EDOARDO SOLERI, IL GIRAMONDO COL KILLER INSTINCT

Edoardo Soleri, AS Roma – Photo by Giacomo Maurizi (instagram: https://www.instagram.com/giacomo.maurizi.graphics/)

NOME E COGNOME: Edoardo Soleri

ANNO DI NASCITA: 1997

RUOLO: punta centrale, all’occorrenza ala sinistra/destra

NAZIONE: Italia

PIEDE: destro

FISICO: 195 cm x 75 kg

Un ariete d’area di rigore col fútbol nelle vene, ecco come potremmo riassumere in breve le principali caratteristiche di Edoardo Soleri, puntero della Roma Primavera di mister Alberto De Rossi. Un’infanzia vissuta girovagando il mondo, inseguendo un sogno che assume le sembianze di un pallone di cuoio. Un ragazzo di buona famiglia, umile, cresciuto con sani principi e dedito al sacrificio. Edoardo è nato a Roma il 19 Ottobre del 1997, ma ad appena 3 mesi si trasferisce con la famiglia in Sudamerica, più precisamente a Buenos Aires, dove il padre, uno stimato manager, viene inviato per conto della Telecom. É proprio lì, tra le strade del barrio Palermo, il più grande della capitale nonché casa della borghesia, che Edoardo inizia ad inseguire i suoi sogni futbolistici.

I genitori lo iscrivono ad una scuola calcio del quartiere, ma ben presto (a 4 anni) arriva il momento di rifar le valigie e rispolverare i passaporti: il padre ottiene un nuovo incarico a San Paolo, Brasile, e ovviamente la famiglia lo segue anche nella terra dell’ordine e del progresso. Soleri giocherà per alcune stagioni nel CF Jockey Club, una piccola società amatoriale con sede nel cuore di San Paolo, dove naturalmente inizierà a comprendere e assorbire il mantra del futebol verdeoro, creando le fondamenta del suo repertorio tecnico. Insegnamenti che ancora oggi fanno la differenza quando scende in campo, dove unisce l’imponente fisico da classico terminale offensivo a ottime capacità palla al piede. Un insieme di qualità che lo rendono un pericolo di non poco conto per qualsiasi tipologia di avversario.

Nel 2005 la famiglia Soleri torna in Italia, complice l’ennesima offerta di lavoro ricevuta dal padre, che inizia a lavorare per conto della FIAT in quel di Torino. Edoardo e la madre si stabiliscono a Roma, dove il ragazzo riinizia a inseguire il pallone (e il suo sogno) con l’USD Tor di Quinto, che qualche anno dopo cambierà denominazione in SSD Futbol Club. I campionati regionali sono il primo trampolino di lancio di Edoardo, che abbinando perfettamente le sue qualità tecniche e atletiche, riesce sovente a dimostrare di poter fare la differenza tra i propri coetanei. Parte da trequartista, per poi essere avanzato al ruolo di vero e proprio terminale offensivo. Un apporto fondamentale nel processo di maturazione calcistica del ragazzo è stato dato da Marco Mei, suo primo allenatore, e Roberto Baronio, che in Serie A ci ha giocato per tanti anni. L’uomo che l’ha portato alla Roma invece è un certo Bruno Conti (consigliato da un altro certo, Angelo Di Livio).

Soleri entra nel giro degli Allievi Nazionali giallorossi, sotto la guida tecnica di Roberto Muzzi, alias 148 gol in carriera. Questo incontro professionale gli cambierà la vita per sempre, cambierà il suo destino. Il ragazzo infatti parte da centrocampista centrale ma viene impiegato col contagocce dal suo allenatore. Una situazione che sicuramente non ha mai reso felice nessun aspirante calciatore. Potrebbe abbattersi, direte voi. No, non Edoardo Soleri. Uno che negli spensierati anni fanciulleschi, dopo uno scontro di gioco, si è fatto cucire la testa per tornare in campo il giorno successivo. Muzzi ci lavora, come se stesse raffinando un diamante grezzo, sui campi di Trigoria. Poi la provocazione: “Devi giocare da punta, a centrocampo non farai mai strada“. E nonostante lo scetticismo iniziale, i risultati iniziano a vedersi fin da subito. Edoardo indossa i panni del puntero e – la sapete una cosa? – quel ruolo gli calza a pennello, gli riesce dannatamente bene.

La prima conferma del suo enorme potenziale nelle vesti d’attaccante arriva la stagione successiva, nella quale Soleri segna 10 gol (8 in campionato e 2 nella Viareggio Cup) in 28 partite. Le statistiche sono migliorate di anno in anno, di campionato in campionato. La scorsa stagione – tra Girone C della regular season, Youth League e UEFA Champions League (sì, avete letto bene) – il ragazzo ha messo insieme qualcosa come 30 presenze, 14 gol e 3 assist, che testimoniano ulteriormente le sue ottime doti nel dialogo coi compagni. Risultato? Roma Primavera campione d’Italia.

Quest’anno sarebbe stato difficile fare di meglio. SAREBBE. Sarebbe perchè… 33 gol in 35 partite tra tutte le manifestazioni. Tutto questo è Edoardo Soleri: tanta voglia di stupire, pur mantenendo la testa ben salda sulle spalle. Una voglia di emergere che può davvero far la differenza nella sua vita calcistica, che può renderlo grande. Ovviamente (e molto presto) è arrivata anche la maglia delle selezioni giovanili italiane. Con la maglia dell’under-19, attualmente sono arrivate 5 presenze ed 1 rete. La Juve e l’Inter gli hanno poggiato gli occhi addosso, ma la Roma è decisa a blindare il suo gioiello. Più probabile un prestito annuale, con le neopromosse S.P.A.L ed Hellas Verona pronte a contenderselo insieme a Foggia, Atalanta, Bologna, Avellino, Carpi e Cesena.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

<< Il mio modello è Luca Toni. Mi rivedo un po’ nelle sue caratteristiche ma soprattutto è stato uno dei protagonisti della vittoria del Mondiale 2006. Da quel momento ho iniziato ad ammirarlo. Il calciatore più forte di sempre per me è senza dubbio Lionel Messi. Fa sempre la differenza, basta vedere i suoi numeri, i suoi trofei e l’impatto che riesce ad avere in ogni partita >>

Edoardo Soleri

Alzi la mano chi non ha fatto questo collegamento. Edoardo Soleri è una punta centrale dalle incredibili qualità fisiche e atletiche che può ugualmente giocare, all’occorrenza, sia da ala destra che da ala sinistra. Nella formulazione tattica di mister Alberto De Rossi, guardando qualche partita della Roma Primavera, si denota l’incredibile capacità del ragazzo nel non fornire punti di riferimento ai difensori avversari, alternandosi spesso con Tumminello e Antonucci per quel che riguarda la posizione in campo. Tuttavia riesce adattare ai classici compiti da terminale offensivo, come il gioco aereo e di sponda per gli inserimenti senza palla dei propri compagni. Negli ultimi metri si arma d’una freddezza glaciale, azzarderei dire spietata: sbaglia davvero poco quando si ritrova a tu per tu col portiere avversario. Inoltre ha la dote innata, tipica della punta, di farsi trovare sempre al posto giusto, al momento giusto. Ovviamente non ha lacune nemmeno nella fase di protezione del pallone, quando si ritrova spalle alla porta. Oltre a Luca Toni, un termine di paragone lecito può esser fatto, sempre restando in “Casa Roma” con Edin Dzeko, ma anche con altri attaccanti del calibro di Cristiano Lucarelli. Sotto ogni punto di vista, Soleri può davvero diventare uno dei migliori attaccanti del panorama calcistico italiano. Il tempo è dalla sua, le statistiche attualmente parlano chiaro. Tempo al tempo, e chissà che il nuovo corso giallorosso di Eusebio Di Francesco non possa essere il suo trampolino di calcio, verso il calcio dei grandi

Articolo a cura di Daniele Pagani

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