EMANUEL CECCHINI, EL NIÑO DEL FLORENCIO SOLA

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Emanuel Cecchini (Banfield) – Photo by Giacomo Maurizi (https://www.instagram.com/giacomo.maurizi.graphics/)

NOME E COGNOME: Rodrigo Emanuel Cecchini

ANNO DI NASCITA: 1996

RUOLO: mediano, centrocampista centrale, interno

NAZIONE: Argentina

PIEDE: destro

FISICO: 179 cm x 78 kg

Banfield-Milano: una tratta ben nota agli esperti di futbòl. A volte diretta, in altri casi preceduta da qualche scalo. Basta pensare a Javier Zanetti, l’eterno capitano nerazzurro che nell’estate del ’95 lasciò la Grande Buenos Aires (GBA) per volere diretto di Massimo Moratti, che rimase esterrefatto dal talento di Pupi, a Julio el jardinero Cruz: el delantero che ha conquistato il cuore di ogni singolo supporters interista nonché autentica bestia nera della Juventus. Infine abbiamo Rodrigo Palacio, colui che più di tutti rassomiglia il percorso calcistico del talento di cui vi parleremo oggi. Mi piace immaginare El Trenza come un cantastorie solitario e taciturno partito dal Florencio Sola per approdare prima al Boca Juniors e poi in quel di Genova, sponda rossoblù. Infine l’Inter, la Scala del calcio e la totale dedizione per la causa nerazzurra. In tal senso, escluso il BOCA, questo sembra essere il destino di Emanuel Cecchini, centrocampista centrale classe 1996: dal Banfield all’Inter passando per Genova. Ruoli diversi, stessa sostanza.

La storia del giovane Cecchini parte da Ingeniero Luis A. Huergo, cittadina del Rio Negro situata nel departamento General Roca, che prende il nome dal primo e omonimo Luis Huergo, il primero ingegnere d’argentina. Come nella più classica favola sudamericana il giovane Emanuel trascorre le sue giornate con un pallone tra i piedi e alla fine sarà suo padre Noel a iscriverlo alla scuola calcio del quartiere, il Club Social y Deportivo Huergo. Il Banfield, che spesso e volentieri fa visita nei campetti amatoriali che si compendiano intorno al Florencio Sola, lo nota e lo porta nel partido di Lomas de Zamora nell’ormai lontano 2010, anno in cui l’Inter vinse al Triplete capitanata da Javier Zanetti in campo e dal mago di Setubal, Josè Mourinho, in panchina. Il primo approccio coi grandi arriva nel 2013 quando è mister Daniel Garnero, saggiamente consigliato dal coordinatore della cantera del Talandro, Fernando Cinto, a convocarlo per i primi allenamenti della pausa invernale, dove Cecchini mette in mostra lodevoli doti tecniche oltreché professionali nonostante i soli 17 anni. Tuttavia non sarà Garnero a farlo esordire, ma una vecchia conoscenza dell’Inter e della Serie A: Matias Almeyda, l’indio del partido di Azul. Infine è arrivata la chiamata della Seleccion under-20 agli ordini di Humberto Grondona, che lo ha convocato per la Copa Atlantico 2014 (ma non per il mondiale 2015, sfiorato).

Mi piace immaginare Cecchini come un piccolo sognatore: un fanciullo che ogni notte si chiude in camera, spegne le luci e accende una torcia sotto le coperte per leggere qualche pagina del suo libro preferito. Il libro in questione parla delle avventure di un anziano cantastorie e del suo lungo viaggio nel mondo del futbòl, dalla Terra della Pampa fino al Belpaese, con quella treccina inconfondibile che pian piano s’è fatta largo nel cuore di ogni singolo tifoso. Mi piace immaginarla così, da inguaribile romantico del futbol. Ora però, il sogno di Emanuel può trasformarsi in solida realtà grazie all’assiduo lavoro del DT Walter Sabatini e del vicepresidente Javier Zanetti, con quest’ultimo che sembra aver giocato un ruolo fondamentale nella trattativa con el Taladro, convincendo mister Zhang Jindong a formalizzare un’offerta ufficiale pari a circa 4 milioni di dollari per quello che in patria viene accostato nientemeno che a Fernando Redondo.

Paragoni pesanti (e che ovviamente attendono conferme) per un ragazzo che ha bruciato le tappe dopo l’esordio ufficiale in Primera Division argentina ad appena 18 anni (nella stagione 14/15) e che nell’ultimo campionato ha collezionato 27 presenze e 4 pregevoli gol. Nell’ultima settimana si è parlato di un insidioso inserimento del Milan, fortificato dall’idea di una possibile joint venture con il Bologna di Roberto Donadoni: ipotesi che è stata prontamente smentita dal Banfield, che ormai da settimane trattava il cartellino di Cecchini con l’Inter e la compagine genoana. Il ragazzo già nei prossimi giorni dovrebbe sbarcare in Italia per sostenere le rituali visite mediche con il Grifone, per poi aggregarsi alla rosa di Ivan Juric per i primi allenamenti. Tutto ciò che accadrà a stagione in corso verrà ovviamente monitorato dall’Inter, con Dario Baccin, il nuovo vice di Piero Ausilio ingaggiato dal Palermo, che avrà il compito di monitorare il rendimento di tutti i talenti che ruotano intorno all’orbita Inter.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Fisicamente compatto (179×78) e già ben strutturato sotto il profilo muscolare, Emanuel Cecchini è il classico centrocampista centrale moderno: polivalente e dotato di un’ottima base tecnica oltreché fisica. La sua intelligenza tattica gli permette di essere schierato sia come regista che come mediano, oppure da mezz’ala o trequartista. Possiede un destro molto educato, aspetto che lo rende un pericolo costante sia negli inserimenti senza palla, a partire dalle retrovie, che nei tiri da fuori area oltreché sicuro dei propri mezzi tecnici. In campo sfoggia frequentemente grande personalità, prodigandosi spesso in dribbling nello stretto, giocate di prima intenzione e accellerazioni palla al piede che gli permettono, soprattutto nelle trame di gioco offensive, di creare superiorità dal punto di vista numerico. Un’altra apprezzabile qualità di questo centrocampista è la grande resistenza fisica, che ben s’integra con l’ottima visione di gioco e la rapidità nel pensare e eseguire il gesto tecnico. Pur non essendo fortissimo nel gioco aereo Cecchini compensa tale lacuna con la più classica garra sudamericana, che lo rende un avversario piuttosto ostico sia nella marcatura a uomo che nel contrasto corpo a corpo. Avendo un tiro secco, potente e preciso è stato spesso richiamato dal tecnico Julio Cesar Falcioni a calciare con più frequenza verso la porta avversaria. La sensazione principale, tra gli addetti ai lavori, è che Cecchini abbia ampi margini di miglioramento sotto ogni punto di vista. Di fatto il ragazzo viene descritto dai compagni di squadra e dallo staff tecnico come umile, dedito al lavoro, desideroso di migliorare e sempre con la testa sulle spalle. Non a caso lo ha voluto Javier Zanetti in persona, e ovviamente i tifosi nerazzurri sperano sia un buon biglietto da visita per il futuro.

Articolo a cura di Daniele Pagani

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