INTER E MILAN: È QUESTIONE DI PRIORITÀ, E NON DI PORTAFOGLIO

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Photo by http://www.bauscia.it

Parto da una premessa: non era mia intenzione scrivere questo editoriale. Faccio un’altra premessa: sono ancora parecchio ubriaco da ieri sera. Maledetta tequila, quanto ti amo. Sì, probabilmente sono anche bipolare, lunatico e vivo il 90% delle mie giornate sotto uno stress che azzarderei definire patologico. E ho anche dei difetti. Stiamo arrivando a grandi passi al periodo dell’anno che uno studente universitario e aspirante giornalista sportivo odia di più: sessione d’esame e inizio del calciomercato.

In molti mi hanno domandato perchè non stia più parlando di mercato sul sito. Cerco di rispondere in breve, perchè la faccenda di cui parlerò oggi richiede almeno 10/15 minuti del vostro tempo. Perchè perdere tempo a scrivere 8, 9, 10, 20 news al giorno quando poi, non essendo un giornalista di professione, non verrò mai preso in considerazione dai lettori? (O almeno, sarà così fino a quando non mi sarò costruito una posizione) Non c’è storia e lo sappiamo bene, tutti: l’immagine e la rilevanza del personaggio contano molto di più rispetto al talento e all’onestà intellettuale. Io mi sono sempre impegnato a riportare i principali scoop nell’ultimo anno e mezzo per tenervi aggiornati nel modo più completo possibile, e ho sempre cercato di riportarle la realtà, l’unica e sola. É più forte di me, quei siti che campano solo per i click con titoli tipo “+++ ECCO IL GRANDE COLPO DELL’INTER +++” (Poi scopri che parlano di Padelli) non li sopporto. Anzi, nell’ultimo anno ho rifiutato 6/7 proposte da simili attività. Ho detto no, perchè credo nel mio lavoro e nei progressi dei miei ragazzi, che s’impegnano tutti i giorni per creare qualcosa di piacevole insieme a me. Il fine del giornalismo è informare e soprattutto creare opinioni e dialogo civile, non tentar di condizionare con la menzogna.

Tranquilli però, riprenderemo da quest’estate con dei video di 4/5 minuti, e se vorrete, troveremo tempo anche per delle dirette Facebook/Instagram per commentare insieme le principali trattative. E ora che ho fatto un po’ di sana pubblicità alla pagina Facebook, cominciamo.

Il mercato s’è già infiammato: per alcuni tifosi in positivo, e per altri in negativo. É il caso di Milan e Inter, con la prima attivissima (4 colpi ufficiali e 2 vicini) e la seconda in una fase d’immobilismo. Serve un’altra premessa: il buon mercato del Milan non ha rapporti di causa-effetto con quello interista, tanto per precisare. Appunto, come si può dedurre dal titolo, è questione di necessità, di bisogno, e non di portafoglio (come credono tanti tifosi). L’Inter, tempo fa, firmò un settlement agreement con la UEFA che prevedeva il raggiungimento del pareggio di bilancio entro Giugno del 2017. Suning ha raggiunto l’obiettivo con un grande lavoro di internazionalizzazione ed espansione del brand Inter in Cina e nel mondo. Da qui parte il primo punto:

  • In base al settlement agreement pattuito con la UEFA, l’FC Internazionale si impegna a raggiungere gli obiettivi prefissati, a partire dalla parità di bilancio, entro il 31 Giugno 2017.

Cosa significa? L’Inter ha ormai sistemato i conti e una volta scaduto il contratto firmato con la UEFA potrà finalmente iniziare ad operare concretamente sul mercato. Ormai si tratta di una condizione meramente formale, risolta e in attesa di ufficializzazione. Una domanda ai tifosi nerazzurri: davvero spendereste, domani stesso, 40 milioni di euro per Antonio Rüdiger col rischio d’incappare in altre sanzioni alla fine del mese? Sarebbe un po’ come staccarsi una gamba e tirarsi un calcio in culo da soli. La risposta è no, almeno per chi ha abbastanza criterio per concepire un ragionamento concreto. Non è Ausilio, non è Sabatini, non è Spalletti, non è Zhang e tantomeno è Zanetti. Bisogna aspettare il 1° Luglio, e questo è quanto. Suning  è una solidissima realtà, decisa ad investire. E Zhang Jindong non sembra proprio il tipo a cui piace perdere.

  • Il Milan invece, deve costruire un’ossatura solida per la squadra da consegnare a Vincenzo Montella, perchè tra poco più di un mese dovrà già iniziare a pensare ai preliminari di Europa League.

Come detto prima, dunque, si tratta di una necessità impellente. A Milanello sono già sbarcati Mateo Musacchio, Ricardo Rodriguez, Franck Kessié e per ultimo (ma non ultimo) il bomber lusitano André Silva. Dei buoni investimenti, ma che dovranno dimostrare il loro reale valore in un calcio non facile. Spero per i rossoneri che valgano i soldi spesi. Tuttavia, il buon mercato non cancella gli interrogativi e le ombre riguardanti la nuova proprietà del Diavolo. Ad Aprile Marcello Lippi sentenziò: “nessuno sa chi siano i nuovi proprietari del Milan”, frase non riferita tanto ai nomi, quanto alle attività aziendali da essi gestite. Yonghong Li avrebbe un patrimonio pari a 600 milioni di euro e 13 società a lui intestate. Tuttavia il gioverno cinese non ha approvato la trattativa che ha portato il Milan nelle mani dell’imprenditore. Perchè? vi chiederete. Negli anni 90′ la società della famiglia Li pare aver truffato 18mila/20mila risparmiatori cinesi per cifre superiori ai 100 milioni, inoltre pare che i due fratelli del nuovo patron rossonero siano latitanti dal 2004.

Un’altra preoccupante ombra sul closing rossonero è stata animata dal prestito ottenuto dalla Elliott Advisors (pari a 300+ milioni), branchia europea della Elliott Management, un gruppo con base a New York nelle mani dell’imprenditore Paul Singer, coadiuvato dal figlio Gordon, per concludere l’infinita trattativa con Silvio Berlusconi. Qui un estratto de “L’Espresso” per fare chiarezza su chi siano queste figure:

È noto che Elliott, definito dal Financial Times «aggressive activist hedge fund», ha giocato un ruolo chiave nella crisi finanziaria argentina obbligando il governo sudamericano in default a versare oltre il 100 per cento della cifra che il fondo aveva investito nelle obbligazioni andate in default con un incasso di 2 miliardi di dollari.

Per far chiarezza sulla situazione è intervenuto anche il nostro amico Nicholas Gineprini di http://www.blogcalciocina.altervista.org, che ci ha spiegato il rapporto che si è venuto a creare tra Yonghong Li e il fondo Elliott:

In molti vedono in questo closing e in Yonghong Li l’ancora di salvezza per il Milan, ma la nuova proprietà concluderà il disegno iniziato dalla scorsa dirigenza, ovvero quello del declino. Non sosteniamo questo per il semplice fatto che di Yonghong Li sappiamo ben poco, e per il fatto che sia una figura ancora molto opaca dati i suoi trascorsi giudiziari non molto felici –come la multa che la borsa di Shanghai gli ha inflitto per non aver dichiarato la compravendita di azioni-, che non giocano assolutamente a suo favore. Il fatto che questo closing andrà ad affossare il Milan è dato dalle condizioni economiche con le quali è stata chiusa l’operazione e l’assoluta mancanza di margini di crescita per il brand in tempi rapidi.

Il fondo Elliott è la falce pronta a scendere sulla testa di Yonghong Li, il fondo statunitensi per il completamento dell’operazione ha messo a disposizione 300 milioni di euro, con un tasso d’interesse dell’11,8%, quindi sono 340 milioni di euro che il Milan dovrà restituire per non finire nelle mani del fondo Elliott entro 18 mesi. Yonghong Li, che fino ad ora ha versato nelle casse di Fininvest ben 250 milioni di euro di tasca propria, sta giocando una partita ad altissimo rischio che con ogni probabilità lo vedrà perdente.

Come restituirà il prestito Li?

Il problema fondamentale è quello: come può Yonghong li restituire 340 milioni di euro ad Elliot in 18 mesi? Partiamo da una situazione economica nella quale il Milan ha un fatturato irrisorio comparato alle big del calcio europeo, di appena 214 milioni di euro (16mo club a livello globale), con tre esercizi consecutivi in perdita per 90 milioni di euro i primi due anni e 75 milioni nell’ultimo esercizio. Dunque parliamo di una società che deve essere rivalutata completamente per restituire 340 milioni di euro oltre a dover rafforzare la squadra sul mercato. Sarà necessario fare una fortissima scommessa e puntare agli introiti della Champions League già dalla prossima stagione e tornare a combattere per il titolo. Tutto questo per poter quotare il Milan nella borsa di Hong Kong entro il 2018, in un’operazione non semplice, dato che la borsa dell’ex colonia britannica per la quotazione richiede un bilancio in attivo per tre anni consecutivi, mentre per quelle società che presentano un fatturato pari o superiore ai 500 milioni di euro, basta un solo anno in attivo. Ma come può il Milan più che raddoppiare il proprio fatturato in una sola stagione, senza partecipare alla Champions League e senza un deficit in bilancio? La missione sembra quasi impossibile, per questo si sta pensando anche alla quotazione in borsa a Wall Street, dove i parametri sono meno stringenti.

Quanto durerà Yonghong Li?

Il broker cinese si è presentato con le solite frasi di rito: Riportare il Milan ai vertici mondiali, ma nell’improbabile caso in cui questo dovesse accadere non sarà Yonghong Li a compiere questa gesta. L’operato della nuova società sarà tenuto sotto stretta sorveglianza da Elliott che ogni due mesi verrà relazionato sull’andamento dei conti e del piano industriale. In caso di andamento negativo, il fondo statunitense potrà intervenire ed inoltre vige il divieto assoluto di svendere beni del Milan per aumentare la patrimonializzazione della società che controlla i rossoneri. E’ dunque chiaro che in questo disperato contesto, fra 18 mesi il Milan passerà in mano ad Elliott che lo potrà rivendere.

Tanti dubbi. Tanti nodi che andranno risolti nel prossimo futuro. Da una parte un club che sta investendo molto, ma dovrà ben preservarsi sotto il profilo societario, dall’altra una solida realtà, che a breve partirà con il mercato, che si è posta obiettivi importanti e, fin troppo spesso, è stata sottovalutata e criticata aspramente. I giudizi, come al solito, a Settembre. Poi magari ci risentiamo il prossimo Maggio, è in quel mese che viene assegnato lo scudetto.

Articolo a cura di Daniele Pagani

Ringraziamo, come al solito, Nicholas Gineprini per gli impeccabili interventi, sempre esaurienti e precisi. Potete seguire Blog Calcio Cina qui:

Sito web: http://www.blogcalciocina.altervista.org

Pagina Facebook: (https://www.facebook.com/blogcalciocina/)

 

 

 

 

 

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