VITALI KUTUZOV

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Vitali Kutuzov con la maglia del Bari – Photo by http://www.pianetamilan.it

Intervista esclusiva de “La Gazzetta di Don Flaco” a Vitali Kutuzov. L’ex attaccante bielorusso racconta ai nostri microfoni la sua esperienza dell’Italia calcistica: dal Milan al Parma, passando per Pisa e Sampdoria. Attenzione: potrebbe contenere “Aljaksandr Hleb”.

Ciao Vitali, partiamo subito: dopo la tua ottima esperienza al BATE Borisov, sei arrivato al Milan giovanissimo. Come hai vissuto il trasferimento in Italia? Ricordi con piacere qualche aneddoto della tua annata in rossonero?

Arrivare al Milan fu un po’ come andare alle stelle, parliamo di uno dei più grandi club della storia del calcio. A vent’anni non è facile adattarsi ad un contesto nuovo, ad una lingua nuova e ad un nuovo tipo di calcio, soprattutto quando sei da solo e sei all’inizio della tua esperienza. Il Milan era una squadra piena di grandi campioni. Ricordo con piacere la simpatia di Pippo Inzaghi, che durante le sedute tecniche, nei tiri in porti, cercava sempre coordinazioni e giocate difficili, improbabili. Riusciva sempre a strapparci un sorriso.

Nella stagione 09/10 con il Bari, alla prima di campionato al Meazza contro la futura Inter del Triplete, hai trovato la via del gol e del pareggio finale. Tra le fila dei nerazzurri sarebbe potuto esserci anche Aljaksandr Hleb, tuo connazionale: ti svelò qualcosa sulla trattativa, ti chiese informazioni sull’Italia e Milano?

Sì, ricordo che ci fu una seria possibilità che Aljaksandr approdasse a Milano, perchè il Barcellona voleva inserirlo nell’affare Eto’o-Ibra. Posso solo dire che la trattativa saltò più per ragioni economiche, che tecniche. L’Inter non è un treno che passa tutti i giorni, è un grande club. Hleb era comunque convinto di potersi giocare le sue carte al Barça, poi però decise di firmare con lo Stoccarda. Sono scelte di vita.

Hai potuto osservare Hleb da vicino, che tipo di giocatore era Hleb?

Aljaksandr tecnicamente era qualcosa di davvero impressionante. Un giocatore dalle grande qualità. Ricordo che in Bielorussia, quando venivamo convocati in nazionale, io mi presentavo qualche giorno prima per iniziare subito gli allenamenti, lui invece arrivava qualche giorno in ritardo. Nulla di che. In campo vedevi proprio che non aveva questo gran bisogno di allenarsi. Era un giocatore molto esile sotto il profilo fisico, ma dalla grande agilità, e soprattutto elegante. Sembrava uscito dagli anni ’80. É stato solo un po’ sfortunato.

Passiamo a temi “caldi” con il Parma che, dopo il fallimento, riabbraccia la Serie B? Credi che possano tentare la promozione immediata in Serie A?

Sì, lo credo. Il Parma, nel contesto italiano ed in parte europeo, è una società storica, che merita di stare tra le grandi. Un club davvero molto attento ai suoi ragazzi e nel quale mi sono trovato davvero molto bene con tutto lo staff e i compagni di squadra, fino alle strutture d’allenamento. Purtroppo nel calcio succedono anche cose brutte. Spero che tornino molto presto nei posti che gli competono, gli faccio i miei migliori auguri.

Infine il Pisa che, restando in tema, non attraversa un brillante periodo sotto il profilo societario: cosa rese tanto magnifica e allo stesso tempo romantica la stagione 2007/2008? Il tridente storico Cerci-Kutuzov-Castillo ha fatto la storia…

Sì, la ricordo molto bene. C’era Ventura in panchina, arrivammo sesti in campionato e disputammo i play-off, che purtroppo andarono male. Di quella stagione ricordo davvero tante cose. Non era tanto il tridente Kutuzov-Cerci-Castillo a rendere grande il Pisa, quanto il collettivo: si era formato un gruppo unito, con la consapevolezza che avremmo potuto disputare un’ottima stagione e toglierci tante soddisfazioni. Purtroppo avevamo la coperta corta, molte riserve ai tempi provenivano dalla Primavera, ci mancò qualcosa. Pisa comunque, come piazza calcistica, è qualcosa di meraviglioso, ci sono rimasto affezionato. Mai visto tanto attaccamento alla maglia. Per farti un esempio veloce: mentre a Vercelli puoi trovare facilmente tanti juventini, a Pisa è difficile trovare tifosi della Fiorentina. Anzi, forse sarebbe meglio non farsi vedere mai in giro con una maglia viola (ride, ndr). Scherzi a parte, i pisani sono tifosi affezionati, ci tengono, e meriterebbero tanto.

Per chiudere, il miglior difensore contro cui hai giocato?

Sicuramente Paolo Maldini, uno dei più grandi della storia del calcio. Come singolo era davvero impressionante, completo sotto tutti i punti di vista. Grazie alla sua leadership era capace di guidare la difesa, rendendo più forte anche i 3 compagni al suo fianco. Un giocatore davvero formidabile.

Intervista a cura di Daniele Pagani

Ringraziamo sentitamente Vitali Kutuzov per il suo tempo e l’immensa disponibilità nel rilasciare questa intervista. Non perdetevi, lunedì 2 Luglio, la nostra intervista ad Eugenio Corini, neo tecnico del Novara, sempre a cura di Daniele Pagani.

 

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