LETTERA DA AMSTERDAM, STORIA DI UN AMORE CERCHIATO DI BLU

SAMP
photo by armatablucerchiata.com

Un ufficio, una foto appesa a un muro, un sciarpa. Basta questo per scrivere una canzone? Sì, se chi mette la penna è dominato da una passione che circonda il cuore, lo avvolge, lo cerchia. Tutto di blu.

Ed è un amore blucerchiato, per la Sampdoria, che ha portato Aldo e Vittorio De Scalzi, due componenti dei New Trolls, insieme a Federico Sirianni e Nino Condorelli, a comporre uno dei brani più belli legati a una squadra di calcio. Lettera da Amsterdam è la storia di un sampdoriano che vive fuori Genova, che vorrebbe vivere sempre a Marassi, ma non può.

Un’avventura nata un po’ per caso, come ha raccontato un paio di anni fa lo stesso De Scalzi. Il cantante è convocato dal presidente Mantovani per perfezionare l’uscita di un LP creato per festeggiare lo scudetto nell’estate 1991. «Giunti nel suo ufficio, siamo rimasti impressionati da una foto incorniciata e appesa al muro, che ritraeva la statua della Sirenetta di Copenaghen con al collo una sciarpa della Sampdoria» ha raccontato ad alcuni blog di tifosi doriani. Da lì, l’illuminazione. «Veniva bene il fatto che si vedesse qualcosa di particolare, cioè ciminiere e tulipani: quindi poi abbiamo dirottato sull’Olanda. Ed è venuta fuori Lettera da Amsterdam».

287789 Finale di Coppa Italia 2008-2009 - Lazio vs Sampdoria 7-6
photo by primocanale.it

Il testo è stupendo. La Samp che man mano cresce insieme a chi la canta: prima da bambina, poi da ragazza, e infine da signora. Sempre al suo fianco, un attaccamento viscerale che non si esaurirà mai. Molte volte si abusa di quest’espressione, ma questa non è una di quelle volte. Perché l’amore per la Samp non è solo un’empatia con la squadra, la maglia o la città, ma con gli stessi tifosi. Se si va a Marassi, si vive lo stadio in maniera davvero comunitaria. È come se un doriano andasse allo stadio non solo per la partita, ma per stare con gli altri tifosi. Per vedere gli striscioni, le bandiere, le sciarpe. Tutte blu, rosse, bianche e nere, come quella appesa alla Sirenetta di Eriksen. E perché no, anche, o forse soprattutto, per cantare Lettera da Amsterdam prima di ogni partita. D’altra parte i risultati potete giudicarli voi stessi.

         Articolo a cura di Fabio Simonelli

 

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