SEUNG-WOO LEE, ESOTICA STIGMATE DI FINE ESTATE

NOME E COGNOME: Seung-Woo Lee
ANNO DI NASCITA: 1998

RUOLO: ala sinistra, punta centrale, trequartista

NAZIONE: Corea del Sud

PIEDE: destro

FISICO: 173cm x 70kg

Suggestione, sostantivo dal latino “suggestio” (suggerimento) e derivato di “sub- (sotto) gèrere” (portare). Tradotto letteralmente: portare sotto. Il termine riecheggia forte dopo la pronuncia e – nonostante la sua generecità – resta ben impresso nella mente di chi ascolta. Detto in tal modo ha poco significato, ma se ne comprendiamo la diramazione simbolica allo scorrere del tempo arriviamo dritti al punto. Sotto il profilo psicologico – la suggestione – è quel fenomeno per cui un pensiero o un’idea si impongono in modo diretto o indiretto in un individuo inteso come singolo. Muta la società, altrettanto fa il vocabolario: Ipse Dixit. Accostando questo termine al nostro amato calcio – è più nello specifico al tanto blaterato calciomercato – cosa vi viene in mente? Alla fin fine cos’è il calciomercato stesso, se non un contradditorio susseguirsi di voci – o di suggestioni, per l’appunto – che riempiono le prime pagine dei quotidiani sportivi? Ovviamente potrei stare qui a farvi migliaia di esempi, ma voglio prendere in esame il più recente per introdurvi al talento di cui vi parleremo quest’oggi.

Ora prendete i tifosi dell’Hellas Verona, ed accostate alla squadra scaligera un nome gargantuescamente esotico, tipo Seung-Woo Lee. Metteteci pure che viene da “La Masia” di Barcellona con la stigmate del “Messi asiatico“. Il gioco è fatto, no? Basta poco per accendere la vena fantasiosa dei tifosi. E come dargli torto con dei paragoni simili? Dalle parti del Bentegodi ricordano con gli occhi ancora lucidi le gesta di un semisconosciuto che risponde al nome di Juan Manuel Iturbe. Di certo non quelle di Giorgi Chanturia, un altro che in patria veniva considerato il Messi nazionale e che attualmente cerca il proprio riscatto nella ridente cittadina di Ekaterinburg, a ridosso degli Urali, dove nel 1918 vennero fucilati lo Zar Nicola II e la sua famiglia. Dei veri e propri evergreen nel place to be, insomma. Partiamo dalle cifre: l’Hellas ha sborsato 1 milione per assicurarsi il ragazzo, ma il “sempre accorto” Barcellona si è garantito la classica clausola di recompra, usata già in passato con i vari Bojan e Deulofeu. Lee non è il primo calciatore sudcoreano che sbarca in Serie A: prima di lui fu la volta di Ahn Jung-hwan, l’ex attaccante del Perugia che tutt’oggi evoca dei pessimi ricordi agli appassionati di calcio di tutta Italia (World Cup 2002 docet). Più recentemente invece, direttamente dall’altra Corea – del Nord – ecco Han Kwang-Son, che dopo essersi tolto lo sfizio del primo gol in Serie A con la maglia del Cagliari cerca “conferme” in serie cadetta, in prestito al Perugia (tre gol come biglietto da visita alla prima partita di campionato). Discorso diverso per l’altro nordcoreano, il rifinitore Song Hyok Choe, che dopo appena 4 partite in 4 mesi è stato silurato dalla Fiorentina.

Ad ogni modo, per i più esperti (o malati di calcio come noi), il nome di Seung-Woo Lee non è di certo una scoperta. La sua ancor precoce carriera è iniziata con le tinte nerazzurre dell’Incheon United Football Club, giovanissima società calcistica (nata nel 2003) che attualmente milita nella K-League Classic, la massima divisione del calcio sudcoreano. Una trafila che tuttavia s’interrompe a 10 anni, per il grande salto. Il Barcellona invia i propri scout a seguire l’edizione 2010 della Danone Cup, giocata a Johannesburg – in Sudafrica – e i reportage sono tutti per il talento sudcoreano, ovviamente in termini estusiastici. Lee viene portato a La Masia dai dirigenti del club catalano, mentre tre anni dopo arriva la promozione nelle giovanili. Il talento c’è, è facilmente constatabile: Seung-Woo Lee cresce parecchio sotto il profilo calcistico, tant’è che su di lui si accendono i riflettori dei top club di Premier League, che più di una volta hanno depredato La Masia per scovare nuovi fenomeni (Arsenal docet con Fabregas e Bellerin). Il Chelsea sembra la società più convinta, ma il Barcellona per evitare l’ennesimo scippo offre due nuovi contratti al ragazzo: il primo con scadenza al compimento dei 18 anni e con clausola rescissoria a 3 milioni l’altro da “pro” con clausola a 12.

Oltre alla già ottima proposta economica, i dirigenti del club Azulgrana proposero alla famiglia del ragazzo un trasferimento in pianta stabile in Catalogna, con un posto di lavoro assicurato per il padre e la garanzia di tesserare per la cantera anche il fratello minore di Lee. È proprio in virtù di simili accordi che partì la nota indagine FIFA sul tesseramento di calciatori minorenni da parte del club catalano, che si concluse con il blocco del mercato nell’estate del 2015. I risultati sul campo, per il ragazzo, tardano ad arrivare: solo 3 presenze ed 1 gol tra la Youth League ed il campionato di Segunda B (Grupo III). L’anno dopo va leggermente meglio sotto il profilo individuale, ma il minutaggio resta ugualmente scarso: solo 7 match giocati, 1 gol e 2 assist. Numeri che non rispecchiano il reale potenziale di un giovane talento, che sbarca nella nostra Serie A in cerca di riscatto, e soprattutto di un’occasione. Sarà proprio mister Pecchia a concedergliela? Parlerà il rettangolo verde, ma per il momento godiamoci l’esoticitá misteriosa e allo stesso tempo romantica che Seung-Woo Lee porterà con sé in quel di Verona.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Ala sinistra di ruolo, Seung-Woo Lee può giocare anche come trequartista oppure da falso nueve. Perfetto per un 4-2-3-1, oppure un 4-3-3 – dove avrebbe tutte le “carte” in regola per partire da esterno alto oppure da riferimento centrale – ciò che colpisce di lui a primo impatto è l’incredibile facilità di corsa, soprattutto nel primo sprint sul breve, che ben si accosta alla discreta base tecnica. Lee è un giocatore che ama tentare l’azione personale partendo dall’esterno, per provare ad accentrarsi e cercare il tiro in porta o la rifinitura per i compagni. Già nella cantera Barcelonista ha dimostrato di avere delle qualità niente male, andando a creare insieme a Marc Cucurella Saseta, di cui vi parlammo già mesi fa, un tandem di tutto rispetto e che ha impensierito più di qualche difesa. Ha un ottimo controllo di palla, che gli consente di cambiare passo al momento giusto e di puntare l’uomo con dei repentini cambi di direzione.

Abitualmente, per ricevere la sfera tra i piedi, noterete come Lee abbia il classico vizio di abbassarsi sulla linea mediana, al fine di sfuggire dalla marcatura avversaria per poi sfruttare al meglio tutte le proprie principali qualità. Il fisico minuto (173 cm) di sicuro non lo aiuta, specialmente in un calcio assai fisico e atletico come il nostro. Ad ogni modo, non mancano generosità e spirito di sacrificio nei ripiegamenti ed in fase di copertura e non possesso. Un’altra skill che Seung-Woo Lee utilizza in modo abbastanza frequente è il colpo di tacco al limite dell’area, sfruttato (e abusato) al fine di smarcare un compagno per il tiro: è un giochetto che in più di un’occasione è stato utile al fine di creare palle-gol. Ha un buon tiro, che tuttavia viene sfruttato poco. Dal mio punto di vista dovrebbe cercare un po’ di più la porta avversaria, anche per avere una maggiore concretezza sotto il profilo meramente statistico.

Seppur estremanente abile nel palleggio e nel fraseggio coi compagni di squadra, un aspetto che va sicuramente migliorato è la mentalità in campo: Lee ama cercare la rifinitura dopo aver raggiunto il limite dell’area. Di solito il passaggio compiuto è il classico filtrante che vuole premiare il taglio in area di un compagno. Tuttavia è stato accusato più di una volta di estrema leziosità, o di scarsa concentrazione, nei momenti decisivi. Sarà compito di mister Pecchia affinare le doti di un ragazzo che ha dimostrato di avere un grande talento a livello giovanile, e che ora dovrà essere in grado di completare il suo percorso di crescita e soprattutto di maturazione, per essere grande tra i grandi.

 

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