DAWID KOWNACKI: L’ATTACCANTE CHE NON TI ASPETTI

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Dawid Kownacki – Sampdoria, photo by Giacomo Maurizi (Instagram profile: http://instagram.com/giacomo.maurizi.graphics )

NOME E COGNOME: Dawid Kownacki

ANNO DI NASCITA: 1997

RUOLO: Punta / Mezza punta

NAZIONE: Polonia

PIEDE: Destro

FISICO: 185 cm x 75 kg

Il reparto offensivo della Sampdoria è stato ampiamente rimaneggiato in questa sessione di mercato. Alle partenze di due giocatori come Muriel e Schick (imminente), che sono esplosi a Genova ma quasi sicuramente vivranno giorni migliori, hanno risposto gli arrivi di Caprari e Kownacki. Nel caso dell’ex Inter parliamo di un discreto talento, che può ancora dimostrare di poter stare in una realtà “in vetrina” come la Samp.

Completamente diverso il caso di Dawid Kownacki, appena arrivato in Italia dal Lech Poznan. Ad accoglierlo a Genova il giovane attaccante ha trovato i connazionali Bereszynski e Linetty, che si sono guadagnati sempre più spazio nella squadra guidata da Marco Giampaolo. In Polonia questo giovane attaccante veniva considerato l’erede di Lewandowski, oltre che per il comune passato al Lech Poznan, per le caratteristiche fisiche oltre che per il modo di giocare.

Tuttavia, crescendo Kownacki ha dimostrato di essere ben diverso dal bomber in forza al Bayern Monaco. L’evoluzione calcistica di Dawid non è andata verso quel tipo di attaccante: da area di rigore, più statico, finalizzatore. La crescita di Dawid ha evidenziato la sua abilità nel giocare anche lontano dall’area, cercare il dribbling o fornire assist ai compagni. Idealmente è più vicino al giocatore che andrà a sostituire (Schick) che al suo metro di paragone in patria.

Kownacki esordisce a soli 16 anni col Lech Poznan in Ekstraklasa, campionato in cui a soli 20 anni sfiora già le 100 presenze (94), nelle quali ha totalizzato 21 gol e 10 assist. Con la squadra polacca ha vinto il campionato e la coppa nazionale, giocando la maggior parte delle partite come punta centrale nel 4-3-3, con la possibilità però di svariare su tutto il fronte offensivo.

In patria svolge la classica trafila con le nazionali giovanili, giocando anche qui da prima punta. In questo caso ha una vena realizzativa anche migliore che col Lech, sicuramente avvantaggiato dal giocare in categorie giovanili contro giovani pari età.

Con la Samp ha già esordito in Coppa Italia, contro il Foggia: 21 minuti sono bastati per segnare il suo primo gol italiano, che sicuramente non gli ha fatto scalare posti nelle gerarchie, ma magari sarà di buon auspicio.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Nonostante il fisico, Kownacki non è il classico attacante boa, viceversa fa della velocità e del dribbling due delle sue caratteristiche migliori. In un attacco a due potrebbe essere un ottimo partner per Fabio Quagliarella, così come formerebbe una coppia molto duttile e tatticamente mobile con Gianluca Caprari.

Ha le caratteristiche potenzialmente perfette per un falso nueve, nel corpo di un centravanti puro. Giocatori di questa caratura tecnica, con la maglia blucerchiata possono fare bene nel nostro campionato. Si muove bene in fase di costruzione della manovra e in area di rigore ha un ottimo killer instinct: destro o sinistro cambia poco quando riesce a mettere tutta la potenza del suo tiro nello specchio della porta. Fisico statuario, ma non è un grande colpitore di testa, anche se di gol ne ha fatti in Polonia staccando più in alto di tutti.

Quando viene serivito dai compagni e si lancia con il controllo quasi sempre impeccabile, ricorda Schick per il trattamento del pallone: sempre incollato al piede, tocchetti d’esterno per avanzare, passo rapido, grande agilità nonostante le lunghe leve e buona visione di gioco.

Se la Samp cercava un sostituto di Schick nell’immediato difficilmente questi è identificabile nel buon Dawid, che però a mio avviso dopo il giusto periodo di ambientamento nella nuova realtà calcistica doriana potrebbe lasciare un’impronta importante. Questo non solo per le caratteristiche e il talento del ragazzo, ma anche perché da quando ha preso la guida tecnica della Sampdoria, Giampaolo sta lavorando molto bene, facendo giocare anche tanti giovani. I presupposti per far bene ci sono tutti, ora la risposta ce la daranno solo il tempo e il campo, spietati giudici e artefici di quel bel gioco che è il calcio.

Articolo a cura di Luca Pesenti

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