CENGIZ ÜNDER, MONCHI DIXIT

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Cengiz Under – Photo by Giacomo Maurizi (https://www.instagram.com/giacomo.maurizi.graphics/)

NOME E COGNOME: Cengiz Ünder

ANNO DI NASCITA: 1997

RUOLO: trequartista, ala destra

NAZIONE: Turchia

PIEDE: sinistro

FISICO: 173 cm x 66 kg

Il “colpo alla Monchi” dovrebbe diventare un’autentica istituzione del mondo del calcio, esattamente quanto il “gol alla Del Piero” tanto per intenderci. Neanche il tempo di chiedere due esterni offensivi per sopperire alla partenza di Mohammed Salah, partito con destinazione Liverpool e ansioso di riabracciarte la Premier League, che Eusebio di Francesco si ritrova in casa un giovane di belle speranze, che in patria viene accostato nientemeno che a Paulo Dybala. Del resto, che vi aspettavate? Ramón Rodríguez Verdejo ci ha ben abituato a questi colpi di genio, ma soprattutto di prospettiva. Dello stesso parere non sembrano essere molti tifosi della Roma, che naturalmente hanno destato un po’ di preoccupazione per questa green line, che da sempre rappresenta un fondamentale e incontrovertibile dogma del direttore sportivo di San Fernando, Andalusia.

Monchi è una vecchia volpe, è uno che ha fiuto per queste cose. E forse, proprio per questo motivo, i tifosi giallorossi potranno dormire sonni tranquilli, con o senza Salah. Monchi è uno che scommette spesso, ma lo fa sempre con una coppia d’assi in mano. Insomma, va sul sicuro. E Cengiz, nato a Balikesir il 17 Luglio del 1997, è solo la sua ennesima mano al tavolo verde del calciomercato. La carriera di questo promettente ragazzo è iniziata nel Bucaspor, società calcistica con sede a Smirne fondata nel lontanissimo 1928. A 15 anni, grazie alle prestazioni monstre, nettamente sopra la media rispetto ai pari età, viene notato dagli osservatori dell’Altinordu, club concittadino della Firtina (la tempesta) che già da qualche anno si batte nobilmente contro il continuo impoverimento tecnico del calcio turco, mossa dall’audace desiderio di creare un prodotto interamente homemade, un “11” compatto e cresciuto sotto lo stesso tetto che possa ambire con il passare del tempo a traguardi ben più alti che una seconda divisione.

Essendo l’Altinordu una piazza relativamente tranquilla, che potremmo definire ideale per la crescita calcistica di un giovane talento, Ünder non fatica a trovare spazio nell’11 titolare. In Serie B turca (1.Lig) il ragazzo ha collezionato subito 58 presenze, 11 gol e 9 assist in due stagioni. Probabilmente sarà stato il suo ottimo repertorio – elegante, letale e ben predisposto al gol e alla rifinitura – a convincere l’Istanbul Basaksehir, a investire circa 700mila euro per il suo cartellino. Qui, nella stagione appena terminata, Ünder ha trovato una prima consacrazione calcistica sotto la guida di Abdullah Avci, che lo ha schierato da titolare fin da subito nel suo spregiudicato 4-2-3-1, dove il giovane Cengiz è partito da ala con licenza di svariare su tutto il fronte offensivo. Risultati ottimi, con il ragazzo che a fine stagione è stato in grado di raccogliere 43 presenze, 9 gol e 6 assist complessivi, mentre la squadra è andata vicinissima a rompere il monopolio oligarchico delle altre compagini calcistiche della capitale turca (preliminari di UCL, ma il Besikas si è laureato campione di Turchia).

Risale invece al Novembre 2016 l’esordio con la nazionale maggiore turca, con la quale Ünder ha collezionato 4 presenze e 2 gol. Il tutto dopo 21 partite e 7 reti tra la selezione under-18 e quella under-21. Ora lo sbarco a Roma e nel Balpaese, con Monchi, suo primo ammiratore (e potremmo dire, scopritore), che dopo aver convinto il patron giallorosso James Pallotta a staccare un assegno da 13,5 milioni, non vede l’ora di giocarsi la sua ennesima scommessa…

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Ala sinistra molto duttile, capace di giocare in ogni posizione della trequarti o da seconda punta, Ünder sposa perfettamente la concezione moderna del numero dieci. Merito di mister Abdullah Avci, che ha liberato i suoi trequartisti da qualsivoglia tipo di vincolo tattico creando un giocattolo letale ed imprevedibile, che in primis mira a togliere qualsiasi punto di riferimento alle difese avversarie. Un altro aspetto di Ünder, ovviamente sempre curato dallo stesso Avci, è sicuramente la fase difensiva, con il giocatore che nel corso dell’ultima stagione  è stato spesso richiamato per aiutare la squadra in fase di non possesso, con l’ordine di posizionarsi sulla linea dei centrocampisti. La predisposizione al sacrificio ha creato un calciatore instancabile e generoso, sempre pronto a pressare alto i difensori avversari nella fase d’impostazione del gioco a partire dall retrovie. Ciò che forse più d’ogni altra cosa ci permette un accostamento con Momo Salah sono sicuramente i movimenti senza palla. Cengiz è quel tipo di rifinitore che ama aver la sfera tra i piedi, per inventare e mettere in mostra le sue qualità tecniche, ma allo stesso tempo rassomiglia la più tipica ala del calcio moderno, sempre pronta ad attaccare gli spazi e la profondità. Non ha grande rapidità di passo nello stretto, ma sfrutta comunque la sua grande intelligenza, la sua innata capacità di leggere con largo anticipo molte situazioni di gioco.

Nonostante le caratteristiche tipiche dell’ala, non è difficile vedere Ünder in piena zona gol, soprattutto grazie alla sua spiccata capacità di gravitare attorno alla zona di competenza del classico numero nove (nell’ultima stagione ha sviluppato una buona intesa con l’esperto Adebayor). Molto bravo nell’inserirsi in area di rigore sul gioco di sponda della punta, a volte risulta poco freddo quando arriva a tu per tu col portiere, anche a causa del sempre generoso dispendio di energia nel corso dei novanta minuti di gioco. É bravo nel dialogare coi compagni tra le linee e nei tagli alle spalle dei difensori. Nonostante la stazza (173×66) è molto caparbio in fase di protezione della sfera, mentre l’ottima base tecnica gli permette di creare più di qualche grattacapo ai diretti avversari. Cengiz Ünder è il classico esterno alla Robben, tanto per intenderci: compie spesso e volentieri la stessa giocata – che sia una finta o un dribbling – ma difficilmente riesci a fermarlo, seppur l’abbia sfoggiata sotto gli occhi dei suoi marcatori più e più volte. Ha un tocco di palla eccellente e un ottimo stop a seguire, caratteristica che gli consente di arrivare al tiro in porta anche con due semplici tocchi. Sicuramente, in un calcio molto tattico come quello della nostra Serie A, avrò bisogno di essere indottrinato da Eusebio di Francesco, che dovrà essere comunque in grado di plasmare questo giovane talento come se fosse argilla nelle sue mani. Il suo essere spregiudicato e a volte esageratamente sofistico (cerca spesso il tunnel o altre skills) può sicuramente essere compensato dai precisi diktat di un allenatore sapiente. Nonostante l’enorme potenziale (oltre al repertorio), il giocatore andrà reso più razionale ed utile ai fini della squadra. Si adatterà ad un calcio così rigido e pragmatico? Non possiamo saperlo. Chi può, del resto? Forse solo Monchi, che quando ha la mano giusta, scommette sempre…

Articolo a cura di Daniele Pagani

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