VLADIMIR SCRECIU: DIAMANTE DEL CRAIOVA, SOGNANDO LA TRADIZIONE

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Vladimir Screciu – Photo by Giacomo Maurizi (Instagram profile: http://zh.ink361.com/app/users/ig-315063804/giacomo.maurizi.graphics/photos)

NOME E COGNOME: Vladimir Screciu

ANNO DI NASCITA: 2000

RUOLO: mediano/difensore centrale

NAZIONE: Romania

PIEDE: destro

FISICO: 170 cm x 68 kg

Sono passati ben 35 anni da quel Craiova, il Maxima che nell’edizione della Coppa UEFA 82/83 eliminò la Fiorentina di mister Pecci, Daniel Passarella e Antognoni. Ne è passato di tempo, da quella sassata dai 30 metri di Ilie Balaci, la Minunea Blondă (il miracolo dai capelli biondi) che eliminò i Gigliati dalla competizione. Partendo senza pretese – i ragazzi dello Ion Oblemenco – quel trofeo arrivarono ad ambirlo per davvero, a poterla sognare concretamente. La loro nave – carica di speranze e sogni – verrà tuttavia affondata nei pressi delle acque portoghesi dalla flotta delle Águias, guidata da un aitante signore svedese, che ancora oggi non sappiamo se abbia portato a casa più trofei o donne: Sven Göran Eriksson. Dopo la vittoria della coppa col Göteborg nell’82, il Rettore di Torsby cercherà il bis con il Benfica, ma in finale dovrà arrendersi alla “prima volta” dell’Anderlecht. Nonostante il gol iniziale di Balaci, i Craiovini dovranno arrendersi allo strapotere dei portoghesi.

Lo scorso 27 Luglio – dopo infinite tempistiche di scissioni, cause legali, annunciati fallimenti ed insperate rinascite – il Craiova è tornato a calcare i palcoscenici europei. Per poco, dato che l’avversario sorteggiato dall’ingrata urna di Nyon è stato il Milan di Montella. Il Diavolo ha superato il turno play-off senza faticare eccesssivamente, con un netto 3-0 di aggregate. Un divario tecnico palesemente eccessivo nonostante l’orgoglio degli uomini di Devis Mangia, che da quelle parti ha davvero cambiato il modo di vedere il calcio. Devo ammetterlo: quelle partite le ho guardate per seguire un ragazzo talentuoso – che seguivo già da un po’ – ma che non ho potuto apprezzare sotto i riflettori di San Siro: Vladimir Screciu, mediano o difensore centrale classe 2000 nonché uno dei principali esponenti della NewGen calcistica rumena insieme al figlio d’arte Ianis Hagi, attualmente alla Fiorentina, Vlad Mitrea, trequartista classe 01′ dell’Inter, Andrei Ivan del Krasnodar, Mihai Bâlaša della Dinamo Bucarest e Râzvan Popa del Real Mallorca (ex Inter).

La storia del giovanissimo Vladimir è assai curiosa: parte da Corabia, cittadina che ha dato i natali proprio a Ion Oblemenco, l’uomo a cui è intitolato lo stadio del Craiova nonché primo modello di Screciu, che fin da bambino ritagliava le foto del suo idolo dai giornaletti di papà per nasconderle e custodirle gelosamente in una scatola sopra il suo armadio. Come ammesso dal ragazzo in un’intervista rilasciata alla Gazeta de Sud poche settimane fa, è il “leggere di calcio” ad averlo avvicinato al rettangolo verde. Leggendo delle gesta di Gîca Popescu o del Pibe dei Carpazi, Gheorghe Hagi non potrebbe essere altrimenti. Screciu inizia a tirare i primi calci al pallone con l’omonima CSS Corabia, ma a soli 11 anni viene adocchiato da Samir Zamfir e Silviu Bogdan – osservatori della Universitatea Craiova – durante un tour amichevole della sua squadra. Il ragazzo viene dunque tesserato in tenerà età dai Craiovini, con cui ha fatto tutta la trafila giovanile fino all’Ottobre del 2016, mese in cui ha esordito in Liga I nella sconfitta (2-1) contro la Steaua Bucarest. Ad oggi le presenze ufficiali con la maglia biancazzurra sono 24 tra tutte le competizioni, e sembrano destinate a crescere esponenzialmente. Intanto, passo dopo passo, Devis Mangia lo sta lavorando e smussando al fine di creare un ottimo giocatore. Senza fretta, ma con tanta voglia di fare bene (“tra tre anni vorrei essere un punto fermo di questa squadra”), ripagare chi ha creduto in lui e, chissà, magari un in un giorno ripercorrere le orme dei suoi idoli, alimentando i sogni di tanti altri ragazzi come lui, che ritagliava foto e leggeva di calcio.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Vladimir Screciu parte come mediano, ma all’occorrenza può ricoprire tutti i ruoli del centrocampo (trequarti compresa) oppure può agire da difensore centrale. Il ragazzo unisce un’ottima tecnica di base ad una già discreta intelligenza tattica: è molto arguto nel dettare i ritmi del gioco, nel congelarlo quando il caso lo richiede e in fase di non possesso ha la grande capacità di muoversi alla ricerca dello spazio per ricevere la sfera senza la pressione della marcatura. Il fisico e l’atletismo sono aspetti che ancora dovranno essere migliorati col tempo: non gravi come lacune, vista la giovane età. Ha un buon tiro, secco ed esplosivo, che per ovvia conseguenza dovrebbe sfruttare con maggiore frequenza rispetto al solito, ed in determinate situazioni di gioco (ancora zero gol e zero assist nelle 24 partite disputate). Tuttavia, nonostante il fisico leggerino, Vladimir è il classico giocatore che non tira mai indietro la gamba quando va in contrasto e che fa tanto lavoro oscuro, si abnega totalmente a favore della squadra. Devis Mangia, potenzialmente, ha tra le mani un gioiello: Screciu ha la possibilità, vista la spiccata intelligenza, di diventare un autentico tuttocampista capace di alternare la fase offensiva e quella difensiva in modo estremamente efficace. In un 4-2-3-1 per favorire il suo gioco dovrebbe essere affiancato nei primi anni dal classico mediano frangiflutti, forte fisicamente e roccioso, in modo da poter agire più liberamente, anche d’inserimento senza palla tra le linee avversarie. Se devo dare un mio parere personale – entro un triennio – mi aspetto più facilmente una sua evoluzione tattica, magari in un sistema di gioco a tre centrocampisti come interno tuttofare. In quella posizione di campo può davvero dare il meglio di sé, e potrebbe guadagnarci parecchio anche in fase realizzativa e di rifinitura. Ho sentito addirittura di paragoni con Verratti, ma da questo punto di vista sapete ormai tutti come la penso. Non mi sbilancio, e se devo fare un paragone, allora accosterei Screciu al connazionale Nicolae Stanciu, numero 10 della nazionale tricolore, e simile per caratteristiche fisiche e tecniche. Un altro nome che per qualità ben si accosta a quello del nostro talento odierno, è Steven Defour, belga ex Standard Liegi, Porto, Anderlecht ed attualmente al Burnley, in Premier League.

Articolo a cura di Daniele Pagani

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