebbero pensato loro, con la variante cantata.

Con l’aggiunta della voce il mistero si amplia. Gli scozzesi del Motherwell usano il battimani da anni, intonando alla fine “Since I was Young” al posto dell’Huh. In una partita di Europa League contro il Fir Park, club islandese, l’incontro decisivo tra l’Huh dei vichinghi e il clapping.

In Italia ormai si vedono mani alzate a tempo da anni. Impressionanti sono quelle delle due curve del Napoli. Al San Paolo, sedicimila persone da una parte e dall’altra che applaudono tutte insieme creano un effetto unico. Ma molto bello è anche quello dei tifosi dell’Inter e della Lazio. Insomma, diverse interpretazioni, un risultato simile. Un grande effetto scenografico.

Articolo a cura di Fabio Simonelli

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