BRASILE CONTRO ARGENTINA, LA SFIDA TRA LE DUE FILOSOFIE

Stampa
Immagine a cura di Galufo Vector Art https://www.instagram.com/galufo_vector_art/?hl=it – https://www.facebook.com/Galufo/?fref=mentions )

“I Brasiliani amano odiare argentini e gli argentini odiano amare brasiliani.”

Pablo Alabarces

Per tutto il nostro percorso tra le rivalità storiche del mondo calcistico abbiamo sempre parlato di sfide tra squadre di club, mentre quest’oggi il nostro viaggio ci porta a trattare di nazionali, ed in particolare della rivalità che si può definire la massima espressione e manifestazione del futbol sudamericano, che nel corso degli anni ha annoverato tra i protagonisti i più grandi calciatori di sempre: da Pelé a Maradona, passando per Ronaldinho e Riquelme, fino a Messi e Neymar, stiamo parlando di Argentina-Brasile!

Da sempre, la nostra amata materia, è indissolubilmente legata a vicende economiche, politiche e culturali, ed è per questo in grado di raccontarci cosa s’annida nell’animo di due popoli che quando si incontrano danno vita a un match fantastico dove tutte le caratteristiche che ci rendono locos por el futbol sono incorniciate in novanta minuti. La rivalità si fonda su due concezioni completamente diverse di futbol. Il Brasile da sempre si fa portatore di un calcio dove l’allegria e il divertimento dominano, fatto di sorrisi, speranza e felicità: aspetti perfettamente pragmatizzati nel motto joga bonito. Per gli argentini il calcio invece è pasion total, calore e sofferenza, una visione romantica ma seria del gioco del calcio.

L’odio tra Albiceleste e Seleçao affonda le radici all’infuori del rettangolo verde. Le conquiste coloniali del XVI e XVII secolo hanno iniziato ad aumentare la distanza tra i due Paesi, da una parte l’influenza della Spagna, dall’altra il PortogalloÉ proprio la diversità ad essere al cuore di questa sfida: due nazioni così vicine e così innamorate di questo sport, due visioni completamente opposte accompagnate ovviamente dalla volontà di aver ragione e di vincere contro gli odiati nemici.

La diversità si può forse riassumere e comprendere meglio prendendo spunto dai due balli tipici. Il tango, caldo e passionale, e la samba, divertente e coinvolgente. Argentini e Brasiliani non vanno e non andranno mai d’accordo, lo si vede anche al di là delle nazionali. Spesso ci capita di assistere all’interno dei nostri campionati a litigi e screzi tra giocatori delle due nazioni.Ovviamente una delle discussioni più ricorrenti tra le due parti solitamente parte da una domanda del tipo: “Maradona o Pelé? Chi è il più forte?”.

maradona_e_pele_noche
Photo by Sky Sport

Una risposta vera e propria probabilmente non esiste, ma per i due popoli non è affatto così. La discussione è ovviamente una conseguenza logica e nessuna delle due parti fa un passo indietro, Maradona è meglio di Pelé, Pelé è meglio di Maradona. L’ardua questione su chi sia il più forte di sempre è la palese rappresentazione della distanza tra queste due nazioni, due religioni calcistiche, due fantastici popoli. La rivalità tra le due nazioni è andata in crescendo man mano che aumentavano i trofei conquistati.

Il Brasile è la squadra ad aver vinto più mondiali di tutti, ha infatti cucito affianco allo stemma ben cinque stelle (1958, 1962, 1970, 1994, 2002) oltre ad aver alzato al cielo 5 Copa América e 4 Confederations Cup. L’Argentina ha invece conquistato due Campionati del mondo (1978, 1986) e una Confederations Cup. Mentre a livello continentale ha vinto ben 14 Copa América. Nel 1914 ci fu la prima sfida tra queste due nazionali nel quale si verificò un episodio di fair play che al giorno d’oggi sarebbe stato impensabile. Argentina e Brasile si sfidarono infatti, per la Copa Roca, ovvero un torneo nato su iniziativa dall’ambasciatore argentino in terra carioca.

brazil-argentina.jpg

Il Brasile si portò in vantaggio, ma l’albiceleste riuscì a pareggiare grazie alla marcatura di Leonardi, il quale rientrando verso centrocampo confessò al direttore di gara di aver toccato la palla con la mano. Gol annullato e Brasile vincitore, tra l’incredulità degli argentini che guardarono il proprio compagno chiedendogli “Qué estás haciendo?”. Sì, perché un gesto che in qualsiasi altro match viene considerato come di incredibile sportività, in Argentina-Brasile non è accettabile. Vincere contro i grandi nemici è l’unica cosa importante. Tant’è che, come narra Federico Buffa in uno di suoi famosi racconti, di questo Leonardi non si ebbero più notizie tra le fila della nazionale Argentina.

Un gesto diametralmente opposto si verificò ai Mondiali di Italia ‘90. Nella semifinale giocatasi al Delle Alpi di Torino gli Argentini pur di vincere la partita misero nelle borracce degli eterni rivali del Roipnol, un farmaco ipnoinducente (o “sonnifero”) con effetto ipnotico e sedativo, l’effetto colpì Branco che quasi si addormentò in campo e a fine partita accusò i rivali. Il match si concluse con la vittoria dell’albiceleste con marcatura di Caniggia.

L’anno successivo le due squadre si incontrarono in Copa América, l’Argentina vinse ancora per 3 a 2 in un match condizionato da ben 4 espulsioni Caniggia e Mazinho al 31esimo, Carlos Enrique e Márcio Santos al 61esimo.

argentina (1).jpg
Photo by planetblog365

La storia di questa sfida è stata scritta da grandissimi campioni, che al di là della disputa per chi fosse il migliore ci ha regalato giocate di altissimo livello. Ed è analizzando e imparando a conoscere i super campioni di queste nazioni che possiamo comprendere la distanza di ideali calcistici tra questi due paesi, Maradona e Pelé ne sono l’esempio lampante, entrambi capaci di portare la propria nazione sul tetto del mondo, mentre ad oggi la loro preziosa eredità è affidata ai Messi e Neymar.

Argentina contro Brasile non è una semplice sfida tra due nazionali: la principale questione, o disputa, è quella di prevalere sui nemici, di affermare che la propria filosofia calcistica sia la migliore. E ovviamente noi, da appassionati, non possiamo fare altro che metterci comodi e assistere a questa fantastica sfida, che nonostante non ci coinvolga direttamente ci regala emozioni incredibili.

Articolo a cura di Federico Bottara

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...