LA SCINTILLA DI TETOVO

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Grafica by Giacomo Maurizi (www.chronosrealms.com)

Daniele Pagani rispolvera il passaporto e dopo aver analizzato nel dettaglio i diktat tattici ed i punti di forza del Nizza di Lucien Favre, prossimo avversario del Napoli ai preliminari di UEFA Champions League, quest’oggi voleremo a Tetovo, nel nord ovest della Macedonia, per conoscere un pochino meglio i prossimi avversari del Milan di Vincenzo Montella in UEFA Europa League, il Fudbalski Klub Šhkendija. La gara d’andata sarà il 17 Agosto, quella di ritorno il 24. Tra una velata superbia ironica e qualche statistica ufficiale dal campo, andiamo a scoprire storia, curiosità e segreti dei nuovi rivali europei della squadra rossonera.

<< Caro AC Milan, siamo lo Shkendija da Tetovo: la nostra città è stata fondata da antichi illirici nel 1000 d.C.. Avete il Duomo di Milano? Noi la Moschea colorata, anche più vecchia del Duomo. Ammettiamo che agli abitanti di Tetovo piaccia Monica Bellucci, ma gli italiani vanno pazzi per l’attore tetovaro Blerim Destani. Gli italiani si innamorano e il loro cuore si spezza facilmente: noi possiamo offrire loro il nostro miglior cardiologo Omer Dzemali, famoso a livello mondiale. Gli italiani potranno avere anche la miglior pasta e pizza, ma noi abbiamo il miglior chef al mondo: Rene Redzepi. La capienza del vostro stadio è di 80mila spettatori, ma la nostra città ha 100mila persone. I vostri giocatori valgono più di 330 milioni di euro, mentre i nostri giocatori valgono 400 milioni di denari (circa 650mila euro…). Avete mandato i vostri scout dopo esserci qualificati, ma abbiamo i nostri scout (con i tifosi al pub come immagine sullo sfondo) che vi osservano sempre. Avete rubato le nostre divise nel 1994 (risata annessa, dato che fu lo Shkendija a prendere in prestito le divise ufficiali del Milan), ma va bene lo stesso… Non ne faremo una tragedia, visto che Tetovo ha più rossoneri di Roma e Torino messe assieme. Il Milan è la seconda squadra al mondo con più trofei: ci dispiace, ma noi siamo primi tra gli albanesi. Mentre voi dovete andare in Cina a trovare gli sponsor, il nostro è Ecolog, da Tetovo, un leader globale nel proprio settore. I cuori dei Tetovari sono tutti albanesi, ma batteranno a ritmo rossonero così come quelli di tutti i rossoneri. Ci vediamo amici >>

Brevi cenni storici:

Il grande cuore dell’aquila a due teste che batte orgoglioso nella città di Tetovo, nel nord-ovest della Macedonia. Lo Shkendija è l’autentica rappresentazione calcistica di una minoranza etnica guerriera, che vuole far sentire la sua voce non solo all’interno dei propri confini nazionali, ma all’intera penisola balcanica. Parliamo di una società abbastanza recente, fondata nel 1979 da alcuni rispettati esponenti della minoranza etnica albanese in terra macedone. Il club ha subito assunto come colori sociali quelli della bandiera della madrepatria: il rosso e il nero. In soli due anni, dalla fondazione al 1981, la squadra salì dalla 4° alla 3° divisione, ed infine in seconda. Tuttavia, malgrado gli ottimi risultati riscontrati sul campo, dopo la promozione in serie cadetta gli ufficiali del governo comunista iugoslavo decisero di “eliminare” la società con effetto immediato perché preoccupati da un possibile risveglio delle spinte nazionaliste albanese.

Risorgere dalle ceneri:

Dello Shkendija non si è più avuto traccia fino al 1992, anno in cui la società è stata “rifondata” dopo il tanto atteso annuncio dell’indipendenza macedone. Grazie a una rapida escalation, molto simile a quella dei propri predecessori negli anni ottanta, la squadra è tornata in Prva Liga (impresa che non riuscì in passato proprio a causa del regime comunista iugoslavo) e dal 2010 ad oggi, anche grazie alla provvidenziale entrata in gioco della Ecolog International (2012/13), azienda che salvò la società da pessime acque finanziarie, ha conquistato uno scudetto, una supercoppa e una coppa nazionale. Già nella stagione 14/15 il club prese parte all’Europa League, uscendo al primo turno contro i moldavi del Zimbru Chinisau. In questa edizione invece, dopo aver eliminato Dacia Chinisau, Helsinki ed i lituani del Trakai, ora arriva una prova pressoché impossibile: il Milan di Montella, una delle squadre più titolate al mondo, di quelle che hanno le notti europee di una certa caratura nel DNA nonostante gli anni bui. Impresa impossibile, un po’ come 300 spartani contro l’immenso esercito guidato dal Re-Dio, Serse. Non senza lottare, per cenare all’Ade, ma fieri e orgogliosi.

Analisi tattica:

Lo Shkendija parte dalla base di un 4-2-3-1 che va in all-in pressoché totale sull’estro dei suoi interpreti offensivi. Sicuramente il giocatore più “importante” sotto il profilo meramente tecnico è Stenio Junior, 26enne ala destra brasiliana che fa del dribbling e della rifinitura le sue armi migliori. Bravo nell’uno contro uno e a trovare spazi per smarcarsi dagli avversari, potrebbe essere il maggior pericolo per la retroguardia di Montella. Gli altri elementi che completano la trequarti sono Hasani, il capitano della squadra, e Radeski. A rotazione, ed in base alle necessità della squadra, trova sempre molto spazio anche Besar Abdurahimi. Là davanti invece, come ultimo terminale del reparto offensivo, ecco Besart Ibraimi, che dopo esser cresciuto in Bundesliga (ma con solo 2 presenze con lo Schalke 04), in due stagioni ha messo insieme qualcosa come 55 gol e 23 assist in 79 partite.

Fase offensiva:

Il 48enne tecnico Qasip Osmani, cultore del 4-2-3-1, ha deciso di sfruttare le principali caratteristiche comuni dei suoi trequartisti per conferire maggior imprevedibilità alla manovra offensiva della squadra. Radeski, Steno Junior e Abdurahimi sono tre ali che partono da destra, mentre capitan Hasani sarebbe un’ala sinistra. Il tutto si concreta in una sorta di eliminazione di ogni punto di riferimento per i marcatori avversari. I tre rifinitori sono liberi di svariare per tutto il fronte offensivo senza seguire uno schema fisso, per poi cercare l’assist dal fondo o il passaggio in verticale per Besart Ibrahimi, che gioca come il più classico dei numeri nove: molto caparbio nel difendere la sfera spalle alla porta e nella “sponda” per favorire l’inserimento dei compagni dalle retrovie. Inoltre, uno dei più classici movimenti dei ragazzi allenati da Osmani, in zona offensiva, è l’avvicinarsi dei due esterni in una zone più centrale di campo per provare a dialogare direttamente palla a terra con Ibrahimi.

Fase difensiva:

In fase difensiva la squadra si posizionerà con un 4-5-1 parecchio difensivo. L’estroso Hasani, in fase di ripiegamento, dovrebbe abbassarsi tra l’esperto Alimi ed il giovane Ennur Totre, che sostituirà Stephan Vujcic, attualmente infortunato. Ad Abdurahimi e agli altri esterni (mancherà Steno Junior, squalificato) il compito di abbassare il proprio baricentro di qualche metro nel tentativo di bloccare gli affondi del Milan dalle fasce, oppure intasando ogni spazio di campo per vie centrali, per evitare una manovra rapida e verticale. Nel pacchetto arretrato spazio a fisico ed esperienza dei vari Cuculi, Teqja, Celikovic e Todorovski. Murati e Bejtulai, entrambi 23enni, ancora non danno garanzie tecniche. In ogni caso si parla di giocatori che possono andare in tilt con un gioco rapido e palla a terra: una caratteristica più che fondamentale del dogma calcistico Montelliano. In porta c’è Kostadin Zahov, estremo difensore dotato di ottimi tempi di reazione e di una buona agilità tra i pali della porta. Molto male quando deve gestire la palla coi piedi, è un portiere che va facilmente sotto pressione.

A mister Qasip Osmani l’arduo compito – con orgoglio, grinta e cuore – di limitare il pesante divario tecnico col Milan. Scintille da Tetovo, nordovest della Macedonia, senza alcun timore reverenziale.

Articolo a cura di Daniele Pagani

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