IL DERBY DELLE FALKLAND

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Immagine a cura di Galufo Vector Art https://www.instagram.com/galufo_vector_art/?hl=it – https://www.facebook.com/Galufo/?fref=mentions )

Argentina e Inghilterra fanno del calcio una religione, o una ragione di vita. Una fede. Esse rappresentano due visioni totalmente diverse del calcio, ma entrambe si contraddistinguono per l’amore e per la passione legata al pallone. Le loro storie sono fatte di numerosi intrecci sia calcistici che politici e ciò non ha fatto altro che dar vita a una rivalità che infiamma le sfide tra queste due nazionali.

“In campo non ci si batte con le armi, bensì col pallone. E comunque no, non so parlare in inglese, ma anche se lo conoscessi non lo parlerei”.

Maradona

Per molti,Argentina contro Inghilterra, è la super prestazione di Diego Armando Maradona, coronata dal famosissimo gol di mano noto come la “Mano de dios” e dalla fantastica – e ancora oggi inspiegabile – serpentina del dieci che mandò in estasi Victor Hugo Morales, che raccontò il gol dicendo: «¡De qué planeta viniste, barrilete cosmico!» (Da che paese vieni, aquilone cosmico).

Ecco. Argentina contro Inghilterra non è, e non sarà mai, solo questo.

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Photo by L’Ultimo Uomo

Andando in ordine cronologico, come ben sapete, gli inglesi furono il popolo che diede vita al football. Da fondatori si occuparono anche di diffonderlo nel mondo, grazie anche alla loro politica colonialista e al fatto che essendo degli abili navigatori molti britannici giravano il mondo per commerciare.

Anche in Argentina il popolo inglese era numeroso (circa 10.000 persone) che oltre a lavorare, portarono il football in questo splendido paese. Uno dei principali responsabili fu un insegnante di Glasgow, Alexander Watson Hutton, che per primo insegnò calcio al St Andrew’s School a Buenos Aires nel lontano 1880.

Moltissime squadre che tuttora disputano il campionato argentino furono fondate da immigrati inglesi, tra le più famose ovviamente ci sono River, Rosario Central, Newell’s Old Boys e Quilmes Athletic Club.

Una rivalità nata proprio dalla volontà degli argentini di staccarsi da questa eccessiva influenza inglese e di fare il futbol un qualcosa di proprio.

Il primo episodio calcistico che vide protagoniste le due nazionali accadde nel 1966 durante il mondiale organizzato dagli inglesi. Argentina e Inghilterra si sfidarono per l’accesso alla semifinale nella splendida cornice di Wembley. La gara fu vinta dagli inglesi per 1-0, ma ci fu un episodio che fece andare su tutte le furie gli argentini.

Il capitano albiceleste, Antonio Rattin, fu espulso al 35esimo per linguaggio scurrile dall’arbitro tedesco  Kreitlein i il quale non aveva nessuna conoscenza dello spagnolo. Rattin si innervosì tantissimo e si rifiutò di lasciare il campo provocando un’interruzione di ben dieci minuti chiedendo ripetutamente l’intervento di un interprete. Solo all’arrivo della polizia, il capitano della Seleccion abbandonó il campo e nel tragitto decise di calpestare il tappeto rosso reale, provocando l’indignazione degli spettatori. Per gli argentini quell’episodio è tuttora considerato “El robo del siglo” (il furto del secolo), insinuando che l’accaduto fosse una sorta di cospirazione per eliminare l’Argentina.

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Rattin e l’arbitro Kreitlein ( photo by sportsophia – WordPress.com )

Rivalità che si infiammò nel 1982, anno in cui Argentina e Inghilterra entrarono in guerra, in quella che venne definita come Guerra delle Falkland.

Alla vigilia della guerra l’Argentina si trovava nel pieno di una devastante crisi economica e di una contestazione civile su larga scala contro la Giunta militare che governava il Paese.

Per cercare di riguadagnare consenso il dittatore Galtieri decise di rivendicare la sovranità sulle isole Malvine (o Falkland) con un’azione militare nella convinzione di una guerra semplice.

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Photo by Pangea News

La risposta del governo inglese con a capo Margareth Thatchter fu immediata con l’organizzazione di una task force navale per allontanare gli argentini. Dopo sanguinosi combattimenti, che causarono 904 morti, le forse inglesi prevalsero e riconquistarono il dominio sulle isole.

Come spesso accade, che piaccia o no, calcio e politica si mischiano e danno vita a forti rivalità e in questo caso la Guerra delle Falkland non fece altro che accendere in modo definitivo l’astio tra Argentina e Inghilterra. Il tutto può esser giustificato dal forte nazionalismo che al tempo regnava all’interno dei due paesi che già da tempo non avevano un bel rapporto.

La prima sfida dopo la guerra, si disputò a Città del Messico e fu la partita che noi tutti ricordiamo per le gesta di Maradona, e fu la prima occasione di rivincita degli argentini. Mai rivincita fu così perfetta, viziata da quel gol di mano, quasi come se fosse mandato da dio.

Il primo tempo finì 0 a 0 senza sussulti o particolari emozioni, riservate tutte per la ripresa. Ad inizio ripresa al 51’ minuto la rivincita e iniziò, il finale già lo conosciamo e fa parte della storia di Argentina e Inghilterra.

Queste due nazionali si incontrarono anche nel Mondiale del ’98 in Francia, e anche questa volta vittoria fu l’albiceleste che, dopo un rocambolesco 2 a 2 con le reti di Owen e Shearer per gli inglesi e di Zanetti e Batistuta, vinse ai rigori per 4 a 3.

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Photo by The Telegraph

Argentina contro Inghilterra è la rappresentazione di due popoli e del loro rapporto con il calcio, tanto diverso quanto simile il tutto mescolato alle vicende politiche che nel 900 hanno visto scontrarsi queste nazioni.

Questa rivalità estremamente affascinante, può essere solo compresa, attraverso la conoscenza della storia del nostro amato calcio che ci regala emozioni e ci fa gioire e quando la possibilità di confronto sul rettangolo verde è limitata a una competizione come il Mondiale, noi locos por el futbol non possiamo chiedere nient’altro!

                                        Articolo a cura di Federico Bottara

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