COSA ASPETTARSI ADESSO DALLA FIORENTINA?

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Fiorentina, i giocatori festeggiano la vittoria – Photo by LaPresse

Ci siamo, siamo tornati a respirare.

La boccata d’ossigeno è stata di quelle grosse, golosa ed egoista.

Ci serviva.

Perché era tanto che ci tenevano la testa sott’acqua, manco fosse una pellicola americana degli anni 70 sulla mafia.

Mi sentivo così, con lo strozzino di turno che mi teneva per i capelli, mi buttava giù e mi urlava parole che non potevo sentire, che si smarrivano nel silenzio ovattato dell’acqua.

Non reagivo, colto in scacco dalla foga improvvisa di tutta quella scena: porta sfondata-botta in testa-splash. Nella mia vasca. Non ci stavo capendo niente.

Immagino stesse così ogni tifoso viola. Che si è visto smantellare e ricostruire una squadra in appena due mesi e subire due sconfitte prendendo schiaffi dall’Inter e dalla Sampdoria in appena due settimane.

Porta sfondata-botta in testa-splash. Nella mia vasca. Non ci stavo capendo niente.

Critiche alla proprietà, al direttore generale, ai giocatori andati via che hanno tradito. Non potevo sentire, si smarrivano nel silenzio ovattato dell’acqua.

Ricordo solo una gran confusione.

Poi luce. Poi ossigeno.

Siamo a Verona, è il 10 di Settembre.

La boccata d’ossigeno è stata di quelle grosse: golosa ed egoista. A pieni polmoni.

Ci serviva.

0-5. In gol tutti volti nuovi, più il capitano Astori, rimasto a fare da ponte tra passato e futuro.

Una bella prestazione, sbloccata dopo appena 2’ minuti da Simeone, il nuovo Kalinic. Proseguita dalla bella incursione di Chiesa, il nuovo Bernardeschi, che si conquista il rigore. Sigillata dalla splendida punizione di Veretout, il nuovo faro del centrocampo, il nuovo Borja Valero. Impreziosita dal gol di Gil Dias, il nuovo Chiesa, che come accennato è già impegnato a prendere le veci di Bernardeschi.

Sto esagerando?

Sicuramente, troppo ossigeno dopo una lunga assenza purtroppo dà alla testa.

È giusto godersi questa bella vittoria senza esagerare.

Volando bassi, con umiltà, senza aspettarci troppo.

Perché ci hanno tarpato le ali, e oggi non abbiamo il permesso di esaltarci nemmeno dopo una manita.

È la vittoria del realismo: perché il Verona è una squadra allo sbando, perché una vittoria non può cambiare una realtà, perché è un exploit solitario.

Ci stanno provando.

Ci ributtano giù. In acqua. Ancora.

E adesso? Cosa aspetta la Fiorentina?

Una reazione.

Un precedente c’è stato, l’ossigeno nei polmoni ci ha fatto bene e deve darci la forza per reagire.

Tirarci su, con le nostre forze, e combattere chi ci manda a fondo.

E respirare. Godendocela. Senza il peso e la pressione di un futuro che ci condanna.

 

Articolo a cura di Alfredo De Grandis

 

 

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