LA TRIPLICE RIVALITA’ DI SALONICCO

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Salonicco è la seconda città per abitanti della Grecia, compresa la sua provincia essa raggruppa circa un milione di persone. È una città molto antica, che nasce dall’antica Tessalonica costruita nel 315 a.C. da Cassandro, Re dei Macedoni e in seguito conquistata dai Romani diventando parte del vecchio impero Romano.

A livello calcistico Salonicco non ha nulla da invidiare ad Atene, la passione e le tipicità del tifo greco sono espresse all’ennesima potenza e all’interno di questa magnifica città la rivalità coinvolge tutte e tre le squadre locali: l’Iraklis, l’Aris e il PAOK.

Sembra strano, ma effettivamente la rivalità coinvolge tutti i club di Salonicco. La divisione è quasi sistematica, ogni squadra rappresenta un qualcosa, un quartiere, una fede che lega moltissimi tifosi ai colori societari.

Essendo la Grecia famosa per i propri gruppi organizzati anche la vecchia Tessalonica non ne è esclusa. Gli ultras forniscono una spettacolo fatto di cori e coreografie spettacolari a ogni singolo match della propria squadra. Spesso però essi si sono contraddistinti per episodi di violenza, a Salonicco infatti girare nei quartieri sbagliati con segni distintivi di un’altra squadra della città potrebbe non essere una buona idea, soprattutto nelle zone popolari dove il controllo delle autorità viene meno.

 

La prima squadra a nascere a Salonicco fu l’Iraklis nel lontano 1908 che ha preso il nome dal dio della mitologia ellenica Ercole. Come molte squadre greche essa è una polisportiva e coinvolge anche diversi altri sport. Il soprannome della squadra è Imitheos, che in greco significa “semi-Dio” e la divisa societaria è da sempre caratterizzata da strisce verticali bianco-blu.

La squadra è molto seguita in città, anche con esodi in trasferte importanti come accade nel 1987 per la finale della coppa nazionale persa contro l’OFI Creta la squadra fu accompagnato da ben 17.000 sostenitori. La tifoseria dell’Iraklis, il Gate 10 ne è il gruppo portante ed è sostanzialmente di sinistra.

 

La seconda squadra a nascere fu l’Aris Salonicco nel 1914  che fu fondata da alcuni dissidenti dell’Iraklis. I colori sociali, il giallo ed il nero furono scelti in onore dell’antica Bisanzio e il soprannome della squadra è Aftokratoras che in greco significa “Imperatori”. Il nome Aris, in onore del Dio della Guerra fu scelto per contrastare e opporlo a quello dei rivali dell’Iraklis, infiammando ancor di più l’odio tra i due club.

Anche i gialloneri hanno un seguito di tifosi molto numeroso, essi infatti detengono il record della trasferta più numerosa della storia del campionato greco con ben 25.000 tifosi che andarono ad Atene per assistere al match contro il Pana. Il gruppo organizzato più famoso dell’Aris sono i Super 3.

 

L’ultima a nascere fu il PAOK, nel 1926. Fu fondata da alcuni rifugiati turchi di Costantinopoli (l’attuale Istanbul) e con gli anni oltre ad essere diventata la squadra più titolata di Salonicco è diventata anche una delle più conosciute di Grecia. Proprio per la propria origine turca la squadra nel suo stemma porta l’aquila di Costantinopoli che dà anche origine al soprannome della squadra che è Dikefalos tou vorra  cioè “Aquila bicipite del nord”.

Le aquile di Salonicco si contraddistinguono per le classiche divise a strisce verticali bianco e nere. I supporters del PAOK sono i più conosciuti e pericolosi non solo dell’antica Tessalonica ma di tutta Europa essi sono i Thyra 4 nati nel 1966, non da meno sono i Piranha altro gruppo organizzato bianconero.

La città si divide quindi sostanzialmente in tre zone. L’Iraklis ha il dominio sulla zone limitrofe al proprio stadio nel quartiere nome come Sykies il quale è letteralmente monopolizzato dal GATE 10 che lo ha colorato e riempito di scritte e simboli dei biancoblu. I tifosi dell’Aris controllano invece la zona nord-ovest della città mentre quelli del PAOK la zona sud.

 

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GATE 10 (Photo by YouTube)

La triplice rivalità coinvolge tutte le squadre, ma l’odio più forte è tra Iraklis e Aris ed è legato soprattutto alle vicende di inizio secolo e alla fondazione dei gialloneri. Forte inimicizia c’è anche tra il PAOK e l’Aris fondata su questioni sia calcistiche che sociali.

I bianconeri sono infatti chiamati da quelli dell’Aris “i turchi” nell’accezione negativa del termine volta ad indicare il fatto che essi siano immigrati, a loro volta essi rispondono chiamato i nemici “vermi”.

L’odio tra le due fazioni è legato al fatto che quelli del PAOK oltre ad essere una squadra di rifugiati ed essere stati fondati per ultimi hanno scippato il dominio cittadino ai gialloneri. A partire dalla seconda metà degli anni ’50 riuscendo a conquistare numerosi trofei e a guadagnarsi il titolo di squadra più titolata di Salonicco.

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Super 3 (photo by Football Hooligans)

Il PAOK detiene il record di vittorie nel confronto con l’Aris e il teatro più prestigioso per questa sfida è stata in due occasioni la finale di Coppa di Grecia nel 1970 con vittoria dei gialloneri e nel 2003 con vittoria delle Aquile.

Non da meno è l’astio tra Iraklis e PAOK, tanto che in occasione di un derby giocatosi in casa dei bianconeri i ragazzi del Thyra 4 occuparono le tribune assegnate alla tifoseria ospite impedendo a quelli del GATE 10 di non assistere al match.

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Thyra 4 (photo by PAOKVoice)

Durante i vari intrecci nella città di Salonicco è ormai consuetudine assistere a scene di vandalismo caratterizzate da piccoli falò alimentati da bandiere, sciarpe e magliette sottratte ai rivali durante gli scontri tra gruppi organizzati. Scontri che sono spesso all’ordine del giorno, i più violenti e temuti sono ovviamente quelli del PAOK che agiscono in qualsiasi modo anche con imboscate nei confronti dei tifosi rivali, differente è invece il modus operandi dei supporters di Aris e Iraklis che preferiscono uno scontro frontale senza “colpi bassi”.

Questa triplice rivalità è forse una delle meno conosciute nel calcio mondiale ma allo stesso tempo una delle più affascinanti capace di dividere un’intera città caratterizzata da una passione incredibile per il calcio capace di fornirci degli spettacoli che non hanno nulla in meno dei più rinomati derby

                                              Articolo a cura di Federico Bottara

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