ITALIA GERMANIA, UNA RIVALITA’ SEMPRE VIVA

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«Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince».

Gary Lineker.

Sì, come diceva l’inglese Lineker la Germania alla fine vince. Anche quest’anno è stato così, la Mannschafft è riuscita a conquistare l’Europeo U21 e la Confederations Cup portando due selezioni composte prevalentemente da “riserve”. Quanta paura che fa la Germania. Ma c’è una nazionale contro cui i tedeschi da sempre soffrono, e siamo proprio noi: l’Italia!

Italia contro Germania è la partita più sentita, c’è odio, sfottò, ci sono tutti i presupposti per definire questo match una vera e propria rivalità.

Come per ogni derby tra nazionali c’è sempre un fondamento culturale alla base di tutto, legato a vicende storiche e politiche, il tutto coadiuvato dalle numerose sfida tra queste due nazionali.

Ovviamente uno dei principali motivi su cui si fonda il tutto è la differenza. I tedeschi sono orgogliosi di non essere italiani. Gli italiani sono orgogliosi di non essere come i tedeschi.

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Photo by Hang Loose Beach

Ci definiscono come parassiti, mammoni, pizza e mandolino, mafiosi. Loro invece sono alti, belli, spavaldi e organizzati. Ma nonostante tutto i tedeschi un po amano il nostro paese, il nostro cibo e i nostri posti di mare sono i loro preferiti, ma da sempre ci etichettano in modi diversi e si divertono prendendo in giro sui loro giornali la nostra politica e giocando con gli stereotipi, con il classico e simpaticissimo humor tedesco.

Ma sul campo tutte queste differenze scompaiono e grazie al cuore e all’agonismo tipico della nostra nazionale la loro presuntuosità è spesso tornata a casa con la coda tra le gambe.

Oltre alla distanza culturale e nei modi di vivere, ulteriore pepe al match è dato dal palmares delle due nazionali che lo rende di diritto il derby d’Europa.

Insieme (ma solo nel palmares, anche perché i precedenti calcistici e non solo non aiutano) le due nazionali hanno disputato 14 finali Mondiali con 9 titoli Mondiali conquistati (5 per l’Italia e 4 per la Germania), mentre a livello continentale hanno conquistato 4 Europei (3 per la Mannschafft e 1 per gli Azzurri).

Numerosi sono stati gli incontri indimenticabili, soprattutto per gli Azzurri, che hanno fatto la storia del calcio e della massima competizione per nazionali.

Nella nostra memoria come primo ricordo non può esserci altro che “La partita del secolo”. 27 giugno 1970 allo stadio Azteca di Città del Messico và in scena Italia Germania valevole per la finale del Mondiale.

 

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Photo by La Gazzetta dello Sport

4 a 3 per gli Azzurri è il risultato finale, partita incredibile e piena di emozioni con ben sei gol siglati dopo il 90esimo. Pareggio per 1 a 1 al concludersi dei tempi regolamentari e fu proprio in quel momento che andò in scena la “Partita del secolo”. Dopo due minuti Muller portò in vantaggio i tedeschi. Burgnich al 98′ pareggiò per gli Azzurri, è 2 a 2. Allo scadere del primo supplementare Riva riportò i nostri ragazzi in vantaggio. Poi ancora lui, Muller, capocannoniere del torneo, portò la Germania al pareggio. La reazione dell’Italia fu un’azione incredibile e tutt’ora ben impressa nella mente di ogni italiano: palla a Facchetti che la passa sulla sinistra a Boninsegna il quale percorre la fascia e serve con un cross rasoterra per Gianni Rivera che di piatto spiazza Maier, è 4 a 3, Germania a casa e Italia in finale!

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Photo by La Gazzetta dello Sport

Dopo il 1970 ci furono altre vittorie Azzurre come nel 1982 dove vincemmo per 3 a 1 con molta facilità contro la Mannschafft laureandoci Campioni del Mondo per la quarta volta nella nostra storia grazie alle marcature di Rossi, Tardelli e Altobelli. Impressa nella mente di tutto il paese è l’esultanza che fece Tardelli, il quale iniziò a correre scuotendo la testa manifestando tutta la sua gioia per un gol che ogni piccolo calciatore sogna di segnare.

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Photo by Si24

Esultanza che venne ripetuta da un altro giocatore, sempre contro la Germania, a distanza di 24 anni.

Siamo nel 2006 e quell’anno in estate si giocava il Campionato del Mondo organizzato dalla Germania. L’Italia arrivò a quel mondiale in un polverone, con poche aspettative e tanti dubbi. La Germania ovviamente giocando in casa il torneo aveva obiettivi di vittoria, quale miglior modo di festeggiare e vincere un mondiale nella propria terra.

Entrambi le formazioni riuscirono a raggiungere la semifinale, nella quale si incontrarono, come nel 1970 per guadagnarsi l’accesso alla finale. Al Westfalenstadion di Dortmund si giocò Italia Germania, e in quello che doveva essere il loro Mondiale i nostri ragazzi ci regalarono un’altra serata indimenticabile.

Contro una Germania che schierava in campo gente del calibro di Ballack, Lahm e Klose gli Azzurri giocano una partita incredibile nella quale poche furono le occasioni per i tedeschi, tutte neutralizzate dal nostro Gigi Buffon. Numerose invece le occasioni per noi, con due legni, un palo di Gilardino dopo una serpentina e una conclusione ai limiti della fisica e una traversa di Zambrotta di cui impresso nella mia mente rimarrà sempre il commento di Fabio Caressa nel quale disse: “Non è possibile, non è possibile, meritiamo noi!”.

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Photo by Il Messaggero – Sport

Essi, la meritavamo proprio noi e così fu. Al 119, è Fabio Grosso su assistenza, che tutt’ora penso sia inspiegabile per bellezza tecnica ed intelligenza calcistica, di Pirlo a siglare l’1 a 0 per noi e a festeggiare come fece Altobelli nel lontano 1982. Ultimo affondo tedesco neutralizzato dal capitano Cannavaro, palla recuperata e contropiede azzurro con Gilardino che arrivato al limite dell’area serve l’inserimento di Del Piero, piattone sul secondo palo e 2 a 0 Italia, e ancora una volta tedeschi a casa e noi campioni del Mondo!

E’ proprio questa la vera essenza di Italia Germania, una partita così per la Mannschafft non può far altro che creare una forte rivalità che dopo ogni match si rinforza sempre di più, perché tedeschi e italiani hanno due visioni diametralmente opposte di calcio e il confronto tra esse è sempre affascinante e dal nostro punto di vista non c’è nulla di meglio che sconfiggere coloro che ci guardano con così tanta superiorità!

 

                                             Articolo a cura di Federico Bottara

Una risposta a "ITALIA GERMANIA, UNA RIVALITA’ SEMPRE VIVA"

  1. Checo 20 luglio 2017 / 20:24

    Il gol del mondiale 82 è di Tardelli, non Altobelli

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